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, 2 Ottobre 2021

Considerazioni sparse post Torino-Juventus (0-1)


La Juventus è tornata a far sul serio. 


- Max Allegri resta e resterà uno degli allenatori più divisivi e polarizzanti del panorama mondiale, ma le letture che riesce ad avere “live”, nel corso della partita, le possono vantare lui e ben pochi altri allenatori al mondo. Oggi il derby della Mole ha cambiato copione e storia in un momento preciso: con l’uscita di Moise Kean a fine primo tempo; 

- Partiamo proprio da Kean: il ragazzo, seppur grande e grosso (tanto grande e tanto grosso), non sa giocare spalle alla porta. Fa specie scriverlo, ma le prestazioni di questo inizio stagione, unite alla collocazione tattica che gli aveva dato Tuchel prima e Roberto Mancini con la Nazionale, sono un chiaro segnale. L’attaccante bianconero deve migliorare di fretta in questo fondamentale, anche perché questa Juve non sembra avere (e chissà se mai avrà) la qualità per servirlo con costanza fronte alla porta;

- Con l’uscita di Kean e l’ingresso di Cuadrado, dopo un primo tempo di marca Toro, la partita svolta. Finalmente la Juventus migliora il proprio palleggio, alza il proprio baricentro ed inizia farsi pericolosa. Il Torino, invece, anche a causa di una panchina particolarmente corta davanti, fa il contrario e chiude il match rintanato nella propria area di rigore con Baselli unica punta. Il risultato finale ne è una diretta conseguenza;

- Chiaro che comunque, per sbloccare una partita del genere e perforare l’arcigna retroguardia granata, ci voleva il colpo del campione. La giocata che uscisse dagli schemi. No problem, esegue Manuel Locatelli, che dal salvataggio sulla linea contro lo Spezia ha preso le redini del centrocampo bianconero e continua a rilevarsi giocatore di livello assoluto;

- Capitolo singoli: in casa Torino Bremer giganteggia, almeno fino a quando ha un punto di riferimento da marcare. Bene i due esterni finchè regge la benzina. Sanabria e Brekalo ci mettono tanto cuore e poco altro (soprattutto il primo), ma era onestamente difficile pretendere di più. Milinkovic Savic, infine, si sta rilevando un portiere molto migliore di quello visto in rare occasioni lo scorso anno. Nella Juve benissimo De Ligt e Chiellini, che non perdono un duello aereo che sia uno. Segnali di vita e di crescita per Bernardeschi e Kulusevski. McKennie invece gioca una partita imbarazzante per “decision making” e finalizzazione. Straripante Alex Sandro

  • Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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