, 2 Settembre 2021

Considerazioni sparse post Italia-Bulgaria (1-1)


Un bel sogno termina sempre con un brutto risveglio.


- Il vestito delle grandi occasioni indosso, il capello ben pettinato e l'aria di chi vuole conquistare il mondo. L'Italia che ritrova il pubblico di Firenze dopo il suo sogno estivo è uno studente popolare che va al primo ballo scolastico. Nei primi 30 minuti pare che nulla possa andare per il verso sbagliato, poi il gol della Bulgaria somiglia molto a un due di picche preso dalla ragazza con cui ci si era immaginati una notte di passione e l'Italia, ferita più nell'orgoglio che nella tecnica, scopre che la vita da Campioni d'Europa sa essere anche faticosa.

- Dall'11 luglio 2021 in avanti l'Italia non deve più commettere l'errore di catalogare una partita come "facile" oppure di pensare che avversari più deboli tecnicamente finiranno con il battersi da soli. Lo scalpo dei Campioni d'Europa è un boccone prestigioso anche per chi nell'ecosistema Nazionali è abituato a fare la preda. La Bulgaria lo dimostra molto bene, colpendo nell'unica occasione disponibile e parcheggiando un paio di pullman davanti alla porta per il resto della gara.

- Sul piano della mole di gioco prodotta la partita dell'Italia è tutt'altro che da buttare via, specialmente per essere un'esibizione settembrina. A mancare completamente sono stati la freddezza e la lucidità di scegliere la giocata giusta negli ultimi 20 metri e tradurla dal punto di vista tecnico. La pantomima con il sosia dell'attaccante della Lazio Ciro Immobile schierato come centravanti della Nazionale avrà fatto sorridere qualcuno durante l'Europeo, ma ora avrebbe anche stufato. Come dite? Quello è il vero Immobile? No dai...

- Sul piano dei singoli le prestazioni di Jorginho e Chiesa spiccano su quelle di tutti i compagni di squadra, con il regista del Chelsea che è migliorato in maniera spaventosa anche nel gioco lungo. Bocciato su tutta la linea e con tanto di inginocchiamento sui ceci Alessandro Florenzi, così come convince poco la prestazione di Acerbi (non sarebbe meglio provare a mettere fiducia nelle gambe di Bastoni?). Verratti accende e spegne la luce, ma a questa Nazionale serve continuità.

- Non vogliamo e non dobbiamo arrivare secondi nel girone. Questo sia chiaro a tutti. I ricordi di Italia-Svezia sono ancora troppo freschi e per altro le situazioni negli altri gironi si stanno evolvendo in maniera piuttosto sgradevole. Prendiamo questo passo falso, analizziamolo e ripetiamoci ossessivamente il mantra "il destino è ancora nelle nostre mani". A partire dalla sfida in casa della Svizzera di domenica, che si trasforma in una partita da vincere a tutti i costi. A luglio abbiamo buttato fuori di casa l'armadio con dentro i nostri scheletri, ora dobbiamo far sì che questi non rientrino dalla finestra.

  • Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

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