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3 min

- di Matteo Cardia

Ihattaren, presente della Samp e futuro della Juve


Un mancino estroso per il presente della Samp e per il futuro della Juventus. Mohamed Ihattaren ha tutte le potenzialità per diventare una giovane sorpresa di questa Serie A.


“Sono un giocatore tecnico, con un buon tiro e un buon passo palla al piede. E vedo il gioco, vedo le cose velocemente”.

La descrizione migliore del nuovo giocatore della Sampdoria, via Juventus, non poteva che darla proprio lui, Mohamed Ihattaren. Nato nella città del Cigno, Utrecht, il 12 febbraio 2002, il non ancora ventenne è certo delle sue qualità e nonostante le difficoltà della Serie A ha tutte le potenzialità per diventare uno dei protagonisti nella Doria di D’Aversa.

Precoce

Mancino fatato, fantasia e capacità di unire i reparti. Il profilo di Ihattaren rispecchia quello tipico di un trequartista: un giocatore che dà brio alla squadra in costruzione, una carta dall’alto valore nella fase di finalizzazione. Ad Eindhoven, nel sud dei Paesi Bassi, l’hanno capito sin da subito che certi colpi fossero questione naturale. Una caratteristica che non capita tutti i giorni e per questo a vestire la maglia del PSV dei grandi il giovane di origine marocchina ci è arrivato presto. Prima con il 52, poi con il 24 sulle spalle, Ihattaren è diventato il giocatore con più presenze con la maglia del PSV prima del compimento dei diciotto anni: 31 partite in Eredivisie, 2 in Coppa d’Olanda e 9 in Europa League, per superare un record che resisteva da 57 anni.

Non l’unico e non il record più importante: perché a 17 anni e 303 giorni il trequartista è diventato il più giovane marcatore in competizioni europee per i biancorossi, battendo sul tempo niente di meno che il leggendario Ronaldo il Fenomeno.

L’ultima stagione doveva essere quella della consacrazione, anche per via del 10 sulle spalle. Il Covid, la morte del padre e alcuni problemi disciplinari – ammiccamenti agli eterni rivali dell’Ajax compresi – hanno fatto scendere il suo rendimento, fino a portare a una rottura con il club in quest'estate, quando dopo aver dato forfait per problemi fisici per il match di qualificazione alla Champions League è partito per Nizza insieme al suo agente, Mino Raiola.

La Juventus, sfruttando anche i canali preferenziali con lo stesso agente e la contemporaneità dell'affare Kean, ha deciso nonostante tutto di puntare su di lui per il futuro e lo ha lasciato a Genova, sponda blucerchiata, per maturare e cominciare a testarsi con un campionato di diversa caratura rispetto a quello olandese lasciato alle spalle dopo 74 presenze, condite da 10 gol e 11 assist.

Piede sinistro più che educato

Nel 4-2-3-1 schierato nelle prime giornate da D’Aversa, Ihattaren potrebbe subito trovare collocazione nel tridente a supporto della prima punta. Al suo fianco avrebbe un altro talento cristallino come quello di Mikkel Damsgaard, chiamato a confermarsi dopo un’ottima prima stagione in Italia e un Europeo che l’ha fatto conoscere al grande pubblico. Altra soluzione potrebbe essere quella di mettere il classe 2002 sulla destra, per sfruttare al meglio il suo passo e le capacità balistiche spendibili quando rientra sul mancino. Rientrare da destra verso sinistra, appunto, è una delle azioni preferite di Ihattaren, nonostante la capacità di svariare su tutto il fronte d’attacco. Nella parte iniziale del video si può capire il perché.

In un campionato in cui spesso si tende a mettere più in evidenza la tattica che la tecnica, la capacità di Ihattaren di saltare l’uomo e la sua qualità nello stretto possono portare acqua al povero mulino dei fantasisti, rimasti orfani di giocatori come De Paul che alzavano il livello qualitativo del gioco. A Genova, dopo Gullit, un altro Orange proverà a lasciare il suo segno a suo modo nella storia blucerchiata.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Sardo, classe 96. Studente di Relazioni Internazionali, allergico a molte cose e aspirante giornalista. Lo sport è stato il mio primo amore.

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