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3 min

- di Antonio Mazzolli

Considerazioni sparse sull’addio di Cristiano Ronaldo alla Juventus


Impossibile in questo caso fare considerazioni che siano solo bianco o solo nero, ma partiamo da due punti fermi: 1) siamo stati fortunati a vedere nel nostro campionato uno dei migliori giocatori di sempre; 2) il portoghese non è riuscito a portare a termine gli obiettivi per i quali era arrivato alla Juventus.


- Quando nel 2018 Cristiano Ronaldo è arrivato nel nostro campionato per 100 milioni di euro non ci sembrava vero: “un extraterrestre che viene a giocare in Serie A”, dicevano tutti. Eppure per tanti motivi le premesse secondo le quali Cristiano Ronaldo avrebbe quantomeno portato una Champions League nella bacheca della Juventus non sono state rispettate. A prescindere dai pro e dai contro dell’operazione che allontana CR7 da Torino, dobbiamo fissare un punto fermo che sta sopra a tutto: essersi goduti un campione del genere in Serie A, anche se non nel momento clou della carriera, è stata una fortuna che non dobbiamo sottovalutare. Il campionato italiano ha perso in un solo anno tre campioni assoluti: lui, più degli altri;

- L’addio di Ronaldo alla Juventus non deve essere né una grande gioia né un cataclisma assoluto per il tifoso bianconero. Dovunque vada, Ronaldo lascia un’impronta insostituibile, in termini di gol, assist, voglia di vincere (a proposito, sono 101 gol in 134 presenze, un’enormità) e a prescindere da chi arriverà sarà impossibile sostituirlo appieno nell’immediato. Dall’altra parte, la Juventus potrà cominciare a pensare a una ricostruzione che già da tempo andava fatta: si libera di un grande peso economico e si può rimettere al centro del villaggio Dybala, che adesso dovrà dimostrare di che pasta è fatto. La Juventus avrà uno sviluppo di gioco migliore ora che Ronaldo non sarà più un accentratore? Non lo sappiamo, ma a nostro modo di vedere il bilanciamento della squadra potrà giovarne nel lungo termine, anche grazie all’inserimento di giovani più malleabili ed al servizio del mister;

- Inutile girarci intorno: a livello di trofei Cristiano Ronaldo ha fallito alla Juventus. L’assalto alla tanto agognata Champions League è stato fallito in maniera evidente. Sì, sono arrivati due campionati, due Supercoppe Italiane e una Coppa Italia, ma difficile dire se senza di lui la Juventus li avrebbe vinti ugualmente. Certo è invece che i bianconeri si aspettavano tutt’altro impatto in campo europeo. Le eliminazioni contro Ajax, Lione e Porto sono il chiaro esempio che è stata una storia nata con le migliori premesse, ma finita nel peggiore dei modi. Fin dove arrivino le colpe di Ronaldo è difficile da stabilire. Sicuramente la confusione all’interno della dirigenza bianconera ha inciso tanto: sono stati cambiati tre allenatori in tre anni e non c’è stata capacità di mettere al servizio di un campione del genere una rosa competitiva per tentare l’assalto alla Coppa dalle grandi orecchie. E Cristiano, abituato a Benzema-Casemiro-Modric-Kroos, con il passare del tempo ne ha sempre di più risentito;

- Ciò che veramente farà storcere il naso sono le tempistiche con le quali ha manifestato la voglia di non proseguire con la maglia bianconera: in un calcio del genere in cui gli equilibri emotivi sono molto fragili e ci si dimentica del percorso per fissarsi solo sulla fine di un rapporto, un professionista perfezionista come lui poteva gestire le modalità di trasferimento in modo diverso. Un segnale alla società poteva essere dato prima, invece che sul gong della fine del calciomercato. Quello che crediamo è che anche il trasferimento di Messi abbia smosso qualcosa dentro al portoghese, sempre in cerca di nuovi stimoli per competere ai massimi livelli e contro l’avversario di sempre;

- Quello che è stato evidente in questi tre anni bianconeri è che, a parte il primo anno dove attorno al giocatore c’era una giusta magia, l’amalgama con la squadra e con il paese non è stata trovata. Ci sono state delle partite in cui il portoghese giocava in modo irritante e non mancheranno certo ai tifosi bianconeri tutte le punizioni affidate a lui e le bizze per le sostituzioni. Altre partite invece sembrava giocasse più per i record personali che per i suoi compagni. Tutto poi si cancellava quando la squadra si trovava in difficoltà e Ronaldo finiva per togliere le castagne dal fuoco, andando a rinviare tutte quelle critiche che il tifoso poteva muovergli. Adesso che se ne va, non possiamo non pensare che averlo avuto in Italia sia stato un grandissimo onore - sia per chi ce lo aveva in squadra, sia per chi lo affrontava come avversario - ma che sotto sotto per la Juventus sia meglio così.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato nel 1997 nella provincia toscana e laureato in Scienze della Comunicazione a Siena. Innamorato del calcio grazie alla partita del Torneo di Viareggio che si giocava una volta all'anno nel mio paese e alle VHS con le sfide della Juventus per intero. Tifoso dei bianconeri, dell'Hockey Follonica (squadra della mia città) e della vecchia Montepaschi Siena. Mi emoziona qualsiasi tipo di impresa sportiva e cerco di scoprire prima il lato umano e poi agonistico dei protagonisti nel mondo dello sport. In attesa di ricominciare a studiare, osservo, memorizzo e prendo appunti.

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