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, , 27 Agosto 2021

Considerazioni sparse post sorteggio dei gironi di Europa League


È una nuova Europa League, che segue il principio del "less is more" e, con meno partecipanti, aumenta il tasso qualitativo. Il sorteggio ci ha tenuto a metterlo bene in chiaro alle italiane.


- L'Europa League quest'anno cambia veste: 32 squadre suddivise in otto gironi, scimmiottando la sorella maggiore. Varrà il principio del "less is more" o sarà il solito cambiamento di gattopardesca memoria? A vedere i risultati delle urne di Istanbul sembra che, almeno stavolta, l'Uefa abbia fatto centro;

- Chi paga il conto di questa spinta verso la qualità sono i club italiani, questa volta davvero sfortunatissimi: al Napoli tocca l'osticissimo Leicester (viene quasi da chiedersi che ci faccia lì e non fra le teste di serie) e la sempre insidiosa trasferta moscovita in casa dello Spartak. Mostra invece benevolenza la quarta urna, che sceglie per il Napoli il più abbordabile Legia Varsavia;

- Nessuna pietà, invece, per la Lazio: se fino alla terza urna i percorsi delle due squadre erano speculari (Lokomotiv Mosca e Olympique Marsiglia, la più temibile della terza fascia insieme alla Real Sociedad), ai biancocelesti tocca anche il mai domo Galatasaray. Un girone che sugli spalti (sperando siano pieni) darà certamente spettacolo, ma che sul campo darà certo filo da torcere alla truppa di Sarri;

- Italiane a parte, ruba l'occhio il girone B: Monaco, PSV, Real Sociedad e Sturm Graz sono quattro squadre che ai nastri di partenza se la giocano alla pari (con solo gli austriaci un passetto indietro). Da non sottovalutare anche i gironi A (Lione, Rangers, Sparta Praga e Brondby) e G (Leverkusen, Celtic, Betis e Ferencvaros), ricchi di tradizione calcistica e mete meravigliose. Due gruppi che sarebbe bellissimo seguire di persona, viaggiando di città in città: anche questo è parte del fascino dell'Europa League;

- Finalmente un'edizione in cui, per la prima volta, la classifica finale assume un peso specifico mai avuto prima (solo la prima di ogni gruppo accederà direttamente agli ottavi, le seconde dovranno staccare il pass sfidando le "retrocesse" dalla Champions; in coda solo le quarte usciranno definitivamente di scena, mentre le terze "retrocederanno" nella neonata Conference League). Se a questo ci aggiungiamo gironi qualitativamente di buonissimo livello - che nulla hanno da invidiare al gruppo del Lille in Champions - possiamo dire di essere di fronte a un vero e proprio Rinascimento della seconda competizione europea. Entusiasmi troppo frettolosi? Può darsi, ma le premesse, per la prima volta, fanno davvero ben sperare.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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