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, 3 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Fiorentina-Napoli (1-2)


Dragowski in lacrime al 94' per un infortunio conseguenza di un ultimo, disperato rinvio del pallone: forse l'immagine più esplicativa della Fiorentina, che come con l'Inter prima s'impone e si merita il vantaggio, poi subisce la rimonta e si sfinisce nello scacciare fantasmi passati e presenti.


- La Fiorentina ospita la capolista in teoria nelle migliori condizioni possibili, con il Napoli reduce da una sfiancante sconfitta di Europa League, dopo una vittoria sporca ma pesante a Udine e con (quasi) tutti a disposizione. Italiano spariglia poco a questo giro, la mossa a sorpresa è Pulgar dall'inizio per Torreira, mentre Nico Gonzalez ritrova il suo posto a sinistra dopo il turno di squalifica. Poteva esser tutto apparecchiato per il colpaccio viola. E invece uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli;

- Il canovaccio della gara sembra la replica del match con l'Inter: Fiorentina arrembante, asfissiante. Pressione alta, riaggressione sistematica del pallone, difesa in avanti, giropalla rapido. Il Napoli fatica tantissimo ad uscire, non riuscendo neanche ad appoggiarsi ad Oshimen, contenuto con abilità da Milenkovic e Quarta. Tutto sommato però, i viola occasioni nitide ne creano poche. Nel momento in cui Vlahovic viene intasato nel traffico, manca qualcosa in rifinitura e nell'occupazione degli ultimi 25 metri. Però la pressione paga, perché da calcio d'angolo Vlahovic confeziona con un piatto al volo l'assist per la conclusione acrobatica di Martinez Quarta. 1-0 viola, partita in discesa? No;

- Dura 10 minuti scarsi il vantaggio viola, perché al 35esimo Oshimen riesce ad aggirare Quarta e a sfruttare il campo davanti a sé. L'argentino, bruciato in velocità, lo abbatte in area. Insigne sul dischetto sbaglia esecuzione e tap-in contro Dragowski ma Lozano insacca al terzo tentativo. Al di là di una sospetta carica di Insigne su Dragowski e soprattutto del non esser riusciti a spazzare una palla respinta due volte, i viola vengono puniti in maniera durissima alla prima sbavatura. E passano, come con l'Inter, il finale di tempo in apnea. Oshimen, allo scadere, scuote di nuovo un Napoli opaco fino al pareggio con una rovesciata acrobatica fuori di poco;

- E sempre come contro l'Inter inizia la ripresa, con il risultato ribaltato dagli sviluppi di un calcio piazzato. Finta di Insigne e punizione dentro di Zielinski, la linea viola abbocca e Rrahmani di testa appoggia in porta. La partita diventa frenetica e sfibrante per entrambe le squadre, che tanto creano e poco concludono. Gli allenatori fiutano l'andazzo e provano a mettere forze fresche sulla linea di trequarti, cercando di sfruttare la vivacità della gara. Ma se Spalletti, oltre a Elmas, può buttare dentro anche un Politano che fa riapparire il peggior Biraghi del passato, Italiano si deve affidare a Sottil per un diligente, elegante ma inefficace Callejon. Per il figlio d'arte, un lampo, con una bordata da fuori respinta a mani unite da Ospina, e tante scelte sbagliate. Italiano butta dentro anche Torreira per cercare di ricucire una squadra che, furiosa e ansiosa, attacca a testa bassa e si sfilaccia pericolosamente. Ma non basta. Nel momento in cui Bonaventura va in debito d'ossigeno i reparti si slegano, Vlahovic rimane isolato nella gabbia del Napoli, Gonzalez mette ripetutamente ansia a Di Lorenzo ma è più un attacco al cielo che un'idea di calcio. E il Napoli in contropiede spreca non poco, sfruttando tangenziali aperte in una Fiorentina via via sempre più lunga;

- L'ultimo quarto d'ora in realtà si gioca pochissimo, con due squadre letteralmente sfinite. Che sia testa o gambe anche quello dell'autonomia dei Viola è un problema che Italiano dovrà provare a risolvere. Non è certo una bocciatura, ma è almeno una nota di biasimo. Invece banda Spalletti, pur non apparsa brillante, fa sette vittorie su sette trascinata da Oshimen, rimasto stavolta a secco di gol ma decisivo per il rigore procurato e non solo. La continuità del Napoli è data dai freddi numeri, e ad ora il nemico principale dei partenopei sembra la rosa poco profonda unita agli impegni internazionali, perché se Mertens e Politano in panchina sono ancora un lusso, Petagna e Elmas lo sembrano decisamente meno. Aspettando gennaio e la Coppa d'Africa.

  • Scribacchino schierato sull'ala sinistra. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzia le complessità di un gioco molto semplice.

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