Article image
,
4 min

- di Andrea Codega

Il pagellone di Sampdoria-Inter (2-2)


Un pareggio rocambolesco, prodotto di una Samp coraggiosa e più in condizione dei nerazzurri. L'Inter ha offerto buone trame e non ha concretizzato tutto ciò che ha prodotto.


SAMPDORIA

AUDERO - 6: sui due gol nerazzurri non può fare nulla, sulle restanti occasioni però fa buona guardia.

BERESZYNSKI - 6.5: il protagonista che non ti aspetti. Soffre alcune folate di Perisic, ma nel secondo tempo serve un pallone meraviglioso per il pareggio di Augello, con altre giocate che mettono in difficoltà D’Ambrosio.

YOSHIDA - 6: più sicuro del compagno di reparto, ma fino a quando Dzeko e Lautaro hanno avuto fiato è andato anche lui in difficoltà.

COLLEY - 5: lui sì, decisamente più in difficoltà del giapponese. Causa la punizione da cui scaturisce il gol di Dimarco, non è riuscito a ostacolare il gioco tra le linee di Dzeko.

AUGELLO - 7: eurogol, per un terzino tra i più solidi dello scorso campionato e di quello appena iniziato. Se poi aggiunge pure una perla così…

CANDREVA - 6.5: molto in palla, una fornitura continua di cross peraltro piuttosto precisi in questa partita, non sfruttati però dai compagni.

THORSBY - 5.5: soffre la verve di Barella nonostante la sua fisicità. Disordinato e ammonito nel primo tempo, commette diverse imprecisioni anche nella ripresa.

ADRIEN SILVA - 6: dovrebbe essere la mente del gioco sampdoriano, che però si sviluppa più sulle fasce. Sufficienza strappata per aver sventato una gigantesca occasione sul destro di Lautaro, che avrebbe potuto indirizzare il match.

DAMSGAARD - 5.5: troppo leggero in questa partita, forse stanco per gli impegni in Nazionale. Si fa scippare due volte palla da Calhanoglu nel primo tempo, non riesce quasi mai a combinare con il duo d’attacco. Sfiora però il gol del 3-2, con il salvataggio sulla linea di D’Ambrosio.

QUAGLIARELLA - 5: come il compagno di reparto, non si vede praticamente mai. In difficoltà contro De Vrij e Skriniar, nonostante le transizioni difensive nerazzurre non siano state ordinate.

CAPUTO - 5: anche lui poco pervenuto, con la differenza di aver avuto a disposizione un paio di buoni palloni al limite dell’area senza essere riuscito a sfruttarli.

ALL. D’AVERSA - 6: Samp arida davanti, ma molto coraggiosa sulle fasce e nei tentativi di pressing offensivo. Una squadra ordinata e fisicamente più in condizione rispetto agli avversari, a cui l’allenatore dovrà aggiungere più pericolosità offensiva.

(Murru, Verre, Askildsen, Torregrossa: s.v.)

INTER

HANDANOVIC - 6: non ha colpe sui due gol, ma su un cross di Candreva indirizzato in porta, nel secondo tempo, continua a non offrire sicurezza al reparto.

SKRINIAR - 6: le incertezze difensive sono dipese maggiormente dalle distanze sballate del centrocampo. Lui controlla bene gli attaccanti doriani e sfiora il gol di testa.

DE VRIJ - 6.5: solita sicurezza là dietro, ruba un paio di palloni a Quagliarella e Caputo con un’eleganza che continua ad essere eccezionale per un difensore centrale.

DIMARCO - 7: che dire? Un missile che ha tolto la ragnatela dall’incrocio dei pali difesi da Audero, un gol che, da tifoso nerazzurro, aspettava fin da bambino. Bene anche dietro: Dimarco sta dimostrando di essersi guadagnato l’occasione di tornare a vestire i colori dell’Inter.

DARMIAN - 5.5: si vede poco davanti, ma questa volta non è nemmeno sicurissimo dietro. Sul gol di Augello non ha particolari colpe perchè aveva dovuto stringere in mezzo, ma questa volta non ha ripetuto la prestazione maiuscola di Verona.

BARELLA - 7: migliore in campo, un’elettricità continua a cui ormai, da almeno un anno, aggiunge picchi di qualità vertiginosa. La serpentina per il 2-1 di Lautaro e un’altra giocata per l’argentino nel secondo tempo sono da centrocampista che ha ormai raggiunto l’elitè nel proprio ruolo.

BROZOVIC - 5: stranamente disordinato, anche perchè i centrocampisti della Sampdoriano ne hanno soffocato le geometrie. Sostituto nel secondo tempo. (Vidal - 5.5: dopo due ingressi maiuscoli, questa volta il cileno non si ripete. Imprecisioni qua e là e un impatto di poco conto a centrocampo).

CALHANOGLU - 5.5: dopo una prestazione sontuosa col Genoa, e una negativa col Verona, oggi decide di assestarsi sulla via di mezzo. Uno dei più grandi ‘what if’ del campionato da anni: tanta discontinuità e imprecisione, con i mezzi tecnici in suo possesso le due palle gol che ha sprecato sono delittuose.

PERISIC - 5.5: Candreva lo costringe spesso a rimanere basso, nelle sortite offensive ha invece spazio e mette in difficoltà Beresyznski. Nel secondo tempo, però, non sfrutta una palla gol gigante: poteva tirare o assistere Dzeko e Lautaro, invece fa una via di mezzo e il pallone finisce sul fondo. (D’Ambrosio - 6: media tra il salvataggio su Damsgaard e i diversi errori tecnici commessi da quando è entrato. Impreciso)

LAUTARO - 7: fino a quando ha fiato, un pericolo continuo per i blucerchiati nonostante non fosse al 100%. Un gol per nulla banale e le solite giocate di qualità per tutto il campo, il principale prodotto del lavoro contiano dello scorso anno. Se quest’anno accresce il bottino personale, compie l’ultimo step della sua crescita. (Correa - 6: penalizzato dalle condizioni con cui l’Inter ha chiuso il match).

DZEKO - 6.5: apre spazi ai compagni per tutto il campo, sia di testa che di piede. Un lavoro encomiabile e di grande qualità come lui sa fare, poi nel secondo tempo cala anche lui come tutta l’Inter, con i tanti nazionali al rientro.

INZAGHI - 6: una trasferta a Genova, dopo i tanti impegni dei suoi giocatori in Nazionale, è sempre ostica. L’infortunio di Sensi (ormai, purtroppo, inaffidabile a tutti gli effetti) ha sicuramente complicato le cose: a conti fatti un buon pareggio, con buone trame e diverse occasioni non sfruttate. Da sistemare le distanze nelle transizioni difensive.

(Dumfries, Sensi: s.v.)

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

24 anni e un Erasmus a Madrid. Da piccolo sapevo tutte le capitali del mondo, oggi lavoro con i libri. Contrario agli anglicismi inutili, nel tempo libero mi diletto con il fùtbol e sport con la racchetta.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu