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3 min

- di Antony Mandaglio

Considerazioni sparse su "È già domani", l'ultimo album dei Fast Animals and Slow Kids


Con "È già domani" i Fast Animals and Slow Kids proseguono sulla falsariga di "Animali Notturni"; un sound sempre più pulito e meno grezzo per raccontare lo scorrere del tempo con un filo di speranza in più.


- Era il 2015, forse '16: alle 22.30, dopo il concerto dell'artista di punta sale sul palco una band. Corrono, si presentano velocemente e cominciano a fare musica. Dopo 30 secondi pogavano tutti, litri di birra per aria e al ritornello di "Come reagire al presente" la gente impazziva. Oggi sono passati un po' di anni da quell'incontro, e tra un lockdown e l'altro, i Fast Animals and Slow Kids continuano a fare musica e a raccontarsi attraverso dei testi che indubbiamente arrivano dritto al cuore. Il modo in cui arrivano però è piuttosto diverso e questo è chiaro e lampante. Il processo di cambiamento che li sta avvicinando velocemente alle vette delle classifiche della musica it-pop è iniziato con "Animali Notturni", penultimo album della band, trovando il culmine con l'ultima grande fatica;

- "È già domani" si apre con l'omonima canzone, un brano intimo, una ballad molto "morbida" e altrettanto delicata; una cosa salta fin da subito all'orecchio: è una band che ha smussato le vecchie sonorità, sono più compatti, i testi sono meno incazzati, malinconici e a tratti più speranzosi. Con "Stupida canzone" si prova a tornare sulla vecchia carreggiata, seppur in maniera più pulita e delicata. L'album intero vuole raccontare la paura di crescere in un mondo che non dà alcun tipo di certezza, e il secondo singolo comprime bene questa poetica. Forse uno dei pezzi col ritornello più orecchiabile, indubbiamente sarà in scaletta nei prossimi tour. "Cosa ci direbbe", terzo singolo dell'album, contiene un featuring con Willie Peyote che commercializza (se si può dire) ancor di più la band;

- "Lago ad alta quota" e "Fratello mio" sono, ad avviso di chi scrive, due pezzi che meritano più di un ascolto. Il primo è un pezzo, delicato e profondo (ma come un lago ad alta quota/ si gode il tempo che ha/ prima che il ghiaccio la ricopra/ prima dell'oscurità). Stesso discorso, seppur senza lo stesso contesto, va fatto per "Fratello mio", una vera e propria dedica che incita a tirare su la testa e ad affrontare i problemi che la vita ti pone. "Come un animale", primissimo singolo uscito a Febbraio, scritto a quattro mani con l'amico Lodo Guenzi, rimane il pezzo più "Fask" di tutto l'album; il ritornello incazzato come solo tracce come "Combattere per l'incertezza" etc ci hanno dato qua sembrano ritornare. Aimone prende fiato e in cuffia si sprigionano tutte le sonorità. Di "In vendita", "Portami con te" e "Rave" non c'è molto da dire, se non che è proprio con questi tre singoli che la band sembra voglia sfondare nell'it-pop cercando di non tradire troppo il fan abituato a "Forse non è la felicità". Il risultato non è così entusiasmante;

- Il fatto che il produttore dei due ultimi album sia lo stesso degli Ex Otago, Canova ed ex Thegiornalisti è una cosa che salta subito all'orecchio. Sono più radiofonici, hanno inferenze della new wave, arrivano ad adottare addirittura una batteria elettronica (cosa impensabile per i fan di vecchia data). Certo, è pur vero che i Fask spesso ci hanno abituato a esperimenti atipici, un po' come il beatbox iniziale di "Gusto" (vedi: Cavalli). La band di Perugia si dichiara più matura nelle interviste, ed effettivamente anche il sound pare viaggi in quella direzione. Scordiamoci le chitarre di "Troia", la crudeltà del testo de "Il vincente" o "Montana", l'ironia e la strafottenza delle regole in "Lei" e abituiamoci a vedere i Fast Animals and Slow Kids sotto un'altra luce, non peggiore e non migliore, ma diversa;

- Il motivo è presto detto: il punk-rock del primo EP "Questo non è un cioccolatino" è cosa morta e sepolta, ma forse va anche bene così. La cosa importante resta sempre una: fare a sportellate per arrivare in prima fila, sottocassa, poggiato alle transenne, con lo sguardo rivolto in avanti per aspettare trepidamente un "Salve a tutti noi siamo i Fast Animals and Slow Kids e veniamo da Perugia". E via con la musica.

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