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- di Redazione Sportellate

I 10 giocatori da non acquistare all'asta del Fantacalcio


Torna un nostro grande classico, scritto apposta per coloro in procinto di preparare l’asta del fantacalcio e per coloro che amano rinfacciare i pronostici sbagliati.


Piccolo e ormai solito disclaimer: come ogni anno, la nostra lista non contiene i vari Cambiaso, Bereszynski, Hristov e via discorrendo verso il peggio del peggio della Serie A. Sono nomi azzardati, nomi che nelle vostre aste con alta probabilità andranno via a cifre considerevoli. 

Quello che vogliamo provare a fare è aiutarvi ad evitare i trappoloni, o magari il fatidico “flop dell’anno”, spauracchio demoniaco del fantallenatore. Quindi se ci volete bene evitate questi nomi. Se invece ci volete davvero tanto bene, prendeteli solo per lo sfizio di dimostrarci di avere avuto torto.

Bando alle ciance, iniziamo.

1. Matteo Pessina
(di Alessandro Ginelli)

Se nel corso dell’estate 2021 un cittadino italiano si fosse messo in testa di costruire razzi con un paio di stuzzicadenti e i resti di un forno a microonde, nel giro di qualche mese avrebbe certamente fatto concorrenza alla NASA. 

C’è poco da discutere: siamo reduci da una delle estati più azzurre di sempre. Un paio di mesi vissuti con un costante 130 di battito cardiaco, in cui abbiamo prima accompagnato visivamente e vocalmente un gruppo di ragazzi fantastico e il suo condottiero alla vittoria del secondo Campionato Europeo della nostra gloriosa storia calcistica e successivamente abbiamo riscoperto con grande piacere nella cornice dei Giochi Olimpici di Tokyo che alcuni uomini e donne con il tricolore sul petto sanno ancora essere i migliori al mondo in cose come la navigazione, il ciclismo e gli sport di combattimento, ma soprattutto che possono essere italiani i ragazzi che saltano più in alto e che corrono più veloci di tutti, anche se questo non l’avremmo mai nemmeno lontanamente immaginato.
Come si traduce un’euforia del genere in un contesto più tradizionalistico e squisitamente italiano, come può essere un’asta del Fantacalcio? E in particolare in un articolo come questo qui? 

Beh, il dato di fatto che emerge negli sguardi compiaciuti che ci si scambia tra connazionali nelle principali mete turistiche all’estero è che l’entusiasmo è ancora smodato. Questo moto di orgoglio nazional-popolare potrebbe facilmente traslarsi nella testa di parecchi Fantallenatori in una iper-valutazione dei talenti italiani, con un occhio di riguardo agli eroi di Wembley. 

Nel consigliare attenzione a non strapagare giocatori comunque validissimi come Federico Chiesa, Lorenzo Insigne o Leonardo Bonucci, vorrei porre l’attenzione su un calciatore in particolare, ovvero quel Matteo Pessina che ci ha fatto letteralmente uscire di testa con il suo gol e la sua esultanza nel match di ottavi di finale contro l’Austria. 
Pessina ha chiuso la sua prima splendida stagione nell’Atalanta di Gasperini con 28 presenze, 2 gol e una crescita costante dal punto di vista del rendimento. Il dato numerico ci mette di fronte al fatto che il centrocampista originario di Monza ha segnato nel corso dell’Europeo lo stesso numero di gol che è stato in grado di realizzare nel corso di un’intera stagione in maglia nerazzurra. Dove sta la verità? Pessina è davvero pronto a esplodere dal punto di vista realizzativo, diventando un centrocampista da 8-10 gol a stagione oppure utilizzerà questa seconda stagione per consolidare il suo status di giocatore iper-funzionale, ma con poca attitudine al bonus pesante? 

Secondo noi è più probabile la seconda, con Gasperini che potrebbe addirittura arretrarne il raggio di azione nel corso della stagione, togliendolo dalla trequarti e proponendolo sulla linea mediana. Pessina resta dunque un ottimo giocatore per il Fantacalcio (e un giocatore ancora migliore per il calcio italiano in generale), ma visto il prezzo a cui ci si potrebbe dover spingere per inserirlo nella propria squadra, lo consideriamo quasi una trappola in questo 2021/22.

EPA/Justin Tallis / POOL

2. Tammy Abraham
(di Antonio Mazzolli)

Tammy (nome bellissimo) proviene da una stagione agrodolce al Chelsea: è campione d'Europa ma di fatto ha visto il campo solo nella prima parte di stagione con Lampard. 

Ecco qui di seguito alcune motivazioni che vi porteranno a non spendere metà del vostro budget per lui. Primo motivo: la cabala. Non si ricordano giocatori inglesi che abbiano lasciato un segno così evidente nel campionato italiano, anche con nomi più altisonanti dell'ex centravanti del Chelsea. In Italia contano più tecnica e sapienza tattica rispetto all'esuberanza fisica: non sono regole fisse, ma la differenza tra i campionati è evidente. Secondo motivo: l'ambientamento e la pressione. Arrivare come numero 9 erede di Dzeko non è facile. Imporsi poi nella capitale, una piazza che chiede il 101% e con enormi aspettative su fenomeni (o giocatori in passato spacciati come tali: Iturbe chi?), è ancora più difficile, in più con sulle spalle una valutazione monstre di 45 milioni. L'investimento per questo giovane ragazzo collima con il fatto che nelle idee della società debba essere lui il titolare e in genere quando ci sono così tante aspettative a Roma per un calciatore, difficilmente vengono rispettate. A meno che non sia qualcuno che abbia veramente le spalle grosse: a 23/24 anni starà a lui dimostrarlo e smentirci. Terzo motivo: Mourinho. È uno che chiede tantissimo ai suoi attaccanti anche in fase di ripiegamento. Questo potrebbe portarlo spesso ad essere poco lucido in fase realizzativa. In più, avere tante soluzioni in quella zona di campo, potrebbe costringere il tecnico portoghese a optare per scelte differenti se all'inizio le cose non andassero benissimo. 

L'esordio è stato promettente, ma andateci coi piedi di piombo. Mi raccomando.

3. Frank Kessié
(di Matteo Tencaioli)

Quando mi è stato chiesto di scegliere un giocatore da sconsigliare per l’asta del Fantacalcio, ormai quasi un mese fa, nella mia testa è balenato subito il nome di Franck Kessié. Una scelta coraggiosa, apparentemente, dato che l’infallibile rigorista rossonero lo scorso anno mise a segno ben tredici reti, di cui undici dal dischetto, piazzandosi con semplicità tra i migliori del suo ruolo in campionato.

Dato il suo infortunio recente, che non consentirà di vederlo nemmeno in campo prima della sosta, non è difficile immaginare che qualche fantallenatore abbia già deciso di tenerlo come asso nascosto nella manica, ma siamo sicuri che sarebbe veramente la scelta migliore? Proviamo a ragionarci su.

Innanzitutto ci sarà da tenere in considerazione il costo molto alto: se fino all’anno scorso era considerato un buon centrocampista, con una media voto incoraggiante, ma anche molti cartellini, dopo l’exploit dell’ultima stagione è indicato da tutte le guide come un centrocampista “TOP” e, di conseguenza, non si potrà più pensare di acquistarlo come sorpresa ad un prezzo abbordabile. Oltre a questo, c’è da tenere conto della quasi certa convocazione in Coppa d’Africa con la sua Costa d’Avorio, alla quale difficilmente il Milan si opporrà, trattandosi di un giocatore in piena trattativa per il rinnovo di contratto in scadenza. Per questo motivo, c’è il rischio che il centrocampista perda fino ad un mese di campionato a gennaio, momento già storicamente delicato per le squadre di Pioli e che al suo ritorno possa pagare in termini di condizione fisica. Questo potrebbe costringere il suo allenatore a farlo rifiatare più dello scorso anno, magari per risparmiarlo in vista dei match europei, nel caso i rossoneri proseguano il loro cammino dopo i gironi.

Ultimo fattore, ma non per importanza, è il numero di calci di rigore che si ritroverà a battere. Senza entrare nel merito delle sterili polemiche sul numero di rigori assegnati lo scorso anno al Milan, è abbastanza evidente che si sia trattata di un’eccezione statistica difficilmente ripetibile e non è detto, inoltre, che quest’anno sua maestà Zlatan Ibrahimovic non voglia cimentarsi nuovamente nel tiro dagli undici metri, andando a togliere ulteriori chances di rete all’ivoriano.

Alla luce di tutto questo, siete ancora sicuri di puntare su Kessié per il vostro centrocampo? Io no.

4. Hakan Chalanoglu
(di Federico De Blasi
)

Sconsigliare l’acquisto di Calhanoglu dopo l’esordio scoppiettante col Genoa con tanto di 12 in pagella condito da gol e assist è quantomeno azzardato, ma qualcuno doveva pur farlo.

Se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, è altrettanto vero che si tratta di calcio d’agosto e la differenza tra il Trofeo Birra Moretti e la Serie A è molto sottile. L’Inter di quest’anno è squadra decisamente meno scarsa di quello che sembra dopo le cessioni illustri; il telaio della grande squadra per ora resiste e Inzaghi, senza troppe pressioni derivanti da un mercato poco roboante ed una rosa comunque ampia (cosa che gli mancava alla Lazio) può togliersi grandi soddisfazioni. Ciò non toglie che momenti di difficoltà arriveranno e media e tifosi saranno pronti a scagliarsi contro Zhang in primis e giocatori in un secondo momento. Perché allora tra tutti sconsigliare Calhanoglu? Perché al turco manca un po’ di verve, di competitività, quella cazzimma (perdonate il termine) necessaria per uscire dai momenti di difficoltà prima psicologicamente che tecnicamente. Per non dimenticare le pressioni che una città come Milano riserverà al primo passaggio sbagliato a un giocatore che passa da una sponda all’altra dei Navigli.

Oltre a questo, Calha si deve adattare a un modulo completamente nuovo in un ruolo che non ha mai ricoperto prima. Ad Inzaghi è già riuscito l’esperimento con Luis Alberto che, pur abbassando il baricentro e il raggio d’azione, è risultato comunque un giocatore molto efficace. A Calhanoglu però, a ritmi non ferragostani, manca il tempo della mezzala e il senso della posizione in fase di non possesso. Immagino quindi che se la barca Inter dovesse cominciare a traballare, Calhanoglu sarà uno dei primi a naufragare e ad essere, alle volte anche ingiustamente, martoriato dai pagellisti.

Sì, l'esordio è stato da leccarsi i baffi, ma non durerà. Fidatevi.

5. Cristiano Ronaldo
(di Marco Maso)

C’è poco da dire: Cristiano Ronaldo non è più la macchina di una volta. Nonostante venga da due stagioni da 29 e 31 reti in Serie A (in 33 presenze) le incognite sul portoghese sono ai massimi storici. E non c'era bisogno della panchina di Udine a dimostrarlo.

Oltre alla condizione fisica non al top, certificata dal finale della scorsa stagione e dall’Europeo, le preoccupazioni maggiori vertono sul ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus. L’allenatore livornese, come ha già fatto in passato, gestirà in modo più oculato CR7 e punterà a valorizzare Morata e Dybala (con cui il feeling negli scorsi anni è stato quasi sempre buono). Inoltre, il cinque volte pallone d’oro ha fatto registrare i suoi record negativi da quando è in Italia proprio giocando per Allegri, andando a referto "soltanto" 31 volte (e mancando match sulla carta molto favorevoli fantacalcisticamente) e segnando il minor numero di reti nei tre anni di Serie A (21).

Se c’è un anno in cui non ha senso investire 150/200 crediti (su 500) su Cristiano, è sicuramente questo.

6. Marko Arnautovic
(di Alberto Faini)

L'arrivo di Marko Arnautovic, che torna come figliol prodigo dopo una prima scialba esperienza in Serie A a 20 anni, sulla carta va a coprire una delle più grandi lacune della rosa del Bologna. Da almeno due anni Sinisa Mihajlovic chiede un centravanti, per rilanciare le aspettative di una piazza ormai disillusa e cristallizzata nella mediocrità. L'entusiasmo con cui è stato accolto il centravanti viennese è frutto del suo carisma quasi messianico, piuttosto che delle pure e semplici capacità realizzative. Dopotutto parliamo di un attaccante di 32 anni che anche nei migliori anni in Inghilterra al West Ham non ha mai superato gli 11 gol in campionato. Come detto sul carisma, come visto anche all'Europeo, ci sono pochi dubbi. A livello realizzativo, e quindi di fantacalcio, il discorso è invece molto più complesso.

A livello tattico Arnautovic si inserisce come perno centrale di un 4-2-3-1 dominato dalla presenza di due ali di possesso (Barrow e Orsolini) e di un trequartista d'inserimento (Soriano). Sia Orsolini che Barrow sono accentratori di gioco, che vivono per avere il pallone tra i piedi. Allo stesso modo sembra difficile che dopo l'exploit della scorsa stagione (9 gol) a Soriano possa venire richiesta una minor presenza in area. Non sembra la condizione ideale per un altro accentratore come Arnautovic che potrebbe trovarsi penalizzato in fase realizzativa, magari overperformando a livello di assist. 

La forbice tra successo e fallimento di Marko Arnautovic sembra davvero molto ampia, anche per questioni caratteriali. Allo stesso tempo parliamo del centravanti titolare di una squadra con velleità da medio-alta classifica, che difficilmente andrà via a cifre basse in fase d'asta. Come terzo o quarto attaccante Arnautovic rimane un'aggiunta in di tutto rispetto. Se invece volete puntare su di lui come perno del reparto offensivo della vostra rosa, semplicemente il gioco non sembra valere la candela.

7. Zlatan Ibrahimovic
(di Andrea Ravasi)

Riparte il campionato e riparte il fantacalcio. Quest’anno tra gli addi di Lukaku, Hakimi, Donnarumma e compagnia cantante, i giocatori iconici da comprare sono notevolmente diminuiti. Uno di questi è sicuramente Ibrahimovic. Lo svedese arriva da una buona stagione in rossonero dove ha segnato molto e giocato meno. Ottime statistiche quindi?

Sulla carta sì, ma in chiave fantacalcistica questo non è un buon punto di partenza. Avere come punta di diamante della propria squadra un giocatore che non ti garantisce la metà delle partite della stagione non è un buona cosa, soprattutto se quel giocatore è Ibra che tende a costare parecchio anche in termini di "fanta budget".

Inoltre, la stagione non è ancora iniziata e il numero 11 rossonero ha già accusato i primi problemi fisici che si porta dalla stagione precedente e che congiunti all’età potrebbero costringere lo svedese a passare ancora più tempo in infermeria che in campo. Aggiungiamoci che quest’anno è stato preso anche Giroud e quindi Ibra non ha più il posto garantito e potrebbe anche molto spesso subentrare, ed è facile rendersi conto che se l’anno scorso lo svedese era giustamente da fascia top, quest’anno scala nelle gerarchie fino ad arrivare ad essere un buon complemento per il vostro attacco fantacalcistico. Un’idea potrebbe essere acquistarlo con il numero 9 rossonero ma occhio che l’alternanza spesso non paga. 

8. Alvaro Morata
(di Fausto Nardone
)

Nel campionato di serie A 2020/2021 Alvaro Morata ha messo a referto 11 gol e 7 assist in 32 presenze: nonostante abbia fatto registrare la sua miglior stagione in bianconero per contributi al gol, i numeri con cui lo spagnolo si presenta ai nastri di partenza della nuova stagione non sono per niente confortanti. Il numero 9 della Juventus è il perfetto ritratto della discontinuità, acerrima nemica dei fantallenatori, oltre ad essere ancora reputato, ormai alla soglia dei 29 anni, un talento inesploso.

Non sono questi, però, gli unici fattori da considerare nel valutare l’acquisto di Morata in sede d’asta. Innanzitutto, il classe ‘92 non è stato - in passato - e non sarà - in futuro - il perno inamovibile dell’attacco bianconero: infatti, se Ronaldo sembra ancora godere di quello status di primadonna che si è ritagliato in questi tre anni a Torino, è invece Dybala ad aver scalato le gerarchie, complice soprattutto il mai nascosto gradimento di mister Allegri, il quale, oltre ad avergli conferito i gradi di vice-capitano, ha già dichiarato più volte di voler puntare le sue fiches sull’argentino nella prossima stagione (“Paulo è un giocatore da 25 gol, calcia le punizioni, è un valore aggiunto. L’ho lasciato ragazzo, l’ho ritrovato uomo”). Inoltre, restando pur sempre Morata un attaccante di una grande squadra, il rischio è quello di invischiarsi in un asta che porti a spendere più fantamilioni di quanti realmente ne valga (ricordiamo anche che il buon Alvaro non è il rigorista designato della Juventus): alla stessa cifra conviene più saggiamente investire su titolari inamovibili di squadre meno blasonate (Arnautovic o Belotti) o sulle immortali certezze del fantacalcio (Quagliarella o Joao Pedro).

Arrivati a questo punto siete ancora convinti di voler acquistare lo spagnolo? Chiosiamo allora con un piccolo dato statistico. Morata ha totalizzato 32 presenze nello scorso campionato di serie A: il bonus è arrivato solo in 12 partite (media voto 6.91), mentre nelle restanti 20 uscite è rimasto a secco (media voto 5.47). Morale della favola: Morata o porta bonus o porta l’insufficienza, nessuna via di mezzo.

Altra variabile: i tantissimi gol segnati in fuorigioco. Veramente siete disposti ad esultare per un'intera stagione a vuoto?

9. Lorenzo Insigne
(di Daniele Bettini)

Il campionato 2020-2021 e’ stata la miglior stagione per colui che ormai è soprannominato “o tir a gir”. 19 gol e 6 assist con Gattuso alla guida del Napoli in una stagione non positiva per il club partenopeo. Ma lo sappiamo, ripetersi è molto difficile. Napoli è una piazza pazza, dove non c’è gestione della comunicazione interna ne’ di quella esterna e dove troppo spesso il Presidente pensa a se stesso e non al bene della squadra.

Se dovessimo guardare la stagione passata e il rendimento all’Europeo, probabilmente consiglieremmo a qualsiasi fanta allenatore di comprare Lorenzo Insigne. Quotazione di 35 fanta milioni, probabilmente ne serviranno il doppio per acquistarlo e rubarlo ai concorrenti.

Ma noi andiamo contro ciò che sembra scontato. Insigne ci sembra resti a Napoli non veramente convinto del progetto. I rapporti con il Presidente Aurelio De Laurentis sono al limite della sopportazione. Luciano Spalletti stravede per lui ma sappiamo che è un allenatore che non tollera certi comportamenti e/o certe dichiarazioni per cui temiamo che possa finire spesso in panchina. 10 gol, 7 assist. Questa è la nostra previsione per la stagione 2021-2022 di Insigne, un rendimento che non vale l’investimento ipotizzato di 60/70 fanta milioni.

Anche se il mercato chiude tra una settimana, tutto può succedere e allora se per caso Insigne dovesse prendere la via del Nord, sponda Milano nerazzurra, le nostre previsioni potrebbero cambiare.
Stay tuned.

10. Olivier Giroud
(di Matteo Briolini)

Attenzione, caro fantallenatore, a non farti ingannare dalla caratura internazionale e dal palmares di Olivier Giroud, campione europeo e mondiale, un lusso che in pochi possono permettersi. Tutti questi aspetti aumentano il prestigio del nome e con esso, parallelamente, il prezzo all’asta, specie in un campionato depauperato di alcuni dei suoi pezzi pregiati - Lukaku su tutti - capaci di portare bonus.

In un contesto di simile carenza offensiva, un profilo come quello dell’ex Chelsea corrisponde pienamente all’identikit dell’attaccante da top team, che ogni fanta squadra vorrebbe avere per portarsi stabilmente in vetta alla classifica.

Tuttavia le caratteristiche della punta francese non lo rendono adatto al fantacalcio.

Infatti per lui il vizio del gol tende a scemare di tanto in tanto come dimostrano le 73 marcature in quasi 200 presenze con l’Arsenal in 6 anni di militanza, dal 2012 al 2018. Anche la rassegna russa, che lo ha visto laurearsi campione nelle vesti di punta titolare, ne è una riprova poiché non ha realizzato alcuna rete.

Nel Milan stento a credere che potrà essere titolare fisso a fare reparto in solitaria, per la presenza di Ibra e del neo acquisto Pellegri, che insidierà ancor di più la presenza dell’ex Montpellier nell’XI iniziale. Le trentacinque candeline, da spegnere il prossimo 30 settembre, sono un ulteriore indice della elevata rotazione di cui si renderà protagonista il reparto avanzato rossonero nel corso della stagione, visto anche l’impegno, non trascurabile della Champions League. La possibilità, prospettata dallo stesso Giroud, di coesistere con lo svedese è  ancor di più un rischio: in tali condizioni infatti, sarebbe lui a dover agevolare i gol dell’ex Psg, mettendosi al suo servizio.  

Occhio poi a non farsi ingannare dalla bellezza abbacinante di alcuni suoi gol, come quello all’Atletico Madrid dell’anno scorso: valgono comunque + 3 nonostante la spettacolarità. Il neo acquisto rossonero infatti è capace di segnare gol pesanti, spesso bellissimi, quando le partite contano, come un grande 9 dovrebbe fare, peccando però nella continuità delle marcature, aspetto assolutamente primario nell’universo fantacalcistico.

Ah, dimenticavo: se sei scaramantico sappi che ha scelto la maglia numero 9, che così poca fortuna ha portato ai successori di Pippo Inzaghi e che in questo caso ti basterà per virare su altre punte in sede d’asta.

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