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3 min

- di Andrea Giachi

Considerazioni sparse post Lazio-Roma (3-2)


Un derby spettacolare e ad alta intensità, tra nuove virtù e vecchi vizi. Lo vince la squadra più cinica e matura tatticamente.


- In un Olimpico tornato a traboccare passione va in scena il primo derby dal 1966 senza una stilla di romanità tra i 22 titolari, nonché la prima stracittadina in assoluto per Sarri e Mourinho. Ne viene fuori un grande spettacolo per i tifosi neutrali, che si sono goduti 90’ intensissimi e con continui capovolgimenti di fronte. Finisce con la festa biancoceleste e il primo trionfo di spessore per la nuova guida tecnica;

- Ai punti la Roma avrebbe meritato il pari, ma a vincere è la squadra più cinica e quella che ha preparato meglio il match, sfruttando il tallone d’Achille degli avversari e sapendo scegliere i momenti in cui colpire, quasi a ribaltare il copione dei principi dei due allenatori. I biancocelesti si sono fatti prevalere per la fluidità delle combinazioni corali (soprattutto dei 3 avanti), mentre la Roma è andata avanti più con la forza dei nervi e con le giocate individuali. In una gara tiratissima e piena di ribaltamenti, si sono esaltati i giocatori in grado di dominare il caos come Immobile e Milinkovic- o di seminarlo loro stessi, come Zaniolo e Felipe Anderson;

- I tre attaccanti della Lazio hanno giocato una partita clamorosa, unendo a combinazioni di altissima qualità una grande lettura degli spazi da attaccare. Pedro ha voglia di spaccare il mondo -dopo essere stato messo alla porta dai giallorossi- e si vede, Immobile non segna ma fa un lavoro enorme per la squadra, da vero capitano, condendo la sua prova con due splendidi assist. Il matchwinner resta però Felipe Anderson, che sblocca la partita con il suo assist al bacio per Milinkovic e manda al manicomio la difesa avversaria con le sue sgasate sulla destra. Se riusciranno a tenere con continuità questo livello di prestazioni, i biancocelesti hanno un potenziale di fuoco di livello eccelso;

- La Roma ha fatto gli stessi identici errori dello scorso anno, concedendo un gol banale al pronti-via (solito ottimo inserimento di Milinkovic) e poi scoprendosi, lasciando così alla Lazio le sue armi migliori. Le tanto decantate sedute video davanti ai maxischermo a quanto pare non sono riuscite ancora a risolvere gli enormi imbarazzi in fase di transizione difensiva. La differenza col passato è che questa volta la reazione c’è stata, anche veemente, nonostante episodi che avrebbero potuto mettere la squadra al tappeto, vedi al minuto 19’ quando Zaniolo va giù e reclama un rigore, e sul capovolgimento di fronte Pedro segna il gol del 2-0. Insomma, i segnali positivi ci sono (come la pericolosità dai calci piazzati), ma dietro va necessariamente aggiustato qualcosa se si vuole evitare un'altra annata malinconica;

- Strepitosa anche la prova di Reina, che in barba ai suoi 38 anni ha sbarrato la sua porta con almeno 2 interventi miracolosi. Luis Alberto regala sprazzi di grande calcio non sembra ancora pienamente coinvolto (o convinto) dal progetto Sarriano: la grande sfida sarà rendere sostenibile l'accoppiata di mezzali con Milinkovic, che potrebbe risultare devastante. Tra le note negative, Lucas Leiva cala vistosamente nella ripresa e Hysaj appare sempre un po' in sofferenza, anche se il suo omologo Vina riesce a fare ben di peggio, disputando una gara a dir poco disastrosa. Zaniolo è devastante con i suoi strappi e fondamentale nel riaprire la partita, anche se a volte sbaglia la scelta in fase di ultimo passaggio, lasciando intravedere ancora numerosi margini di miglioramento. Ibanez soffre in avvio, poi riapre il match e diventa un fattore sui piazzati, sfiorando in altre 3 occasioni la rete. Cristante gioca un match in crescendo, ma è evidente che necessiti di un equilibratore al suo fianco, altrimenti gli half spaces tra difesa e centrocampo resteranno il banchetto preferito di ogni avversaria della Roma.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Giornalista classe 90', da sempre innamorato della radio, ho diretto per 3 anni RadioLuiss e collaborato con varie emittenti in qualità di conduttore. Attualmente mi occupo di comunicazione d'impresa e rapporti istituzionali. Pallavolista da una vita, calciofilo per amore, appassionato di politica e linguaggi radiotelevisivi, nella mia camera convivono i poster di Angela Merkel, Karch Kiraly e Luciano Spalletti.

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