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4 min

- di Luca Barbara

Il pagellone di Liverpool-Milan (3-2)


Ritorno in Champions amaro per il Milan, che esce sconfitto meritatamente da Anfield.


LIVERPOOL

Allison: 5,5

Mai davvero impegnato, eccetto per i due gol presi dove è sembrato poco reattivo;

Alexander-Arnold: 7,5

Una manna dal cielo. Terzini così forti fanno sempre la differenza. Suo il tiro che provoca l’autogol di Tomori, dopo aver strapazzato Leao. Spinta continua sulla destra, un martello;

Gomez: 5,5

Entrambi i centrali, pur soffrendo poco per 80 minuti, non sembrano essere imperforabili durante le rare occasioni in cui il Milan si presenta in avanti;

Matip: 5,5

Schierato a sorpresa al posto di van Dijk, il lungo centrale tedesco dimostra alcune lacune in termini di anticipo e concentrazione. In bambola in occasione del raddoppio del Milan;

Robertson: 7

Fa venire i capelli bianchi a Calabria e Saelemaekers, che, in parte, lo contengono solo nel secondo tempo. Il capitano della Scozia si alterna con Arnold per supportare la fase offensiva e spesso è devastante;

Henderson: 7

Ha il merito di siglare il 3-2 con un bellissimo tiro da fuori. La sua partita è fatta di sostanza e geometrie a centrocampo;

Fabinho: 6,5

Ha il compito di mettere muscoli al centrocampo red e ne esce dominatore;

Keita: 6,5

Anche lui schierato a sorpresa dal primo minuto, non tradisce comunque le attese. Molto presente in area milanista, crea diversi grattacapi ai due centrali rossoneri;

Salah: 6,5

Parte fortissimo, mettendo in chiaro da subito le cose con Theo Hernandez. Sbaglia il rigore che avrebbe potuto chiudere la partita, si riscatta con il gol del 2-2;

Origi: 7

Ottimo esordio stagionale per il centravanti belga. Lotta con Tomori e Kjaer e serve a Salah un ciocciolatino per il gol del pareggio. Esce tra gli applausi;

Jota: 6

Il più in ombra del tridente ma il suo è un gran lavoro sporco. Kjaer gli nega la gioia del gol ma comunque non è nella sua serata migliore;

Mane: 6

Il suo ingresso non stravolge l’attacco del Liverpool. La qualità c’è ma non si vede in un tentativo goffo da fuori;

Jones: 6

Subentra a Jota e mostra subito una discreta vivacità ed un bel sinistro. Ennesima carta nel mazzo di Klopp;

Alcantara, Oxlade-Chamberlain, Milner: s.v.

Klopp: 6

Stupisce tutti con la titolarità di Matip e Origi e per poco il Milan non esce clamorosamente ad Anfield con dei punti. L’intensità che mettono i suoi, però, è impressionante.

MILAN

Magnain: 6,5

Uno dei pochi a salvarsi veramente tra i rossoneri. Il rigore parato a Salah è un’altra perla da archiviare ma soprattutto ha permesso al Milan di rimanere a galla per 50 minuti;

Theo Hernandez: 4,5

La partita della sua maturità è stata un flop. Mai in campo con la testa, ha sofferto terribilmente le sgroppate di Salah e Arnold, terzino di un altro livello. Unica occasione degna di nota, la discesa in area avversaria nell’azione dell’1-2. Rimandato;

Tomori: 6,5

Primo tempo da autentico highlander per il centrale inglese che per lunghi tratti è sembrato l’unico a crederci un po’. Sfortunato in occasione dell’autogol;

Kjaer: 6,5

Buon secondo tempo per lui, riesce a non naufragare, tenendo in piedi i suoi con interventi al limite dell’eroico;

Calabria: 5

Corre tanto ma abbastanza male. L’esordio ad Anfield con quella fascia sul braccio avrà sicuramente pesato ma il duello con Robertson è perso di gran lunga;

Bennacer: 4,5

Primi 10 minuti da panico per l’algerino. Soffre maledettamente l’intensità inglese e non riesce ad far uscire mai la squadra con il suo proverbiale palleggio. Suo il fallo di mano per il rigore poi neutralizzato da Maignan. Ha l’alibi della prima partita da titolare della stagione;

Kessie: 4,5

Da parte sua ci si sarebbe aspettata un’intensità “inglese”. Invece è arrivata una prestazione scialba, priva di intensità, qualità e cattiveria. Sovrastato totalmente dai centrocampisti del Liverpool. Probabilmente non il peggiore della partita in se, sicuramente il peggiore nel rapporto tra aspettativa e risultato;

Leao: 6

Dr Jekyll e Mr Hyde scende in campo (finalmente) anche di mercoledì. Impiega 42 minuti a capire che l’intensità è un’altra rispetto al campionato italiano. Spesso fumoso, ha il merito di regalare l’assist dell’1-1 a Rebic e di far partire l’azione dell’1-2;

Brahim Diaz: 6

Bravo nel seguire l’azione con cui poi segnerà il provvisorio 1-2, corre tanto e finisce la partita sulle gambe. I centrocampisti non sono mai bravi a servirlo tra le linee. Dominato fisicamente dai centrocampisti avversari;

Saelemaekers: 5,5

Difficile che si ricordi una partita profondamente insufficiente da parte sua. Anche oggi ci mette l’intensità ma a questi livelli non basta, ci vuole un tempo di gioco in meno. E attualmente Saelemaekers non è in grado di offrirlo;

Rebic: 6,5

Altra partita di sostanza per lui. Schierato da centravanti, pressa quanto può i difensori del Liverpool, spesso con scarsi risultati. Approfitta delle uniche due occasioni capitategli, siglando l’1–1, ben imbeccato da Leao e offrendo a Theo la palla del temporaneo 1-2 di Brahim Diaz;

Florenzi: 5

Poca qualità dal suo ingresso in campo. Sbaglia l’uscita sul gol di Henderson;

Giroud: 5,5

Dovrebbe fornire ai suoi compagni la soluzione della palla lunga ma viene sempre neutralizzato dai difensori avversari;

Tonali, Maldini: s.v.

Pioli: 6

Considerando lo stato fisico approssimativo di Tonali e Giroud, schiera il miglior 11 possibile. I cambi arrivano nel momento giusto ma sfortunatamente non servono a non uscire sconfitti da Anfield.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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