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, 30 Settembre 2021

Considerazioni sparse post Lazio-Lokomotiv Mosca (2-0)


Si chiedevano continuità e rete inviolata alla Lazio, e la risposta è arrivata in maniera netta e decisa.


- In una partita come questa ci si potrebbe tranquillamente sperticare in complimenti per la Lazio ma, invece, si vuole evidenziare un neo: troppe occasioni da gol e un tabellino che non rispecchia il quantitativo di occasioni create. Ma si può stare tranquilli perché Sarri la penserà allo stesso modo. Spulcerà la partita nelle prossime ore per limare e incentivare la cattiveria sotto porta;

- Nel primo tempo non c'è praticamente partita, il baricentro è alto, il recupero palla è costante, Pedro gioca al fianco di Immobile offrendogli sponde continue, Luis Alberto detta i tempi d'attacco e Felipe Anderson fa quello che gli pare sulla propria fascia grazie anche ad un Lazzari affamato di campo che gli offre costante appoggio. Da questa combinazione di fattori nascono i due gol che regalano i tre punti alla compagine sarriana. Segna Patric su calcio d'angolo e no, non è una citazione degna di quel memorabile Italia-Inghilterra fantozziano quando si udì Martellini via radio dare la notizia del gol di Zoff;

- Nel secondo tempo la Lazio controlla la partita ma senza mai arretrare il proprio baricentro e senza mai davvero, salvo un paio di occasioni blande, snaturare il proprio gioco. La Lokomotiv appare uno sparring partner frastornato e che non riesce, nonostante i cambi, a pungere la retroguardia biancoceleste. Sembrano irretiti, più preoccupati dal non rendere il passivo pesante che dal voler cercare di riaprire la partita;

- Basic pare molto concentrato su ciò che deve fare e, gol a parte, si cala benissimo nel proprio ruolo. Muriqi entra bene, sfiora il gol, offre sponde, porta via sempre un centrale permettendo l'inserimento dei centrocampisti e della ali: sta crescendo ed il gol, anzi i gol, arriveranno. Patric segna e pare un altro giocatore rispetto agli anni scorsi perché non va in sofferenza e mantiene sempre altissima l'attenzione. Strakosha è uno spettatore non pagante. Raul Moro cresce di partita in partita e sarà sempre più importante. Pedro si dimostra di uno spessore tecnico unico;

- Capitolo a parte merita Felipe Anderson: l'esperienza al West Ham gli ha fatto maturare la continuità fisica e mentale. Sempre concentrato, sempre pronto a strappare, correre, accentrarsi, offrire l'uno-due, rientrare. Nella sua prima esperienza a Roma pareva perfetto per entrare negli ultimi 20 minuti per spaccare la partita, mentre ora appare essere nel suo momento clou della carriera. Qualcuno pensava che fosse un semplice cavallo di ritorno buono per rimpinzare la rosa, mentre sta dimostrando di essere pedina essenziale e immutabile dell'11 ideale del Sarri biancoceleste.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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