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2 min

- di Marco Maso

Considerazioni sparse post Joshua-Usyk per il titolo dei pesi massimi


In una cornice clamorosa e di fronte a 62mila persone, Usyk rovescia le previsioni e diventa il nuovo re dei pesi massimi per decisione unanime.


- Se la cornice, qualche volta, vale quanto il quadro, questa è una di quelle occasioni. Londra, Tottenham Hotspur Stadium, 62000 biglietti staccati in meno di 24 ore per il match dell'anno. Un parterre di lusso dove si intravedonono gli ucraini Shevchenko e Klitschko, il campione di atletica Mo Farah, il capitano del West Ham Declan Rice e l'attore Idriss Elba. Fin dai preliminari si capisce di essere di fronte ad un evento unico nel suo caso, ma sono le entrate sul ring di Usyk prima e Joshua poi a far emozionare appassionati e non di fronte alla TV;

- Il match scorre liscio e veloce, con Usyk che parte fortissimo nelle prime tre riprese e Joshua che prende coraggio ed iniziativa nelle seconde tre. Da lì in poi l'equilibrio regna sovrano fino al decimo round, con campione e sfidante che portano a casa un round a testa in alternanza. Gli ultimi due round mettono però sotto gli occhi di tutti la voglia, la classe, il cinismo e la grandissima condizione di Usyk, che arriva addirittura a mettere alle corde il campionissimo inglese negli ultimi 10 secondi della ripresa finale;

- L'attesa è lunga, snervante. Quando i giudici, tramite il Gran Cerimoniere di serata, rivelano i loro cartellini è grande festa per Usyk. L'ucraino porta a casa il match per decisione unanime (117-112, 116-112, 115-113) e diventa il nuovo campione dei pesi massimi WBA, UBF e WBO. Dopo essere stato il re incontrastato dei massimi leggeri, ora il campione ucraino lo è anche della categoria più seguita e conosciuta nella boxe mondiale;

- Joshua esce sconfitto nell'anima e nello spirito: prima per non aver rispettato le aspettative che lo vedevano super-favorito, poi per aver perso le cinture in uno stadio che lo acclamava e sosteneva a gran voce, infine per non poter regalare al mondo un incontro con Fury con in palio l'unificazione di tutti i titoli dei pesi massimi;

- Usyk è il terzo campione ucraino nella storia della boxe (dopo i fratelli Vitaly e Wladimir Klitschko). Nella sua intervista post match, mentre sventola la bandiera ucraina, è chiaro e lapidario: "Da Gennaio mi sto preparando per questo match, ora voglio solo tornare a casa e riposarmi, stare con la mia famiglia, non pensare ad un eventuale rematch. Il piano del match era portarlo alla distanza e vincere per decisione dei giudici, sentivo di averne di più ma la mia squadra mi ha detto di continuare a seguire il piano e così è stato. Non avete ancora visto il miglior me, la mia miglior versione arriverà, ho ancora fame".

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Marco Maso, classe 1997. Laureando in Scienze Motorie, nutre una sorta di ossessione verso tutti gli sport, in particolare verso la vena di Daniele De Rossi, la versatilità di Devin Booker, la mano sinistra di Rafael Nadal, l'eclettismo di Remco Evenpoel. Nel tempo libero ama allenare. Scrive della grandezza dell'NBA, dell'imprevedibilità del College-Basketball e del fascino dell'Eurolega.

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