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2 min

- di Andrea Valentini

Considerazioni sparse sul mercato del Cagliari


Se non puoi spendere per rinforzarti, bada a non cedere ed indebolirti.


- Mercato senza infamia e senza lode quello del Cagliari. Il DS Capozucca aveva ampiamente annunciato un’estate di spending review, ed infatti ha portato a termine esclusivamente operazioni in prestito o a titolo gratuito. Aveva però anche paventato cessioni dolorose, quando invece il solo Simeone (abbastanza ai margini dall’arrivo in panchina di Semplici) saluta la Sardegna per approdare al Verona. Cragno, Godìn, Nàndez e João Pedro restano rossoblù e non possono che essere i migliori acquisti;

- Polemiche attorno alla questione Nainggolan. Il belga-indonesiano, accasatosi all’Anversa, fa sapere che da Cagliari si sono rimangiati la parola data, non riportandolo a casa dopo la risoluzione del contratto con l’Inter. Ammesso che sia vero, modi discutibili, operazione ineccepibile: cozzerebbe col regime di austerity dare 2 milioni l’anno ad un Ninja sempre meno decisivo;

- Il Cagliari non è riuscito a concludere affari con società italiane, se non con l’Olbia, club satellite di Serie C. Keita è stato regalato dal Monaco, il Marsiglia offre gentilmente il 70% dello stipendio di Strootman, per due anni. Caceres era svincolato, Grassi fuori rosa al Parma, un po’ come Dalbert all’Inter. Un aspetto passato inosservato ma quantomeno preoccupante per il futuro;

- Venendo all’aspetto tecnico, non è disprezzabile il lavoro del club sardo. Caceres porta esperienza e agonismo ad un reparto difensivo apparso troppo lento e distratto nelle prime due gare. Strootman sostituisce Nainggolan, se non per senso di appartenenza, sicuramente quanto ad esperienza e carisma. Keita farà rifiatare João Pedro e Pavoletti. Dalbert si è già impossessato della corsia mancina. Alternative spendibili Grassi e Bellanova;

- Ora Semplici dovrà gestire una patata bollente: la situazione legata alla permanenza di Nahitan Nàndez. El Léon non è contento per la mancata cessione e, pur rimanendo una delle stelle della rosa, dovrà trovare nella sua professionalità gli stimoli per offrire un rendimento all’altezza. Ad ogni modo, giusto trattenere il ragazzo a Cagliari, a fronte di offerte che oscillavano tra il ridicolo e l’insufficiente.

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Nasce a Cagliari nel 1991, ovvero mentre al potere c’è El Principe Francescoli. Bartender per professione in omaggio a Fábian O’Neill, malato di fútbol per vocazione. Si sfoga su Ultimo Tango a Cagliari, scrive per Sportellate e Il Calcio Latino.

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