
Considerazioni sparse post Juventus-Sampdoria (3-2)
Le partite di questo inizio stagione bianconero assomigliano ad una soap opera di bassa qualità, ma piena di colpi di scena.
- Allegri che incita e urla come un pazzo, Agnelli che sembra vicino al pianto, Nedved che si gira spalle al campo rifiutandosi di vedere il match, Chiellini che sbraccia, lotta e vola ovunque con i suoi compagni in apparente difficoltà: negli ultimi 10 minuti di partita ci sono tutte le paure, le insicurezze e le difficoltà di questo inizio stagione della Juventus;
- Finale a parte è stata una partita dalle mille sfaccettature. All’inizio non c’è storia. La Juventus, trascinata dal migliore Dybala stagionale, domina e dopo il gol del vantaggio si presenta per ben due volte consecutive a tu per tu con Audero. Poi Dybala si fa male e la partita prende un’altra piega: i bianconeri, pur trovando il 2 a 0 in maniera abbastanza casuale, si spengono e non sembrano più in grado di creare grattacapi alla Sampdoria;
- La partita si fa brutta e maschia, fino a quando Kulusevski - fino a quel momento penoso e sovrastato ripetutamente da Colley - trova l’assist del 3 a 1, regalando a Locatelli la prima gioia in bianconero. Game, set and match? Ma neanche per sbaglio! Ennesimo blackout juventino e Samp che si rifà sotto con Candreva. Poi ecco i 10 minuti finali di cui sopra, in cui una Juve in affanno e con poche idee riesce quantomeno a tenere la Samp lontana dalla propria area di rigore e porta a casa 3 punti meritati;
- Dybala in lacrime che abbandona il terreno di gioco fa male al calcio, soprattutto dopo 21 minuti giocati da leader e conditi da uno splendido gol. Ancora non è dato sapere l’entità dell’infortunio; quello che è certo è che ad Allegri mancherà. Joya a parte, tra le fila bianconere ottima prestazione di Locatelli, in grado di mettere in mostra giocate del suo repertorio (vedi la sventagliata di prima di quaranta metri per Sandro da cui nasce il gol dell’1 a 0) che i suoi compagni di reparto manco possono immaginare. Kulusevski non tiene un pallone e perde praticamente ogni contrasto di gioco, ma l’assist che chiude la partita è di vitale importanza nell’economia del match. Bentancur gioca un primo tempo indegno, per poi crescere nella ripresa. Bernardeschi è inutile as usual, mentre Chiesa meno devastante del solito. Tra le fila blucerchiate, Candreva si conferma cuore pulsante e anima della squadra: dai suoi piedi si sviluppano tutte le azioni pericolose della squadra di D’Aversa. Caputo e Quagliarella faticano e finiscono per pestarsi i piedi per un’ora buona di gioco: entrambi meglio sul finale, dopo il 3 a 1 bianconero. Murru si conferma giocatore abbastanza inutile, Yoshida difensore col vizio del gol;
- Fino a qualche anno fa la Juventus subiva 20-25 reti a campionato e segnarli contro era un'impresa. I tempi cambiano, ma dopo oggi i bianconeri sono a 20 partite consecutive con almeno un gol subito. Ridimensionamento - che è sotto gli occhi di tutti - a parte, un vero è proprio disastro. Continuiamo a credere non sia la difesa ad essere scarsa, ma è il modo in cui la Juve difende a non essere sostenibile da questo 11. Urge trovare una soluzione, che Allegri potrebbe aver individuato nel 352. Ai posteri l’ardua sentenza.
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