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müller
, 24 Settembre 2021

The importance of being Thomas (Müller)


Nel frastuono del calcio moderno si è spesso portati a farsi rubare l’occhio dalle giocate funamboliche, mirabolanti e appariscenti. Ma ci sono giocatori che, silenti, trovi sempre lì, a sollevare trofei ed essere determinanti senza essere abbaglianti ma non perdendo mai lo stile che, come scriveva Oscar Wilde, è la cosa vitale.


In matters of grave importance, style, not sincerity, is the vital thing

(Oscar Wilde, The Importance of Being Earnest)

Thomas Müller è uno di questi. Una vita in Baviera, 421 presenze con la sua squadra del cuore e 146 reti. A 32 anni ha in bacheca un Mondiale, due Champions League, nove Deutsche Meisterschale, sei coppe di Germania, una coppa del mondo per club, una Supercoppa Europea e cinque Supercoppe di Germania.

«Ho giocato in così tante posizioni che non riesco a isolarne una. Sono un laterale, un trequartista, una punta pura? No, sono uno che fa tutto nel settore offensivo.»

Thomas müller

Spigliata intelligenza calcistica, senso della posizione, tocco vellutato, architetto instancabile della squadra alla quale conferisce struttura. Dice di avere come ispirazione Juan Román Riquelme. Possiamo dire che l'allievo ha definitivamente superato il Maestro.

Detta i tempi dell’attacco scrivendo, nelle sue movenze apparentemente prive di grazia, un preciso minuetto ed eseguendolo con una potenza beethoveniana. E’ chiave di violino del preciso meccanismo calcistico bavarese che non concede spazi ai leziosismi, prediligendo la concretezza.

Pep Guardiola l’ha plasmato portandolo da trequartista a vero pensatore della manovra offensiva. Müller travalica la natura del classico numero dieci per divenire direttore d’orchestra della sinfonia biancorossa.

Prima della necessaria interruzione sanitaria, Thomas era il miglior rifinitore nei principali campionati europei. Solo il belga De Bruyne aveva fatto meglio scodellando 16 assist salvo aver giocato 600 minuti in più rispetto al bavarese.

Vedendolo giocare, nel gracchiante e stancante sottofondo del joga bonito, è possibile udire il tempo mozartiano di un valzer che non lascia spazio ad esecuzioni improvvisate o a arditi passi, ma che ti impone una rigidità graziosa che conduce verso la pura estetica.

Il bavarese, attraverso la sua applicazione teutonica, permette a Lewandowski di segnare un numero di gol inaudito portandogli via la marcatura di almeno due difensori avversari. Ciò, però, non accade fuori dalla lunetta ma nei sedici metri avversari.

Müller libera spazi, apre scenari, concede imprevedibilità destando solo caos nelle fila avversarie. Riesce ad influenzare il gioco pur non toccando il pallone. Fedele seguace dell’idea di Cruijff secondo cui il calcio è un gioco semplice, ma non è semplice giocarlo perché, in esso, devi porre acume ed intelletto. Possiamo immaginare che come il non udente Ludwig Van Beethoven dettasse musica, Müller potrebbe giocare bendato senza, però, perdere il senso della posizione riuscendo, in ogni caso, a occupare spazi liberando le punte.

Inizio e completamento delle azioni bavaresi nel centrocampo avversario, diviene anche il punto di riferimento delle discese dalla fasce dei terzini permettendo l’allargamento degli esterni offensivi liberando, così, spazio a Lewandowski essendo la difesa avversaria completamente disorientata.

Dal 2014, da quando hanno iniziato a giocare insieme, il 40% degli assist sono stati indirizzati a Lewandowski che ha dichiarato: «È più facile con Thomas al mio fianco. Mi aiuta tanto e ci completiamo. Lui si muove sempre verso la porta avversaria, e così abbiamo un giocatore in più in area. Io ho più spazio e non ho sempre due o tre avversari addosso».

Thomas, però, non crea solo spazio di gioco per il polacco. Ne conosce affondo l’istinto, il movimento che gli permette di trovarlo pur non guardando indirizzandogli la palla a un tocco.

In mondo di apparenza e immagine forzatamente ostentata, dove l’occhio dei più viene rapito dalla giocata unicamente fine a sé stessa, dalla funambolica reinvenzione di un calcio volto unicamente a vendersi come circo, la sostanza bavarese, la precisione teutonica del movimento, la sinfonia mozartiana di Thomas ci restituisce il calcio nella sua eleganza degna dei grandi saloni viennesi dove l’armonia dei valzer creava, con la loro disciplina, meccanismi celestiali.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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