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2 min

- di Alberto Fabbri

Considerazioni sparse post “Eto’o e Morientes, Liga Liga”, al Festival dello Sport


Sul palco del Festival dello Sport di Trento, oggi la Liga ha dominato la scena.


- Nella giornata conclusiva del Festival dello Sport di Trento il “lunch match” punta i riflettori sull’Auditorium Santa Chiara di Trento, che come piatto principale offre “Eto’o e Morientes, Liga Liga”. Con ospiti in sala del calibro dei due campioni citati. In aggiunta al cast si ha persino Javier Tebas, presidente onorario della Liga spagnola;

- In un susseguirsi di domande ed interazioni fra i vari ospiti, notiamo sin da subito il focus incentrarsi sull’acceso dibattito che vede coinvolta la Liga a confronto con i maggiori campionati europei. Javier Tebas colora ripetutamente le proprie considerazioni intorno all’”Information Technology”, ovvero di come l’utilizzo pervasivo della digitalizzazione e di strutture sempre più all’avanguardia dal punto di vista tecnologico possano riuscire ad arrecare un beneficio perpetuo sia alle società che ai singoli giocatori. Nel contesto odierno sempre più competitivo, questa visione risulterà primaria in funzione della riduzione del gap che vede coinvolta la Liga al cospetto della “Premier League”.

- Tebas afferma che “negli ultimi 3 anni la Liga è tornata in auge ed è riuscita a ridurre parzialmente il divario nei confronti del calcio inglese”. Con Eto’o e Morientes nelle veci rispettivamente di braccio destro e sinistro, si annuisce all’unisono sul fatto che il campionato spagnolo abbia osservato un’evoluzione graduale del ceto delle squadre inferiori in squadre di livello medio e delle società intermedie in club apicali all’interno della Liga. Insomma, non esiste solo “El Clasico”.

- A proposito di ció, a detta degli ospiti “El Clasico” rimarrà sempre “El Clasico”. Le preoccupazioni derivanti dalle criticità economiche sponda blaugrana e dal primo anno in cui contemporaneamente sia Messi sia Cristiano Ronaldo non militeranno più nei club in cui hanno scritto pagine di storia calcistica contemporanea, non desta preoccupazioni agli attori sulla perdita d’appeal della sfida. Giocatori dall’anagrafica di “Gavi” saranno pronti a portare nuova linfa vitale dalla storica cantera del Barcellona. Non che noi avessimo pensato che questa eterna rivalità potesse perdere suggestività…;

- Offerto un piccolo excursus anche per gli interisti di vecchia data. Il candidato ad essere presidente della Federcalcio Camerunense concede qualche minuto sulla sua esperienza milanese, succinto in: “la tenacia e la forza con cui quell’anno il metodo Mourinho ha invaso la Pinetina, ci ha portato a perfezionare il suo metodo e di rigetto alla vittoria”.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Rimini il 5 luglio 1996. Laurea magistrale in Management all’Università di Trento ma di cose realmente gestite finora riporta la “mise en place” di alcuni ristoranti in riviera e la sistemazione dei lettini in spiaggia. Terzinaccio generoso dotato di un sinistro considerevole, più deciso che mai a saziare la sua insanabile voglia di sport parlandone. Sogna di vedere suo padre festeggiare la vittoria della Champions League della Juventus e, personalmente, di assistere ad una partita all’American Airlines Center di Dallas gridando “Luka Doncic step back” con in sottofondo un “mamma butta la pasta” del mitico Dan Peterson.

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