
Considerazioni sparse post Salernitana-Atalanta (0-1)
Per oltre un'ora di gioco la classe operaia granata va in Paradiso, ma deve fare i conti con il talento di Ilicic e la graffiata di Zapata.
- Da un lato 0 punti e 11 gol subiti, dall'altro una formazione che comunque veniva da un importanti pari di Champions a Villareal. Era tutto apparecchiato per la goleada Atalanta sul campo della Salernitana; mai pensiero fu più errato. Nel sabato sera della quarta giornata di campionato si assiste ad un match in cui il fanalino di coda granata ha messo alle strette la corazzata bergamasca, tuttavia gli uomini di Gasperini portano a casa tre punti preziosissimi grazie al timbro di Zapata nel finale su assist prelibato di Ilicic;
- Perché la banda di Castori ha tenuto per almeno 75 minuti abbondanti un ritmo infernale, sfiancando gli orobici in ogni zona del campo. L'Arechi è una bolgia bollente, con la temperatura umida di Salerno che rende ogni scatto dei 22 in campo un piccolo macigno da portarsi durante la gara. E a queste condizioni i granata hanno più gas, sfruttando la benzina maggiore nelle gambe che a centrocampo porta i due Coulibaly a giganteggiare;
- Il man of the match, fin quando resta sul terreno di gioco, è sicuramente Cedric Gondo, centravanti simbolo della cavalcata in A della truppa di Castori che non faceva minutaggio da maggio. Al debutto assoluto in Serie A ha tenuto il reparto da solo, respingendo i difensori atalantini e gestendo alla grande il pallone, aiutato dalla classe infinita di Ribery. Il "coup de theatre" dei campani che all'esordio casalingo a Salerno ha scaldato l'anima dei suoi tifosi con la sua qualità elitaria, nonostante i 38 anni che lo costringono a fermarsi per un problema fisico all'intervallo;
- Il turning point del match si materializza a metà ripresa. Obi, su invenzione geniale di tacco di Bonazzoli, coglie il palo. Allora poco dopo Ilicic in area di rigore spolvera il suo mancino magico, salta Bogdan e serve Zapata che fa gioire gli atalantini. Lo sloveno resta sempre un rebus indecifrabile per le retroguardie italiane ed è l'unico cambio che produce l'effetto sperato per il Gasp. Poiché gli altri subentrati Koopmeiners e Zappacosta non alzano il livello, anche se non era difficile fare meglio di Miranchuk, Malinovski e Pasalic, tritati nel primo tempo dalla morsa casalinga. Menzione speciale per Musso, miracoloso su Gondo a inizio secondo tempo;
- L'Atalanta arraffa un'affermazione esterna di platino, sofferta e che spezza l'assenza di vittorie che mancava da un mese. Anche se si sa che la Dea ingrana i giusti giri verso inizio inverno. La Salernitana ha poco da recriminare, se non l'indecisione sulla rete decisiva subita. Castori ha imposto il match su un'intensità incredibile, sapendo che solo in questo modo può supplire alla mancanza sparsa di tecnica tra i suoi elementi. Questa deve essere una base di partenza dopo i disastri con Roma e Torino.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














