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, 20 Settembre 2021

Considerazioni sparse post Udinese-Napoli (0-4)


Al Friuli il miglior Napoli della stagione travolge un'Udinese brava, ma non abbastanza per tener testa alla prima capolista solitaria di questo campionato.


- La classifica, a settembre, non conta praticamente nulla: il Napoli però si ritrova lì, più su di tutti gli altri, per la prima volta da più di tre anni. Non male l'avvio di Spalletti alle pendici del Vesuvio;

- Napoli che vince, e non è una novità quest'anno, ma soprattutto convince come mai era riuscito quest'anno: dopo una partenza appena più lenta, dalla mezz'ora in poi il Napoli sale in cattedra e diviene padrone di campo, spazi, tempi di gioco, dettando legge in maniera indiscutibile;

- Troppo Napoli per questa Udinese, che però era anche partita benino: la squadra di Gotti ha fatto il decisivo passo in avanti quest'anno, provando quando possibile anche a fare gioco e a proporsi come poche volte avevamo visto le passate stagioni. Il materiale per fare una buonissima stagione, per i bianconeri, c'è tutto;

- Può essere il migliore in campo un uomo che, sul rettangolo di gioco, non si è mai visto? Sì, e ce lo dimostra Luciano Spalletti: il tecnico di Certaldo in campo ovviamente non ci va, ma la sua mano su questa squadra, sia tatticamente (due gol arrivati da schemi da fermo, cosa che da sempre ha rappresentato il tallone d'Achille dei partenopei) sia mentalmente c'è ed è evidente. Un'altra notte da mister Wolf per Lucianone, che arriva e "risolve problemi";

- La copertina va al tecnico anche perché, fra i suoi, è difficile scegliere un solo uomo sugli altri: Osimhen in gol, ma la grandissima giocata è di Insigne; Koulibaly trova gol e assist, ma è innegabile il contributo dei compagni nell'esecuzione degli schemi. Difficile anche trovare note stonate: forse gli unici a non brillare di luce propria, ma solo riflettendo lo splendore degli altri, sono Politano e Di Lorenzo. Ma è voler andare necessariamente a trovare il pelo nell'uovo.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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Un estratto dell'articolo su Maurizio Zamparini che trovate nel nostro magazine.
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