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- di Marco Scalas

Il pagellone di Roma-Sassuolo (2-1)


Roma e Sassuolo se le danno di santa ragione, ma alla fine a spuntarla sono i giallorossi. Se c'è una squadra che tuttavia ha tanto da recriminare, questa è quella di Dionisi.


ROMA

Rui Patricio 7,5: primo tempo di normale amministrazione per il numero uno portoghese, che deve limitarsi ad un paio di uscite alte. Nella ripresa tuttavia gli attaccanti del Sassuolo sbucano da ogni parte ed è costretto ad abbassare la saracinesca e fare gli straordinari. Miracolosi i due interventi in uscita bassa prima su Djuricic e poi su Boga, entrambi lanciati a tu per tu ed entrambi ipnotizzati. Questi tre punti importantissimi per la Roma portano in buona parte il suo nome.

Karsdorp 6: il laterale olandese non fa mai mancare il suo apporto alla manovra offensiva della squadra. Serve anche dei buoni cross, di cui uno al bacio per Abraham, mal sfruttato però dall'inglese. Dietro tuttavia soffre le pene dell'inferno contro un Boga indemoniato. Il numero 2 giallorosso infatti non lo becca mai, andando spesso in affanno nonostante i continui raddoppi dei centrocampisti. Esce stremato e la sensazione e che stanotte sognerà le scorribande dell'ivoriano del Sassuolo.

Mancini 6: la prima frazione di gioco scorre senza troppi grattacapi per il centrale di Mourinho. Il piccolo Raspadori non lo impensierisce più di tanto visto anche il mismatch fisico tra i due. La musica cambia nella ripresa quando l'Inserimento di Scamacca impensierisce e non poco il numero 23. Col passare dei minuti infatti il centravanti neroverde crea sempre più spazi per i suoi compagni di reparto, che penetrano nelle maglie della difesa di casa in più di un'occasione. Mette una pezza come può senza capitolare nel concitato finale.

Ibanez 6: molto irruento negli interventi, uno di questi gli costa un giallo che gli condiziona il resto della partita. Controlla abbastanza bene l'agile Raspadori e si preoccupa maggiormente di chiudere sulla sinistra un ispirato Berardi. Nella ripresa la condizione fisica della sua squadra cala e assieme a Mancini e costretto in trincea sulle ripetute offensive di Berardi e Boga.

Vina 5,5: il terzino uruguayano non riesce ancora a convincere appieno. Più propositivo in avanti rispetto alle precedenti uscite, ma ancora troppo distratto e lacunoso in fase difensiva. Berardi gli scappa spesso alle spalle, scherzando sul filo del fuorigioco. Dalla sua fascia nasce il gol del pareggio del Sassuolo e tanti altri pericoli che solo un provvidenziale Rui Patricio è bravo a disinnescare.

Veretout 6: molto meno appariscente del solito il numero 17 romanista. La fluidità di manovra dei centrocampisti avversari lo mette in difficoltà, così come il dinamismo di Lopez e Frattesi. Non riesce stavolta a sganciarsi in avanti e rendersi pericoloso come di consueto. Si limita a tamponare le pericolose azioni degli ospiti e viene sostituito quando Mourinho decide di lanciare l'assalto finale per portare a casa i tre punti.

Cristante 7: non porta la fascia al braccio ma è ormai di fatto il capitano in campo di questa Roma. Prende per mano i compagni dando equilibrio alla squadra in tutte le situazioni di gioco. Sblocca una partita difficilissima con un inserimento a fari spenti degno delle sue migliori annate atalantine. Doveva essere la prima alternativa nel centrocampo romanista, ne è diventato il perno centrale nonché insostituibile per il tecnico portoghese.

Mkhitaryan 5,5: oggi semplicemente evanescente e tra i peggiori in campo dei suoi. Mantiene la solita posizione tra le linee in cui è solito spaccare le partite. Questa sera però non riesce a imboccare la fiammata giusta ne a trovare la giocata utile. Gironzola sulla corsia sinistra andandosi a scontare spesso con Toljan, non riuscendo a passarlo una volta. Anche lui sostituito per il forcing finale, lasciando il posto ad un preziosissimo El Sharaawy.

Zaniolo 6: applica alla lettera le indicazioni del mister, presidiando la destra offensiva della squadra e dando manforte ai suoi nei ripiegamenti. Appare ancora indietro nella condizione fisica, come lecito che sia, finendo la partita coi crampi. Poca roba la sua prestazione offensiva, con la sensazione che il ruolo largo sulla fascia limiti molto il suo potenziale. Il numero 22 sembra perdersi infatti tra i dettami tattici piuttosto che essere libero di sprigionare tutta la sua forza.

Pellegrini 6,5: la prestazione sarebbe da 7, ma pesano nel bilancio i due gol sbagliati in un momento importantissimo del match. Se nella prima occasione è bravo Consigli, nella seconda sciupa clamorosamente sparando alle stelle da ottima posizione, dopo una serpentina da applausi. Rimane comunque il migliore di tutta la trequarti offensiva della squadra, impreziosendo la sua partita con giocate di classe che mettono in difficolta tutta la retroguardia degli ospiti.

Abraham 6: il centravanti inglese spazia su tutto il fronte d'attacco, tenendo in costante apprensione i difensori del Sassuolo. Nel primo tempo rimbalza di continuo sul muro di gomma formato da Ferrari e Chiriches, guadagnando comunque la punizione decisiva per il vantaggio. Un po' opaco e sfortunato nella ripresa, dove coglie il suo terzo legno della sua avventura in giallorosso nonostante la buona porzione di specchio a disposizione.

Shomurodov 6,5: mai banali gli ingressi in campo dell'attaccante Uzbeko. Fa vedere infatti da subito una brillantezza e una verve oggi assolutamente non pervenuta nei suoi colleghi Mkhitaryan e Zaniolo. L' obbiettivo è quello di scalare le gerarchie della squadra, e la sensazione è che possa essere ben di più che una semplice alternativa per la squadra di Mourinho. Mette lo zampino nel gol vittoria di El Sharaawy addomesticando uno spiovente e accomodando la palla sul piede dell'egiziano.

El Shaarawy 7: non si vede molto fino al momento del gol; ma è un gol talmente importante per la squadra che gli vale un 7 pieno. Ancora in evidente ritardo di condizione, sarà importantissimo per la Roma recuperare il faraone a pieno regime. É infatti tra i pochi della rosa ad avere questo tipo di colpi in grado di risolvere le partite.

Carles Perez 6: entra in maniera pimpante nel match, dando una ventata d'aria fresca alla fascia destra della Roma. Autore di buone trame, gli manca sempre lo spunto decisivo per concludere in porta. Rimane una validissima opzione.

All. Mourinho 6,5: la fortuna aiuta gli audaci si sa, e in quanto ad audacia l'allenatore portoghese ha pochi rivali. Nel momento decisivo della partita, con la sua squadra in quasi in balia dell'avversario, butta nella mischia tutto l'arsenale offensivo. Dopo una sofferenza immane viene ripagato e si prende l'intera posta in palio, facendo un 3 su 3 (5 su 5 contando le coppe) che a Roma non si vedeva da tempo.

SASSUOLO

Consigli 6,5: anche lui come il suo collega inoperoso nella parte iniziale del match. Nella ripresa inizia il suo duello personale con gli attaccanti avversari e respinge tutto quello che si può respingere. Incolpevole sui tre gol, può solo ammirare la parabola di El Sharaawy baciare il palo e depositarsi in rete.

Toljan 6,5: dal suo lato non si passa, ed è chiaro fin da subito. La giornata no di Mkhitaryan lo aiuta, consentendogli anche di lanciarsi in proiezione offensiva e dare manforte a Berardi. Vince il duello col suo pari ruolo Vina e si dimostra uno dei migliori dei suoi.

Chriches 6,5: spetta a lui l'ingrato compito di fare a sportellate con l'esuberante Abraham, riuscendo però quasi sempre a contenere l'inglese e a negarli la profondità. Nel secondo tempo intercetta tante palle pericolose e devia col corpo una conclusione ravvicinata di Pellegrini, salvando il risultato.

Ferrari 5,5: non è lucido come il suo collega di reparto, nonostante lasci quasi sempre a lui l'ingrato compito di marcare Abraham. Col suo mancino imposta da dietro, sventagliando verso Berardi un paio di palloni invitanti. Nella ripresa cala vistosamente e nell'assalto finale dei padroni di casa va in affanno. Maldestro il rinvio di testa che da il via al gol della vittoria firmato da El Sharaawy.

Rogerio 5,5: molto spento oggi il terzino brasiliano. Con Zaniolo danno vita a ben pochi duelli, annullandosi a vicenda e dando poca vivacità a quella fascia. Soffre maggiormente Karsdorp, che con i suoi inserimenti da dietro lo coglie spesso impreparato. Decisamente meglio le poche volte che si affaccia in zona offensiva.

Frattesi 6,5: un motorino inesauribile in mezzo al campo, unisce una buona tecnica a una buona copertura, che lo rendono tra i più completi della sua squadra. Apprezzabile un suo inserimento dalle retrovie nella ripresa, con cui incenerisce i centrali romanisti, mettendo in mostra anche un'ottima velocità. Un'ottima scoperta in questa prima parte di stagione dei neroverdi.

Lopez 6: il folletto del Sassuolo è il metronomo della squadra. Tocca tantissimi palloni, abbinando una qualità e un'agilità non indifferenti. Importantissimo per la manovra dei suoi, tuttavia non riesce ad abbagliare, limitandosi alle giocate più semplici.

Djuricic 6,5: tutte le giocate più pericolose del Sassuolo passano dai suoi piedi. Parte piano a cresce col passare dei minuti, accendendosi del tutto nella mezz'ora finale. Prima trova la rete del pari con una deviazione sotto porta, poi spacca in due il la difesa giallorossa con una percussione poderosa con cui serve un cioccolatino a Boga, che però spreca. Nel mezzo un inserimento in area che per poco non gli vale la doppietta, negata solamente da uno strepitoso Rui Patricio.

Berardi 6,5: sulla sua corsia fa ciò che vuole. Vina non è in grado di ostacolarlo e solo un fuorigioco millimetrico gli nega la gioia del gol. Nel secondo tempo crea continui grattacapi alla retroguardia dei capitolini, sfornando il preziosissimo assist per il pareggio. Anche lui si deve arrendere ad un ottimo Rui Patricio, che gli nega la gioia del gol e i possibili tre punti per la squadra.

Boga 7: Il migliore dei suoi per distacco, semplicemente incontenibile per larghi tratti della partita. Quando parte palla al piede sono dolori per tutta la squadra di Mourinho. Karsdorp, Mancini e Cristante sono costretti a prendergli la targa in più di un'occasione. Pecca di precisione quando potrebbe ammazzare il match, ma l'enorme mole di km percorsi non lo aiuta di certo. Se trovasse più continuità potrebbe essere davvero un arma letale per Dionisi.

Raspadori 6: Mancini e Ibanez non sono dei bei clienti per duellare fisicamente. Così l'attaccante neroverde è costretto spesso ad abbassarsi per ricevere palla e rendersi utile alla manovra. Quando riesce ad attaccare la porta diventa pericoloso, scambiando rapidamente coi suoi colleghi di reparto Berardi e Djuricic. Si deve arrendere ad un infortunio che lo costringe al cambio all'intervallo.

Scamacca 6: ha un peso e una mole differente rispetto a Raspadori e lo fa capire subito alla coppia di centrali romanisti. Lotta con la giusta dose di cattiveria e cerca di sorprendere Rui Patricio con un tiro insidioso da fuori area. Ci mette del suo nell'occasione del pareggio del Sassuolo, e per poco non gela i 30 mila dell'olimpico con un eurogol annullato poi per posizione irregolare.

Traore 6,5: nei pochi minuti in cui entra in campo per poco non diventa l'uomo decisivo. Le sue gambe girano alla velocità doppia rispetto agli altri e quasi butta giù la porta con un fendente che si schianta sul palo. Poco dopo si presenta di nuovo di fronte a al portiere romanista, ma il suo sinistro è impreciso e il portoghese blocca. Il classe 2000 è una delle pedine più interessanti della squadra di Dionisi e si ritaglierà molto spazio nel corso della stagione.

All. Dionisi 6,5: il neotecnico del Sassuolo si sta dimostrando la scelta più giusta per proseguire il percorso tracciato dal suo predecessore De Zerbi. Il suo Sassuolo, se pur ancora agli albori, sembra una versione ancor più funzionante di quella dell'ex tecnico bresciano. La squadra infatti anche oggi ha dimostrato una buona compattezza, non tralasciando assolutamente la fase offensiva, ma anzi mettendo sotto la Roma per una buona parte del match. Un inizio niente male per quello che è un esordiente nella massima serie.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato sotto il sole della Sardegna nell'ormai lontano 1993, dopo un' infanzia all'insegna del basket, abbandona la palla a spicchi per dedicarsi anima e corpo a quella da calcio. Un amore tuttavia mal corrisposto. Tifoso romanista da sempre e in quanto tale incline alla sofferenza e all' auto-sabotaggio. Amante dello sport in tutte le sue forme, ma ancor più di tutte le storie, piccole e grandi, di cui esso si nutre.

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