
La nascita dei Giochi Paralimpici
La storia di Ludwig Guttmann, il medico ebreo tedesco che organizzò le prime paralimpiadi.
Ludwig Guttmann, l'inventore delle paralimpiadi nasce il 3 luglio 1899 a Tost, in Germania (ora Toszek, Polonia), da una famiglia di ebrei ortodossi tedeschi. Nel 1917, mentre lavora come volontario in un ospedale per minatori di carbone, incontra un paziente affetto da una lesione spinale che lo ha costretto alla paraplegia. A quel tempo, la paraplegia era considerata sostanzialmente una condanna a morte e, sebbene purtroppo questo si rivelò vero per il giovane minatore, il suo caso rimane impresso nella memoria di Guttmann e ha un ruolo decisivo per la sua formazione e per il futuro di milioni di altri paraplegici.
Infatti, circa un anno dopo da quell'esperienza di volontariato, il giovane Guttmann decide di iscriversi a medicina. Trasferitosi per studio a Friburgo, diventa membro di una confraternita ebraica che promuove l'attività fisica e lo sport come strumenti di lotta contro la diffusione dell'antisemitismo nelle università e, dopo essersi laureato, si specializza in neurochirurgia iniziando a praticare all’ospedale universitario di Breslavia, l’attuale Wroklaw (Polonia), oltre a tenere lezioni agli studenti dei primi anni. Allievo brillante, professore emergente e chirurgo capace, Guttmann sta intraprendendo la strada per diventare un medico conosciuto e stimato in tutto il paese.
Poco più tardi, come purtroppo sappiamo, un enorme e apparentemente insormontabile ostacolo ne blocca il cammino: nel 1933 Hitler sale al potere e, soltanto due anni dopo, la Germania approva le famigerate leggi di Norimberga, che tra le altre disposizioni antisemite proibiscono agli ebrei di praticare la professione medica. Guttmann, così, viene brutalmente espulso dal suo incarico universitario, licenziato dal suo lavoro ospedaliero e privato del suo titolo di dottore. Viene assegnato a lavorare nell'ospedale ebraico della città.
Tre anni di propaganda e repressione antisemita più tardi, si arriva al momento più tragico - fino a quel momento, per gli ebrei di Germania: la cosiddetta Notte dei Cristalli: «Il 9 novembre ho preso la mia macchina e sono andato alla sinagoga», ricordò in seguito. «Tutto era circondato da centinaia di persone, la struttura era in fiamme, le SS che giocavano a calcio con i nostri libri di preghiere. Rimasi lì e mi resi conto che le mie lacrime stavano scorrendo copiose. Ma questo mi rese determinato ad aiutare le persone perseguitate». Quella sera, sessantaquattro persone arrivarono all'ospedale dove lavorava in cerca di rifugio dal pogrom e dalla Gestapo. Guttmann li ammise tutti. La mattina dopo fu chiamato in ospedale dalle SS e lui, sebbene impaurito, si presentò: «Sono andato all'ospedale e c'erano tre ufficiali delle seduti lì. ‘Ieri avete internato sessantaquattro persone. Come può spiegarmelo?' Discussi di ogni caso e, inventandomi ogni diagnosi, delle sessantaquattro persone ne ho salvate sessanta».

Nonostante il suo coraggio, ben presto si rende conto che lui e la sua famiglia non sono più al sicuro in Germania. Nel 1939, le vie di fuga si stanno rapidamente chiudendo - persino Israele chiudeva la porta in faccia agli ebrei in fuga - ma Guttmann non era un ebreo qualsiasi. Era un rinomato medico specializzato, la cui bravura era riconosciuta anche dai peggiori antisemiti. Nel tardo inverno di quell'anno il governo nazista gli restituisce temporaneamente il passaporto, ordinandogli di andare in Portogallo per curare un amico di Salazar - dittatore fascista locale e ideatore dell'Estado Novo, che resterà al potere fino alla morte, nel 1970.
Ludwig Guttmann, che certo non era uno sprovveduto ma che, anzi, probabilmente attendeva soltanto l’opportunità per lasciare il paese, non ci pensa due volte e domanda di poter essere accompagnato dalla famiglia. Così, insieme a moglie e figli, si imbarca in nave ad Amburgo direzione Lisbona, dove effettivamente visita e consiglia l’amico del dittatore. Sulla via del ritorno, però, durante uno scalo in Inghilterra riesce ad allontanarsi dalla nave insieme alla famiglia, a prendere contatto con il Council for Assisting Refugee Academics e a trovare con il loro appoggio una sistemazione e un lavoro da medico. Il 14 marzo 1939, la famiglia si sistema ufficialmente a Oxford e sei anni più tardi, nel 1945, i Guttmann diventano ufficialmente cittadini britannici.
In Inghilterra, finalmente, può tornare a dedicarsi alla ricerca neurologica e proseguire la sua ricerca sulle lesioni spinali, da una posizione di prestigio, infatti l'Università gli permette di istituire e dirigere un centro riabilitativo a dir poco pioneristico: il Centro per le lesioni spinali presso l'ospedale di Stoke Mandeville. Per capire l'innovazione, basti pensare che si trattava della prima unità ospedaliera specialistica specialistica per le lesioni spinali nell'intero Regno Unito e che è ancora attivo e importantissimo. Per capirne l'importanza, invece, si guardi al fatto che Stoke Mandeville è il luogo in cui Guttmann comincia il primo percorso di trattamento e riabilitazione per i pazienti tetraplegici e paraplegici.
A quel tempo, il tasso di mortalità dei pazienti paralizzati era ancora incredibilmente alto, non tanto per le paralisi, ma a causa delle infezioni causate dalle piaghe da decubito. La risposta di Guttmann a questo problema è tanto semplice quanto efficace: ogni due ore i pazienti devono essere girati su un fianco per prevenire le piaghe. Per quanto possa sembrare stupida, quest’accortezza ha immediatamente salvato migliaia di vite. Il passo successivo è stata la creazione di programmi di riabilitazione volti a ricostruire l’autostima dei pazienti paraplegici: «Mi venne in mente che sarebbe stata una grave omissione non includere lo sport nella riabilitazione dei disabili» raccontò. «Questo probabilmente è stato una delle migliori idee che abbia mai avuto».
Il 29 luglio 1948, i primi Giochi di Stoke Mandeville hanno inizio, in contemporanea con le Olimpiadi estive di Londra. La prima edizione consisteva principalmente in gare di tiro con l’arco tra veterani della seconda guerra mondiale costretti in sedia a rotelle. L'evento si tenne ogni estate e lentamente cominciò a diffondersi la notizia, tanto che nel 1952 una squadra di militari olandesi paraplegici si recò in Inghilterra per sfidare gli arcieri britannici, creando così i primi Giochi internazionali di Stoke Mandeville.
Nel 1960, per la prima volta, i Giochi Internazionali di Stoke Mandeville vennero accolti da una sede olimpica, Roma, grazie soprattutto ad Antonio Maglio - direttore del neocostituito Centro Paraplegici "Villa Marina" ad Ostia che dal '56 portava i suoi pazienti ai Giochi di Guttmann - nella splendida cornice dello stadio Tre Fontane. e quest’edizione oggi viene riconosciuta come l’inaugurazione vera e propria dei Giochi Paralimpici, o paralimpiadi. L'evento di Roma vide la partecipazione di 400 atleti in rappresentanza di 23 paesi, con una serie di disabilità molto diverse ed ebbe un grande successo. Così dal 1960 in poi, i Giochi di Stoke Mendeville divennero le Paralimpiadi e, proprio come le Olimpiadi, presero cadenza quadriennale. I primi Giochi invernali furono introdotti nel 1976.
La rapidissima crescita comunque presentò numerosi problemi. Nel 1968, per esempio, la città che ospitava i Giochi Olimpici - Città del Messico - rifiutò di ospitare anche le paralimpiadi che, grazie ad un accordo tra Guttmann e il governo israeliano, si tennero a Ramat Gan, vicino a Tel Aviv. Il 4 novembre di quell'anno, una folla di quasi 10.000 persone assistette alle cerimonie di apertura allo stadio dell'Università Ebraica di Gerusalemme. Di nuovo, le Paralimpiadi si trovarono costrette a cambiare sede nel 1980 quando l'Unione Sovietica ritirò la propria ospitalità dichiarando che non esistevano disabili in tutta l'Unione Sovietica.
Oltre al suo lavoro a Stoke Mandeville e con i Giochi Paralimpici, Guttmann fondò l'International Medical Society of Paraplegia (ora International Spinal Cord Society), di cui fu presidente fino al 1970, e la British Sports Association for the Disabled (ora La Federazione inglese dello sport per disabili). È stato anche un membro di lunga data dell'Associazione per i rifugiati ebrei. Per tutto ciò che ha realizzato nel campo della neurologia e per la comunità dei disabili, Guttmann è stato nominato Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico e cavaliere dalla regina Elisabetta II nel 1966. Ludwig Guttmann è morto il 18 marzo 1980, ma la sua eredità continua a vivere nell’ospedale da lui fondato, nella battaglia contro l’antisemitismo e, soprattutto, nei Giochi Paralimpici.
Questo articolo è uscito in anteprima su Catenaccio, la newsletter di Sportellate su sport, cultura e società. Puoi riceverla gratuitamente iscrivendoti qui: https://catenaccio.substack.com/
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