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- di Gianguido Maggioli

Considerazioni sparse post Roma-CSKA Sofia (5-1)


La Roma di Mourinho sa solo vincere.


- Giù il sipario nella competizione più surreale del panorama professionistico europeo, e la Roma si prende subito la scena contro il CSKA Sofia, che, nei fatti, gioca meglio di quanto tabellino e passivo possano far pensare;

- I bulgari sembrano poter dire la loro, segnano subito e sia nei dieci minuti iniziali di gara, sia nel primo quarto d'ora dopo il rientro in campo dagli spogliatoi mettono in difficoltà una Roma sorniona. Gli ospiti, però, sono costretti ad arrendersi alla tecnica ed al fisico dei giallorossi, sebbene questi ultimi in versione sperimentale;

- Mourinho non sottovaluta l'avversario, miscelando titolarissimi e seconde linee, cercando sia di dare continuità sia di concedere minuti a tutti. Ciononostante i suoi iniziano prendendo sottogamba il match e si svegliano solo dopo aver concesso un'imbucata clamorosa in tre contro uno;

- Il migliore in campo è capitan Pellegrini: ogni volta che ha la palla sembra poter nascere qualcosa di pericoloso. Molto affiatata la coppia Elsha-Eldor e Rui Patricio dà una sicurezza che i tifosi non avevano dai tempi di Alisson. Nel CSKA da tenere d'occhio il croato Muhar, ottimo tiro da lontano e buona visione di gioco, ma le occasioni più pericolose se le procura tutte il centravanti Carey;

- Non perfetta la coppia di centrocampisti Villar-Diawara, con il secondo molto timido, che lasciano il ballo ai titolari a metà del secondo tempo. Forse ancora un po' in ritardo con la preparazione Chris Smalling e decisamente negativo l'ingresso da terzino di Ibanez, che soffre più del dovuto il diretto avversario Wildschut.

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