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Considerazioni sparse sul mercato del Milan


Una rosa più profonda per evitare il calo della stagione precedente.


- In un mercato segnato dalle difficoltà di quasi tutte le squadre europee a fare acquisti importanti, la prima mossa fatta dal Milan è stata quella di chiudere le operazioni cominciate lo scorso anno: i riscatti di Tomori e Tonali, per quanto onerosi, hanno messo dei paletti importanti nella rosa dei rossoneri che, con la conferma per un altro anno di Zlatan Ibrahimovic e l’arrivo di una sicurezza come Giroud, hanno finalmente sistemato l’atavico problema della punta centrale, almeno per i prossimi nove mesi. Bene anche il prestito biennale di Diaz che, anche se alla fine dovesse essere controriscattato dal Real Madrid, avrebbe comunque dato il suo contributo per un totale di tre stagioni: un tempo tutt’altro che breve, nel frenetico calcio moderno;

- L’ultimo giocatore ad arrivare, a poche ore dal gong, è stato Junior Messias. Un nome che non scalda il cuore dei tifosi, se non per la sua storia: quella di una persona come tante che con tanto impegno e molta gavetta è riuscita a trasformare i propri sogni in realtà alla soglia dei trent’anni. L’ex-Crotone, però, è qualcosa più di una storia da raccontare: in Serie A ha infatti mostrato doti tecniche degne della sua nazionalità di origine, abbinate ad una generosità e umiltà, oltre che a grande duttilità, che potrebbero permettergli di essere la vera sorpresa del mercato e ritagliarsi uno spazio importante nel Milan;

- Di fronte a tanti giocatori arrivati, non si può non parlare di quelli che sono andati via. Le uscite a parametro zero hanno condizionato non poco il lavoro di Maldini e Massara, che sono riusciti a sostituire degnamente Donnarumma con un portiere forte come Maignan, ma si sono anche fatti sfuggire in modo un po’ inaspettato Calhanoglu, la cui perdita in termini economici impatta maggiormente di quella tecnica, il tutto con la potenziale beffa di Kessié sullo sfondo. Qualche rimpianto nei tifosi anche per la perdita di Hauge: un giocatore che ha garantito una grossa plusvalenza immediata, ma che in Germania sta già dimostrando di avere nei piedi goal e assist che avrebbero potuto fare comodo al Milan, anche partendo da destra;

- Conseguentemente a quanto scritto sopra, se dobbiamo andare a cercare un difetto nel lavoro della dirigenza rossonera, questo è il non avere potuto regalare a Pioli il classico giocatore che risolve le partite da solo, nei momenti di difficoltà, facendo la differenza da solo quando il gioco non basta: un po’ quello che fa Chiesa nella Juventus e in nazionale, tanto per capirci. Si era parlato di Corona, Isco e addirittura Bernardo Silva (mai stato credibile), ma alla fine si è sempre andati a sbattere contro il muro delle pretese economiche e la squadra manterrà il suo assetto con la fascia sinistra più offensiva e quella destra più generosa;

- Nel complesso si può quindi parlare di una squadra sicuramente rinforzata e completa in tutti i reparti rispetto alla scorsa stagione, nonostante non siano arrivati quei campioni che qualcuno, forse troppo ottimisticamente, sperava. Pioli ha a disposizione una rosa completa e con alternative di livello in ogni reparto, che gli permetterà di affrontare le tre competizioni senza paura di trovarsi con la coperta corta e magari di ripetere il buon piazzamento in Serie A della scorsa stagione. Ciliegina sulla torta potrebbe essere Adlì, comprato per essere parcheggiato per un altro anno al Bordeaux, col compito di crescere e farsi trovare pronto il prossimo anno.

  • Matteo Tencaioli. Classe 1980, da sempre diviso tra la professione di programmatore e l'amore per il giornalismo. Ama parlare di sport, in particolare di calcio e tennis. Conteso tra lavoro e famiglia, suo più grande amore, fa a sportellate tutti i giorni con il sonno per trovare il tempo di coltivare anche le proprie passioni.

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