
Considerazioni sparse sul ritorno di Moise Kean alla Juventus
Alla conquista di Massimiliano Allegri e della maglia bianconera.
- Moise Kean alla Juventus è il classico grande amore che non finisce, fa giri immensi e poi ritorna: una di quelle operazioni che piacevano tanto a Galliani ai tempi del Milan, insomma. Un amore sbocciato tutt’altro che per caso, dato che il ragazzo arrivò a soli dieci anni nel settore giovanile bianconero, ma ritrovato quasi per disperazione e con la mediazione di Mino Raiola dopo la “fuga per la vittoria” di CR7, arrivata nelle ultimissime battute di mercato;
- Cosa non avesse funzionato di preciso nella prima esperienza del “classe 2000” alla Juventus non ci è dato saperlo. Il prestito al Verona nel 2017 sembrava avere restituito a Massimiliano Allegri un giocatore già pronto per sbocciare definitivamente in Serie A, ma nonostante l’ottima media-reti (praticamente una ogni due partite) fu impiegato con poca costanza dal suo allenatore nella stagione successiva, al termine della quale fu venduto all’Everton a titolo definitivo;
- Riguardo Kean si è parlato spesso di un temperamento non proprio da professionista e un carattere particolare, al punto da spingere le malelingue a fare un paragone pesante con Mario Balotelli, col quale però sembra onestamente avere in comune soltanto il colore della pelle. L’unico fatto reale resta l’esclusione dall’ultimo Europeo da parte di Mancini a causa dello scarso impegno nel primo tempo dell’amichevole contro San Marino, ma se lo stesso CT ha già deciso di richiamarlo alla sua corte, dopotutto, un motivo ci sarà;
- Il motivo si può trovare senza grandi problemi nell’ultima stagione disputata in prestito secco al PSG, durante la quale è riuscito a farsi spazio in una rosa piena di campioni, soprattutto nel reparto offensivo, diventando anche il più giovane calciatore italiano di sempre a segnare in Champions alla sua prima presenza da titolare. Un’annata che aveva convinto persino Ancelotti a trattenerlo all’Everton, se quest’ultimo non fosse stato a sua volta richiamato sulla panchina del Real Madrid;
- Ce la farà Kean a togliersi la nomea di eterna promessa e guadagnare sul campo quella di “Wonderkid striker” che nel 2018 gli aveva permesso di entrare nell’omonima lista sul videogioco-Bibbia Football Manager? Molto dipenderà da lui, ma anche dallo stesso Allegri: questa volta l’allenatore dovrà avere il coraggio di dargli molto più spazio almeno in campionato, considerando anche i limiti ormai ben definiti di Morata, permettendogli di sbagliare il giusto e di crescere, per conquistarsi una volta per tutte le maglia bianconera.
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