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3 min

- di Lorenzo Tognacci

Considerazioni sparse post Gp Olanda


Il titanico Trono di Spade Mercedes inizia a scricchiolare sotto le fiammate alate Oranje.


- L’Olanda è un paese in cui la cultura motoristica è principalmente legata all’intrattenimento: la sua storia non è composta da celebri scuderie o piloti, è composta da grande passione e da questa pista quasi mitologica. Pironi, Prost, Lauda e Arnoux sono i nomi che compaiono nella lista degli ultimi vincitori e per quanto ricordare la storia di questo sport sia bello è allo stesso tempo problematico. La versione aggiornata di Zandvoort è corta e stretta, per macchine grandi e veloci, più che di traffico e di insidie in questo caso parliamo proprio di complicazioni fisiche e di spazio nel disputare una gara agguerrita. Le due paraboliche sono sempre emozionanti da vedere, ma è scontato come il grosso del divertimento si veda nelle qualifiche e come la gara sia un braccio di ferro tra muretti;

- La storia olandese non è legata a celebri piloti, fino a oggi. Max entra in casa da figliol prodigo e governa l’asfalto nella massima libertà, il tifo è caldo, il sangue si colora di arancione e tutta questa pressione si scaglia con violentissima armonia fumogena su Toto e compagni. Lewis ci prova con i denti in qualifica ma Max è intoccabile, Toto ci prova con giochi di carte elaborati in gara ma sballa già al primo giro di mani. Più passano i giri più traspare la confusione Mercedes, che culmina nel secondo pit-stop di Lewis, rientrato nel traffico totale ed esplode fragoroso con l’imprevisto giro veloce di Bottas. Il Trono Mercedes scricchiola, Max ha ormai completato la sua trasformazione in demone arancione, aspettiamo con ansia il prossimo scontro in campo aperto a Monza;

- La gara scivola veloce con Verstappen che carica la fionda e parte a velocità sonica, Mercedes in inseguimento e un discreto quantitativo di casino nel retro, con Alonso che gioca qualche sorpasso alla Matrix e due sportellate che onorano la storia del circuito. La vera gara la fa Perez (grazie a una macchina evidentemente superiore), che riesce a muoversi rapido e veloce dal fondo fino alla top ten seguendo linee impegnative, e un Gasly che silenzioso stampa un quarto posto intonso. A questo associamo due menzioni d’onore: la prima va ovviamente a Giovinazzi, che con le ultime voci di mercato sembra essersi motivato e porta prestazioni importanti, se non fosse per l’ormai incredibile sfortuna che lo affligge. La seconda è per Tsunoda, a cui ci rivolgiamo direttamente in seconda persona singolare: o ti dai una regolata o è meglio se lasci il sedile a qualcun altro, allo stato attuale sei inadeguato e le tue lamentele via radio sembrano quelle di un bambino viziato più che quelle di un pilota dedito al proprio sport;

-Lasciamo Zandvoort totalmente impassibili: bello, divertente, belle qualifiche, nice bankings, bel tifo, una sfilata. Una sfilata abbastanza inutile, purtroppo. Zandvoort è bellissima e immagino tutta la gioia dei tifosi olandesi di riavere il GP in casa ma la pista è oggettivamente inadeguata per ospitare una gara con queste macchine. Dopo l'incredibile circo di Spa diciamo che avremmo preferito una gara diversa per riprenderci dal torpore piovoso del Belgio;

-Come detto, il prossimo appuntamento è nel Tempio. Il Campionato è apertissimo e gli animi sono caldi, a parte le due Haas che disputano un campionato di giro dell'oca professionistico la stagione è su di giri. Da chi si gioca un mondiale a chi lotta per il sedile, ci asciughiamo le lacrime versate per Iceman e torniamo con il naso sull'asfalto.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Rimini, 23/09/1994. Laureato in Comunicazione Pubblicitaria allo IED di Milano, freelance e multiforme. All’anagrafe porta il nome di Ayrton e la Formula 1 è appuntamento immancabile del weekend, a cui associa un passato da tennista sgangherato e anni di stadio a Cesena. Incallito e vorticoso consumatore di vinili e di cinema.

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