
Considerazioni sparse sul mercato della Fiorentina
Acquisti mirati, una buona guida tecnica in panchina e conferme importanti: i viola sono la squadra che hanno la possibilità di fare l’upgrade più grande rispetto alla scorsa stagione.
- Al termine di una stagione deludente per la Fiorentina, l’ambiente viola sembrava saturo e l’addio di Antognoni a inizio estate lasciava presagire a un’altra annata di tensione. Invece, nell’ottica di un mercato al risparmio, si può dire che a Firenze le operazioni effettuate siano state quelle che servivano: Pradé, affiancato da Burdisso, ha agito secondo quelle che erano le necessità più impellenti del mercato e ha saputo sorprendere;
- La mossa più importante è stata sicuramente quella di riuscire a trattenere Vlahovic, resistendo alle sirene di mercato dalla Spagna e dall’Inghilterra. Reparto d’attacco che ha perso Ribery, ma che ha saputo trovare un Nico Gonzalez in più: vedremo se il rendimento giustificherà la spesa record di 27 milioni di euro investiti. A centrocampo quello di Torreira è un vero e proprio colpaccio: un uomo d’ordine e di garra che sembra essere proprio quello che serviva per Italiano. Scelta che sa di bocciatura per Pulgar;
- L’altra conferma che sorprende è quella di Milenkovic: una sua partenza, che a un certo punto del mercato sembrava scontata, avrebbe sicuramente mandato nello sconforto molti dopo l’addio di Capitan Pezzella (quattro anni a Firenze e un legame enorme con la città). Reparto completato con la conferma di Igor e con il ritorno di Nastasic: se dimostrerà integrità fisica potrà essere un innesto sorprendente;
- Risolto anche l’equivoco che andava avanti da anni a Firenze: il terzino destro. L’arrivo di Odriozola è uno di quei colpi che dimostrano la bontà del lavoro della dirigenza e che rimette a posto le gerarchie su quella fascia, complice anche la partenza definitiva di Lirola. Sarà da valutare la linea giovane: quello di Maleh è un profilo da tenere d’occhio, Sottil sembra essere utile all’idea di gioco di Italiano, il giovanissimo Bianco poteva essere la sorpresa ma ora dovrebbe rimontare posizioni per poter giocare;
- Che cosa manca in sostanza? I reparti sembrano essere completi, con la dirigenza che ha accontentato mister Italiano. Castrovilli è rimasto e dovrà dimostrare di che pasta è fatto, convince poco Kokorin come vice-Vlahovic e sarà da vedere Terzic quando Biraghi (perfettamente nella sua dimensione) avrà un raffreddore. Qualcosa dipenderà anche dal rendimento dei "grandi vecchi" Bonaventura e Callejon. Le premesse per classificarsi nella parte sinistra ed alta della classifica ci sono tutte: molto dipenderà dall’attuazione delle idee di Italiano e dalla conferma della vena realizzativa di quel centravanti serbo che potrebbe diventare (o lo è già) uno dei prossimi ‘wannabe’ del calcio europeo.
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