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3 min

- di Lorenzo Lari

Considerazioni sparse sul mercato dell'Atalanta


La Dea si conferma la numero uno in Italia in termini di programmazione e "player trading".


- C'è poco da fare, a Bergamo le cose si fanno bene. O tanto vale non farle. Per l'ennesimo anno l'Atalanta si conferma maestra di programmazione e pur perdendo due titolarissimi come Gollini e Romero (miglior difensore della passata stagione di A), ha la forza di resistere alle sirene italiane e straniere per Zapata, Ilicic, Gosens e compagnia cantante, ed andare ad investire con convinzione su profili giovani e adatti alle idee del Gasp. Il saldo complessivo è in rosso (meno 27,10 milioni di euro, fonte Transfermarkt), ma dopo tanti anni di attivo non c'era bisogno di aggiustare i conti. C'era bisogno di rimanere competitivi, ed è stato fatto;

- Se le cessioni di Gollini (ai ferri corti con Gasperini) e Romero (offerta irrifiutabile del Tottenham), erano gioco forza inevitabili, non era scontato sostituire i due a dovere. L'Atalanta ci è riuscita, andando a prendere Musso, uno dei migliori portieri per rendimento della passata stagione e che tanto avrebbe fatto comodo all'Inter, e l'accoppiata Demiral/Lovato. Piccola riflessione su Demiral: attenti a giudicare per forza negative le sue due annate in bianconero. Parliamo di un classe 1998 che aveva davanti un mostro sacro come Chiellini, un playmaker difensivo quasi unico nel panorama mondiale come Bonucci e De Ligt, astro nascente del calcio olandese. Ci stava fare tanta panchina. A maggior ragione dopo essersi rotto un crociato. Ora a Bergamo, il turco si trova nella situazione ideale per rilanciare le sue quotazioni, anche per il tipo di calcio aggressivo e fisico che gli verrà chiesto di mettere in mostra. L'operazione (prestito con diritto di riscatto fissato a poco meno di 30 milioni), infine, è una piccola chicca;

- Oltre ad aver sostituito egregiamente i due partenti, l'Atalanta non si è fermata ed è andata a ritoccare la rosa nei reparti dove era più carente: esterni e mediana. Sugli esterni, dopo aver a gennaio prelevato Maehle dal Genk, sono arrivati gli ottimi Zappacosta e Giuseppe Pezzella. Nomi poco altisonanti, ma adatti al 352 "gasperiniano" e sicuramente più affidabili delle riserve bergamasche che occupavano quel ruolo nella passata stagione (vi sblocco un ricordo: Johan Mojica). Anche a centrocampo, finalmente Freuler e De Roon potranno tirare il fiato più frequentemente essendo arrivato un giocatore fortissimo come Koopmeiners, vero capolavoro - ad avviso di chi scrive - del mercato in entrata bergamasco;

atalanta
Johan Mojica in tutto il suo splendore.

- In definitiva, se sull'undici titolare si può disquisire se l'Atalanta sia più o meno forte dell'anno scorso, sull'intera rosa non ci dovrebbero essere dubbi al riguardo: considerando anche l'arrivo di Piccoli (ad oggi più pronto del partente Lammers) Gasperini non ha mai avuto a disposizione una panchina così lunga. Ora starà a lui, feroce sostenitore delle rose corte da 16/17 giocatori, dimostrarsi oltre che un grande allenatore, anche un grande gestore. Attenzione: non è scontato;

- Cosa manca quindi? Cosa serve alla Dea per il definitivo salto di qualità e poter veramente ambire allo scudetto? Probabilmente niente. Soprattutto in una stagione del genere, senza un vero padrone e con Juventus ed Inter indebolite, l'obiettivo deve essere quello di vincere. Sì, vincere lo scudetto. Fa a strano dirsi e giustamente a Bergamo non lo urleranno mai ai quattro venti, ma non può essere altrimenti. Facciamo però un passo indietro e proviamo a fare i pignoli. La sensazione - che ad onor del vero già si aveva dallo scorso anno - è che forse la squadra pecchi sempre più di imprevedibilità e fantasia. Un po' per l'integralismo del Gasp, un po' per la partenza di Gomez, un po' per il periodo poco brillante che sta attraversando Ilicic, la sensazione è che l'Atalanta riesca con sempre meno frequenza ad uscire dagli schemi. Se il vuoto lasciato da Gomez è stato finora riempito egregiamente dalle eccellenti passate stagioni di Pessina e Malinovskyi, ottimi giocatori ma meno portati del Papu ad abbassarsi a far partire l'azione, in fase offensiva Ilicic deve ritrovarsi e confermarsi la scheggia impazzita che abbiamo potuto ammirare pre covid. Se così fosse e se Gasperini non litigherà per 365 giorni filati con nessuno, Bergamo potrà veramente sognare in grande.

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Nato a Rimini l’11/06/1990. Laureato in Giurisprudenza, adora disquisire di sport ed America. Ogni tanto scrive, solitamente legge. Sogna un giorno di poter assistere ad una partita allo Staples al fianco di Jack Nicholson.

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