, 12 Settembre 2021

Considerazioni sparse sul mercato del Bologna


Cambiare molto per non cambiare niente.


- Il campionato 2020/2021 ha restituito l'immagine di un Bologna perso in un limbo tutto suo: a livello tattico, con una squadra sbilanciata e scelte tecniche estreme; a livello di rosa, inadeguata nel reparto offensivo e da svecchiare; a livello dirigenziale, con Saputo che ormai da tempo ha chiuso il rubinetto della liquidità. Come contraltare, nelle sue giornate migliori, il Bologna è una squadra giovane e ambiziosa, capace di giocare un calcio moderno e godibile e di lanciare giovani prospetti tra i più interessanti della Serie A. Per uscire da questa ambiguità, il DS Bigon, affiancato dal solito Walter Sabatini, ha deciso di andare all-in, intervenendo in maniera pesante sulla rosa;

- Il mantra, soprattutto nei primi giorni di mercato, è stato quello del ringiovanimento della squadra. Sono stati lasciati andare giocatori che già da tempo avevano perso qualsiasi stimolo. E' partito il 37enne Danilo, un difensore ormai non più in grado di difendere conn lucidità in transizione. E' partito il 33enne Poli, un centrocampista di rottura, ma ormai di vecchio stampo, con davvero poco peso in area di rigore. Infine è partito Rodrigo Palacio, tanto essenziale nei suoi movimenti senza palla, quanto inaffidabile in fase realizzativa. In parallelo è stato accompagnato alla porta anche Angelo da Costa, così come Paolo Faragò, due giocatori non più rientranti nei piani di Mihajlovic;

- Con un ritardo di almeno 3 anni sul programma, il Bologna è riuscito a trovare un centravanti, almeno sulla carta, degno di questo nome. Marko Arnautovic è stato accolto da un atmosfera quasi irreale: fumogeni, striscioni e un entusiasmo più legato al suo carisma che alle sue doti realizzative. Il pesante esborso per lo stipendio dell'austriaco (2,7 milioni di Euro all'anno per 4 anni), ha portato poi ad un mercato in entrata molto conservativo: la difesa è stata rivoluzionata, con la conferma di Soumaoro e l'arrivo di Bonifazi. In attaccato invece è arrivato Sidney Van Hoojidonk, il figlio 20enne di Pierre, reduce da una buona stagione in Eerste Divisie (la Serie B olandese);

- Le mosse degli ultimi giorni sono poi state dettate da necessità di bilancio. Era necessario mettere in conto economico almeno una cessione e la spada di Damocle è caduta alla fine su Takehiro Tomiyasu, ceduto all'Arsenal per 27 milioni di Euro. La telenovela Orsolini si è invece chiusa con un nulla di fatto, vista la grande distanza rimasta tra domanda e offerta, con la Fiorentina non disposta a spendere più di 10 milioni per l'esterno ex Juventus;

- Nel complesso Bigon e Sabatini sono intervenuti finalmente nei ruoli chiave della squadra. La difesa è stata puntellata con due nuovi arrivi (e il recupero di Medel), mentre davanti è arrivata una punta di peso. Il tutto è stato in parte smentito da una cessione dolorosa come quella di Tomiyasu, che dovrà essere coperta da un De Silvestri ormai non più nel fiore degli anni. Come ogni anno Mihajlovic si trova con in mano una patata bollente: una squadra ambigua, che ha le carte in regola per una stagione a ridosso delle grandi, ma che vede dietro l'angolo la possibilità di un altro campionato fallimentare.

  • Studente di economia, classe '93, nato e cresciuto a Rimini. Si avvicina al calcio sin da piccolo, grazie ad un certo Roberto Baggio e ai Mondiali del 2002. Tifoso rossoblù per adozione, dopo aver vissuto per qualche anno a Bologna. Si limita a giocare a calcetto la domenica, data la poca qualità con il pallone tra i piedi, e a seguire qualsiasi campionato visibile in TV. Altre passioni: MLB, sci alpino e la settima arte.

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