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, 6 Ottobre 2021

Ecco cosa sta succedendo alla difesa del Chelsea


Jonathan Liew questa volta ci parla del Chelsea. La squadra di Tuchel ha approcciato questa stagione in modo tatticamente diverso a quanto mostrato l'anno scorso. Le sue statistiche difensive sono senza senso. Sul The Guardian, una delle interpretazioni possibili.


Qualche settimana fa, l’allenatore dei Paesi Bassi, Louis van Gaal, si è scontrato verbalmente con un arrogante giornalista olandese al riguardo. I due litigavano a proposito del Chelsea di Tuchel, appunto. “Quello che tesse le lodi del calcio difensivo sei tu.” accusa il giornalista. “Tu vuoi giocare come Chelsea e Liverpool.” A questo punto, Van Gaal alza la sua seduta di qualche centimetro, come una mantide religiosa che si prepara a staccare la testa a un serpente.

“Pensi che sia un calcio difensivo il loro?”

“Certo, il Chelsea gioca così.”

“Non lo è affatto,” rimbecca Van Gaal. “Tu non capisci. Sei un giornalista. Non hai idea di cosa sia il calcio. Schierati col 5-3-2 e col 5-2-3, si può giocare in modo meravigliosamente offensivo. Il Chelsea lo dimostra ogni volta che scende in campo e con diversi interpreti. Io mi tolgo il cappello di fronte al signor Tuchel.”

La conferenza stampa di cui si parla. DUTCH/SUB ENG

Certo, Van Gaal che litiga con la stampa olandese non fa certo notizia. Tuttavia, in questo acceso scambio si racchiude lo strano dibattito che si è aperto sul Chelsea di Tuchel, una squadra in grado di battere qualunque avversario in Europa e che ora punta a fare lo stesso in patria. Dopo cinque partite di campionato, l’unico passo falso – e unico gol concesso – è stato il pareggio ad Anfield Road, arrivato su rigore e col Chelsea in dieci (l'articolo del The Guardian risale a qualche settimana fa quando in Premier si erano disputate 5 giornate n.d.r.).

La chiave di volta di questo successo è il muro impenetrabile composto dai suoi difensori, detentore di un record completamente assurdo, quello dei 24 clean sheet in 36 partite giocate. Nel match al Tottenham Hotspur Stadium, gli ospiti hanno completato un solo passaggio all’interno dell’area di rigore del Chelsea. Successivamente al pareggio di Liverpool, i blues hanno affrontato l’Aston Villa, che ha visto 18 dei suoi tiri infrangersi contro il muro. Il gol di Archer subito in Carabao Cup, è stato l’unico gol di testa concesso dal Chelsea da quando Tuchel è arrivato a gennaio.

Tutto ciò fa crescere il numero di interrogativi. Cos’è che il Chelsea fa così bene? Com’è possibile segnare contro di loro? Il Chelsea è una squadra difensiva o una squadra semplicemente eccelsa in fase difensiva? Questa dicotomia è perfettamente rappresentata dalla loro controparte, il Manchester City. Guardiola ha dimostrato che è possibile difendersi in modo brillante senza essere una squadra difensiva.

Al centro del dogma contemporaneo del possesso e dell’occupazione degli spazi come tattiche difensive c’è proprio questo: il miglior modo per difendersi è giocare in difesa il meno possibile. Al contrario, il Chelsea fa l’opposto. Secondo molte metriche statistiche, la squadra di Tuchel assomiglia molto di più ad una squadra in lotta per la retrocessione più che a una contendente al titolo.

Nella stagione corrente, il 32% delle azioni totali del Chelsea sono avvenute nel primo terzo di campo; solo Norwich, Newcastle e Brentford hanno fatto “meglio”. Il Chelsea, inoltre, guida la classifica dei tackle e degli intercetti in Premier League. Mettendo in prospettiva, il City è ventesimo, e ultimo, nelle stesse statistiche.

Il campione statistico è ancora insufficiente, ma in molti casi le tendenze di quest’anno si sono viste anche nella stagione precedente. Più di molte altre squadre di alta classifica in tempi recenti, il Chelsea sembra incline ad attirare la pressione avversaria, a difendersi con tanti uomini dietro la linea della palla e a godere dell’arte del difendersi.

“Forza di volontà e resilienza,” ha invocato Tuchel dopo che i suoi giocatori hanno sostenuto l’assedio di Anfield. “Non scomponetevi, provate a chiudere i mezzi spazzi.” All’occasione tra gli esperti, e più spesso nelle idiote discussioni sui social media, “tattica” e “passione” vengono poste agli estremi di uno spettro, come fossero ideali opposti nel conflitto culturo-calcistico.

Infatti, come molti allenatori d’elite direbbero, l’uno è assolutamente indivisibile dall’altro. La tattica difensiva è efficace solamente nel momento in cui viene espressa con la forza di volontà e l’impegno necessari. Resilienza e desiderio hanno effetto solo nella misura in cui sono legate ad una strategia valida e coerente.

L’eccellenza difensiva del Chelsea si fonda tanto sulla superiorità degli individui quanto sulla funzionalità dell’intero organico: il mobile Rüdiger, il versatile Christensen, il tenace Azpilicueta. Davanti a loro poi, Jorginho, Kovacic e Kanté a bloccare le linee di passaggio e comprimere gli spazi di gioco.

Tra i pali, Édouard Mendy ha iniziato la stagione alla grande. Chalobah è rientrato trasformato dal prestito al Lorient. Più di ogni altra cosa, la difesa del Chelsea è costruita sull’immagine del trentasettenne Thiago Silva: la placida sicurezza sul pallone, l’acuta distribuzione e, ancor di più, la voglia di sporcarsi le mani.

Mendy mentre passa la palla ad un suo compagno

Ma tutto ciò è sostenibile? Probabilmente no: il Chelsea avrà pure concesso un solo gol nelle prime cinque partite, ma gli xG subiti sono stati 5.5. Intanto, anche Tuchel ha ammesso che Mendy è stato un po’ troppo attivo per i suoi gusti.

“Non mi piace quando viene notato troppo,” ha dichiarato. “Non la migliore delle situazioni per un allenatore.” Questa è l’ammissione che la difesa superlativa messa in campo dal Chelsea è un approccio meno intenzionale e più frutto delle circostanze di quanto sembri; da notare, poi, la forza degli avversari affrontati finora. Sul lungo termine, Tuchel vorrà probabilmente alzare la sua formazione sul campo, per dominare le partite e asfissiare le fonti di gioco avversarie. In poche parole, la sua difesa deve ancora lavorare tanto su principi di gioco più convenzionali.


  • Giacomo Zamagni da Rimini: sportivo da divano e traduttore freelance. Cresciuto a pane e motori ho tradito la mia famiglia innamorandomi del calcio e di tutto ciò che prevede un pallone. Curioso per natura e accidioso per convenienza. Sogno Totti, Micky Ward, Jay Adams e Valentino Rossi. Amo i giusti, gli outsider e i folli.

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