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4 min

- di Simone Renza

Considerazioni sparse sul mercato della Lazio


C'è stato un tempo in cui tutto ebbe origine. Un momento fondativo. Fu di notte, una di quelle afose di Luglio. Le parole vennero sparse, le emozioni parevano fluire semplici, tutto cambiava per non cambiare. Ma le parole nascondevano tempesta. Se parlate con esperti naviganti vi diranno che quando il vento cambia direzione c'è un silenzio surreale, una calma karmica che, come noto, è solo apparente. Ma dallo sgomento, in breve, si passerà alla gioia, dalla paura alla certezza, dallo smarrimento alla luce.


- La Lazio si è trovata ammutinata. Inzaghi, in una brevissima notte, decise di cambiare e di approdare all'Inter. A nulla valsero accordi e strette di mano. Questo, sebbene accolto con tutti i timori del caso, si è rivelato un passo essenziale nel mercato biancoceleste. Sì, perchè il primo vero, grande acquisto in sede di mercato è stato Maurizio Sarri. Non solo ricostruire mentalità e tattica, ma abbattere certezze maturate in cinque anni di appiattimento e stabilità stantia. La strada per la verità è marcata dal sangue. Il percorso non è semplice per l'allenatore toscano che, sigaretta dopo sigaretta, caffè dopo caffè, lo sta affrontando con la giusta dose di cazzimma. Siamo agli albori, alla genesi. Ma per ciò che si intravede un ringraziamento postumo a Simone va dato. Dopo cinque anni ha, forse, permesso un cambio di passo che era necessario;

- Non più 3-5-2 ma 4-3-3. Tutto, o quasi, da rifare. Servono esterni d'attacco, terzino e centrocampista. Il primo a sbarcare è Elseid Hysaj, sarriano della primissima ora e, per questo, fortemente voluto dall'allenatore. Buon terzino, con molta esperienza in Serie A e già edotto dei dettami tattici del toscano. Tutto bene, salvo che, durante la classica cerimonia di presentazione alla squadra ad Auronzo, sede del ritiro estivo, canta "Bella Ciao". Si scatena la farsesca canea fascista, di alcuni ultras, che rivendicano una presunta natura politica della Lazio. Immediata, però, la risposta della larga parte della tifoseria biancoceleste che, oltre ad esprimere solidarietà al giocatore, scatenano una perfetta tempesta mediatica atta a far capire che quanto affermato dagli "ultras" è falso e privo di qualunque fondamento;

- Dopo il terzino è il momento degli esterni. Il primo è Felipe Anderson. Il ritorno del figliol prodigo. Grazie anche ad un credito vantato con il West Ham United, Pipe torna finalmente a casa. Appare maturato, continuo e consapevole dei propri enormi mezzi tecnici e, tanto nel precampionato che nelle prime giornate trascorse, lo dimostra fornendo ottime prestazioni e realizzando il primo gol della sua nuova esperienza romana. Il secondo arrivo genera scalpore: Pedro Rodriguez. Sì, proprio l'ex romanista (benchè solamente per un anno). Che un giocatore non valicasse uno dei meravigliosi ponti sul Tevere erano quasi quaranta anni. Anche questo giocatore voluto da Sarri perchè già da lui allenato al Chelsea F.C., quindi integrato negli schemi, e perchè la sua carriera parla da sola: 25 titoli nazionali e continentali vinti. L'anagrafica non sarà dalla sua, ma esperienza e classe si dimostreranno molto utili alla causa Laziale e l'assist, nonchè le varie occasioni costruite, nella prima uscita casalinga ne attestano l'efficacia e l'utilità. Altre due ali vengono portate a Roma: Raul Moro e Luka Romero. Il primo ha già fatto vedere in Primavera la sua caratura tecnica, il secondo è il più giovane esordiente in Liga. Maggiore età appena compiuta e mezzi tecnici molto importanti. Il secondo, invece, è un 2004. Neo sedicenne ma che nella pre season e nella prima uscita all'Olimpico dà l'idea di poter divenire un ottimo giocatore. Una preghiera: li si lasci crescere e integrare. Si permetta a Sarri di forgiarli perchè nelle sue mani potranno dare grandissime soddisfazioni;

- Altro acquisto giunto a Roma è Toma Basic. Il croato ha immediatamente conquistato il favore del suo nuovo pubblico con un simpatico video sui suoi canali social. Mezz'ala mancina, ottima tecnica. Già nel giro della nazionale maggiore croata. Ventiquattrenne ma con discreta esperienza nazionale ed internazionale con i Girondini di Bordeaux. Ottimo ricambio per Luis Alberto o Milinkovic, vista la sua propensione offensiva. Filip Kostic: no, non è arrivato come è noto a chiunque abbia assistito alla frizzante giornata di chiusura del mercato ma, in pieno stile Boris, rappresenta la linea comica del mercato estivo. Perchè? Semplice, la Lazio aveva già l'accordo con il giocatore. L'Eintracht di Francoforte, però, non voleva farlo partire ed allora, stando alle ricostruzioni uscite nella giornata odierna, avrebbe fornito un indirizzo email non verificato a cui è perventua l'offerta economica della Lazio. Ramandami, agente anche di Sarri, accortosi del misfatto ha presentato lo screenshot al ragazzo che, dopo essersi sentito dire che nessuna offerta era stata presentata, ha reagito disertando allenamenti e partita di Bundesliga. Con queste premesse, nonostante un serrato batti e ribatti, la trattativa non è andata in porto. Ma l'esterno è arrivato: Mattia Zaccagni. Ala offensiva del Verona, tecnicamente validissimo che viene da due ottime stagioni sotto la guida di Juric, il che lo rende molto adatto allo stile sarriano;

- Mercato che si può giudicare come molto buono ma non ottimale e questo perché si sarebbe necessitato di un difensore centrale, visti il cambio a quattro nel modulo, i frequenti acciacchi e viste le carte d'identità dei titolari. Le partenze, a dir la verità, non pesano molto ma, anzi, hanno alleggerito da alcune presenze inutili nella rosa. Savic, Alberto, Immobile etc sono tutti ancora saldamente in squadra. Una nota triste e malinconica è stata la partenza di Felipe Caicedo. Giocatore formidabile, uomo d'area e dai gol pesanti. La Zona Cesarini è, ormai, di diritto la Zona Caicedo visti i ripetuti gol tra il 90' e il 95' che lo stesso ha realizzato negli utlimi due anni. Mancherà, davvero.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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