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3 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post GP Turchia


Leclerc non riesce mai a raccogliere quanto semina.


- Ci mancherà Valtteri Bottas il prossimo anno, quando lo vedremo sgomitare a centro griglia con l’Alfa Romeo? Forse non troppo. È peró giusto concedere l’onore delle armi ad un pilota consistente sul giro secco, estremamente onesto (a volte troppo) e in grado di sbagliare poco se si tratta di mettersi avanti a fare il ritmo. Il confronto con Lewis Hamilton avrebbe distrutto tutti ed è stato così anche per lui. Raccimolare qua e là 10 vittorie non è peró roba da poco. Oggi una bellissima vittoria sulla pista da pattinaggio di Istanbul, in una gara divertente come ci sta felicemente abituando questo sport quest’anno;

- Bottas vince la gara con pieno merito, ma nella lotta mondiale è Verstappen a mettere a segno un punto. Il suo secondo posto al termine di una gara accorta e prudente, piena di piccole scelte azzeccate in grado di rappresentare tutto il contrario del pilota istintivo che una volta era, un processo di maturazione ormai completo. Hamilton chiude quinto e non puó essere soddisfatto. Vero, partiva undicesimo (e in un paio di sorpassi ha ricordato a tutti chi è il Re), ma la gestione del rientro ai box per la sosta è stata pasticciata e i bisticci via radio non hanno prodotto niente di buono alla fine. Guardando il ritmo, il podio era alla portata. La Mercedes peró sembra in crescita, occhio;

- Per l’ennesima volta Charles Leclerc tenta l’azzardo e per l’ennesima volta l’azzardo non paga. Vero, si potrebbe obiettare che tra un terzo e un quarto posto sarebbe cambiato poco in termini di punti, mentre la scelta di provare a tirare fino alla fine con le stesse gomme dell’avvio (una scelta di per sè folle) poteva portare alla vittoria. Peró questa ricerca esasperata dell’azzardo in condizioni spesso surreali continua a far perdere punti su punti al monegasco, come intrappolato nell’idea di dover dimostrare qualcosa di specaile a tutti i costi, sempre. Vale la pena? Sainz intanto, la formichina spagnola, dimostra gara dopo gara di essere un pilota di livello altissimo. Oggi da ultimo a ottavo, con le consuete letture perfette dei momenti della gara (tempismo eccellente per la sosta ai box, come gli capita sempre) e anche tanti sorpassi eccellenti, dimostrando di saper anche lottare quando serve. Leclerc non puó permettersi di arrivagli dietro nel Mondiale;

- La Ferrari butta un velo di amarezza finale su quello che rimane in ogni caso uno dei migliori weekend degli ultimi anni. Fino al cambio gomme Leclerc da terzo andava forte quanto Verstappen e Sainz volava a centro a gruppo. La Mclaren oggi è stata stracciata. Se peró quando la macchina funziona (la nuova power unit sembra aver portato una linfa perduta) si chiude quarti e ottavi, cosa succede quando la macchina funziona meno bene?;

- La considerazione finale è dedicata ad Antonio Giovinazzi, undicesimo e autore di grande gara. L’arrivo in volata con Ocon, decimo con gomme devastate, che lo condanna ad un altro weekend a bocca asciutta per pochissimi centesimi (bastava una curva in più per passarlo) è il simbolo di un ragazzo veloce, non sempre esente da errori e lacune sul passo gara, ma circondato da una sfortuna terribile e costante. Il suo destino per il prossimo anno sembra molto incerto e il suo sedile traballa. Gli auguriamo di restare in circolazione, perchè ha tanti crediti con la sorte da incassare.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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