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- di Andrea Codega

Il pagellone di Inter-Atalanta (2-2)


Una partita che ha vissuto almeno cinque match diversi al suo interno. A conti fatti: un dominio alternato, fatto di grande intensità e di alto livello.


INTER 

HANDANOVIC – 5: Dopo una partita più che positiva con la Fiorentina, ecco che lo sloveno torna a commettere errori – come ormai capita troppo spesso da due anni a questa parte. Respinge centralmente il tiro che porta all’1-2, sbaglia diversi lanci verso le due punte e deve baciare per terra che il 2-3 sia stato annullato. Non è più un portiere su cui fare cieco affidamento

SKRINIAR – 6: Sbaglia a non uscire in marcatura su Malinovskyi in occasione del gol del pareggio, annaspa in quei 20’ finali di primo tempo insieme a tutta la squadra ma cresce nel secondo, facendosi vedere anche davanti.

DE VRIJ – 6: Dopo Vlahovic, Zapata. Altro bel duello appassionante e fisico che finisce in parità. Sul gol di Piccoli, poi annullato, si era perso l’attaccante italiano, deve ringraziare il VAR.

BASTONI – 5.5: La serata di Malinovskyi e la verve di Pessina lo mettono in difficoltà, viene sostituito presto anche perché ammonito. (DIMARCO – 6.5: La chiave tattica che cambia la partita, come ha ammesso Gasperini. Fino all’ingresso di Pasalic porta superiorità numerica a sinistra con le sue sortite offensive da terzo in difesa: parte da lui il 2-2 e un paio di altre ottime occasioni nel finale arrembante dell’Inter. Sbaglia il rigore, certo, ma l’ultima mezz’ora porta la sua firma).

DARMIAN – 5.5: Probabilmente serviva fin da subito Dumfries, per avere la meglio sulla fisicità di Gosens. A parte l’azione del gol di vantaggio si vede pochissimo per tutto il primo tempo, e non sfrutta ottimamente i diversi spazi concessi dalla Dea. (DUMFRIES – 6.5: Più pericoloso e sfrontato, se Dimarco ci pensa a sinistra Dumfries ha contribuito sulla destra ad abbassare il baricentro dell’Atalanta. Due/tre palloni interessanti e un’ottima copertura pure in difesa).

BARELLA – 7: Ormai finiscono gli aggettivi. Fa in maniera eccellente tutto quello che deve fare Barella e mette in mostra quella qualità a cui dovrebbe contribuire Calhanoglu. L’assist per Lautaro Martinez è solo uno dei meravigliosi cross sfornati da Nicolino nell’ultimo anno e mezzo. Cinque assist in cinque partite e una marea di duelli vinti in mezzo al campo: onnipotente.

BROZOVIC – 6: Bene nella ripresa come tutta l’Inter, nel primo non è riuscito a mettere ordine e a mantenere compatto il centrocampo nerazzurro come suo solito.

CALHANOGLU – 5.5: Nel primo tempo è autore di un paio di buoni recuperi, ma da Calhanoglu ti aspetti che sia decisivo negli ultimi trenta metri. I due palloni persi a inizio secondo tempo in contropiede gridano vendetta e spiegano la sostituzione. Ancora troppo discontinuo e troppo poco impattante, ma viste l’assenza di alternative di livello Inzaghi deve continuare a insistere su di lui. (VECINO – 6: Altro ingresso positivo dopo i minuti horror contro il Real, va a un passo dal gol di testa e si dimostra utile).

PERISIC – 6: E’ una gara che vive almeno cinque partite differenti al suo interno, e anche il contributo di Perisic è altalenante. Straripante all’inizio, poi cala decisamente, poi in crescita nell’ultima mezz’ora

LAUTARO MARTINEZ – 7: Il miglior giocatore al mondo nelle sforbiciate al volo a mezza altezza? L’ultimo salto di qualità che attende(va) Lautaro è quello realizzativo, e con quattro gol in cinque partite di A ha già risposto presente. Continua a essere determinante per tutto il campo con giocate preziose.

DZEKO – 6: Difficile dare un voto da Dzeko. Prende parte all’azione del primo gol e segna il secondo, per il resto è autore di una serie di evidenti errori tecnici. Dzeko ha cominciato benissimo l’avventura in nerazzurro ma incapperà anche in serate appannate, specialmente se dovesse continuare a essere impiegato con questo minutaggio e intensità: ecco perché Correa deve rientrare al più presto.

All. INZAGHI – 6.5: Sicuramente c’è da rimettere a posto qualcosa a livello difensivo, con l’Atalanta che nel primo tempo ha banchettato sulle incertezze dell’Inter. I primi 20’ sono stati però sontuosi e avrebbero meritato il doppio vantaggio, il secondo tempo è un’altra dimostrazione del potenziale tecnico nerazzurro in una partita di alto livello.

ATALANTA

MUSSO – 6.5: Nessun intervento decisivo ma tante parate importanti. Incolpevole sui due gol e fortunato sul rigore, lui sì si dimostra un portiere di alto livello.

TOLOI – 7: In costante proiezione offensiva dopo il primo quarto d’ora, con lui non bisognerebbe quasi usare l’espressione “terzo centrale” visto ciò che gli richiede il Gasp. Bravo e fortunato nel trovarsi i palloni tra i piedi per il gol dell’1-2.

DEMIRAL – 5: Si perde Lautaro in occasione del gol del vantaggio e causa il rigore poi sbagliato da Dimarco. Nella fase centrale dominata dall’Atalanta toglie diversi palloni a Dzeko e Lautaro, ma si dimostra ancora troppo insicuro e irruento nei momenti chiave della partita.

PALOMINO – 6: Non affonda nel primo quarto d’ora a una porta, poi cresce visibilmente insieme a tutto il reparto difensivo. (MAEHLE- 6: bell’ingresso dopo un inizio di stagione stentato, sfiora il gol di centimetri su cui, come al solito, Handanovic non si muove).

ZAPPACOSTA – 6: Bel duello fisico e tecnico con Perisic, in costante proiezione offensiva per quasi tutto il primo tempo. Dimostra di aver ulteriormente innalzato il proprio livello di gioco nelle poche settimane di lavoro con Gasperini.

FREULER – 5.5: anche lui, insieme a Demiral, è colpevole di aver lasciato Lautaro solo in occasione del primo gol. Più appannato di De Roon, non riesce mai ad avere la meglio di Barella.

DE ROON – 6: più ordinato del compagno di reparto, sfiora anche il gol con una rasoiata nel primo tempo. Per il resto, il solito lavoro di grande corsa e intensità.

GOSENS – 5.5: Uno dei meriti dell’Inter sta nell’aver limitato le sortite dell’olandese. Fermato da Darmian e Barella prima, messo in difficoltà dalla freschezza atletica di Dumfries poi: non si è dimostrato un fattore come ci si poteva aspettare.

MALINOVSKYI – 7.5: Quando in serate così il suo piede mancino funziona in questo modo, i paragoni si sprecano. Prova sontuosa, con un primo tempo da leader tecnico della partita, giocate di estrema qualità e un bolide dalla distanza. Un palo nel secondo tempo lo ferma da quella che sarebbe stata una prestazione for the ages. (ILICIC – 6: Appesantito, ma conquista un paio di falli preziosi in una mezz’ora in cui la Dea si vede solo dopo il rigore sbagliato da Dimarco).

PESSINA – 6: Si vede poco, ma è utile per mettere in difficoltà Bastoni e nel duettare con Malinovskyi e Zapata.

ZAPATA – 6: Non riesce a guadagnarsi delle chiare occasioni da gol, ma nel primo tempo con i suoi movimenti e i suoi appoggi permette ai suoi compagni di trovare delle ottime occasioni negli ultimi trenta metri. Limitato da De Vrij. (PICCOLI – 6.5: Per venti minuti non si vede mai, poi segna un gol che per settanta secondi era sembrato il colpo del K.O).

All. GASPERINI – 6.5: Atalanta spettacolare per una buona mezz’ora, insicura all’inizio e alla fine in fase difensiva. Alcune trame sono state di altissimo livello, segno della qualità tecnica abbinata alla solita grande intensità dei bergamaschi.

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25 anni a base di fùtbol e racchette. Sapevo tutte le capitali del mondo, poi è arrivato Timor Est. Contro gli anglicismi inutili.

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