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, 3 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Roma-Empoli (2-0)


La Roma domina l’Empoli trascinata da Pellegrini.


- La Roma riparte subito anche in A dopo la sconfitta al derby, e lo fa con una prova tutto sommato convincente. Rispatto al solito 11 Mourinho regala qualche novità, lanciando il giovane Darboe al posto di Cristante e con Smalling al posto di Ibañez;

- Il copione del primo tempo vede la Roma dettare i tempi del gioco per cercare il varco giusto, con l’Empoli pronto a ripartire. I giallorossi si incaponiscono spesso nella ricerca della giocata individuale, e alla fine è il solito Pellegrini a trovare il jolly. Da lì in poi la gara va in discesa e gli uomini di Mourinho legittimano i 3 punti;

- L’Empoli di Andreazzoli deroga ai suoi principi con un match guardingo, forse troppo considerando le fragilità difensive non del tutto risolte dell’avversario. L’uscita per infortunio di Pinamonti dopo 30’, poi, è una bella mazzata, considerando anche quanto lo faccia rimpiangere Mancuso;

- Pellegrini ormai un anno fa si è guadagnato i galloni da leader di questa squadra, ultimamente si è conquistato anche quelli di trascinatore con prestazioni scintillanti e una media gol da centravanti di spessore. Zaniolo è un tornado, ma a volte pecca nell’ultimo passaggio. Positivo l’impatto di Darboe, Smalling sembra dare molta più solidità di Ibanez, peccato per i muscoli di cristallo;

-Abraham non segna, ma prende il solito legno che propizia il 2-0 di Mikitharyan ed è sempre nel vivo del gioco. Nell’Empoli Stojanovic convince fino al doppio vantaggio, Bajrami entra bene, mentre Di Francesco e Ricci spariscono nelle maglie del match.

  • Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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