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, 22 Agosto 2021

Considerazioni sparse post Napoli-Venezia (2-0)


Vittoria Napoli che allontana almeno per un po' le preoccupazioni di questa estate. Venezia rimandato: qualche idea c'è, ma mancano coraggio e, soprattutto, materie prime.


- È un buon inizio per il Napoli, nonostante le circostanze sembravano indirizzare il tutto in maniera diversa. Giocare la prima di campionato, quando le gambe sono ancora pesanti e i muscoli rispondono ancora con fatica, in inferiorità numerica per tre quarti non è semplice. Gli azzurri però si calano nella parte, soffrono ma la spuntano;

- Difficile, viste le premesse, farci un'idea del Napoli che ha in mente Spalletti. Una squadra che cerca di coinvolgere parecchio la sua prima punta, che vuole farla venire incontro a giocare con gli altri ma anche il primo a indirizzare il pressing: Osimhen per 20 minuti e Insigne poi si calano bene nella parte;

- Insigne si prende la scena: chiamato a una prova di spessore, risponde presente svariando su tutto il fronte offensivo, rifinendo e suggerendo per i compagni. Dimostra un carattere d'acciaio quando, dopo il primo tragico errore, si ripresenta dal dischetto, eseguendo un gesto tecnico di precisione assoluta;

- Al Venezia vanno date tutte le attenuanti del caso, fra assenze di uomini importanti e la giusta emozione per una gara che i lagunari aspettavano da quasi un ventennio: tuttavia l'aver giocato gran parte del tempo in superiorità numerica senza osare nulla o quasi davanti non è certo un bel biglietto da visita. Manca qualcosa davanti, qualcosa che il volenteroso Forte non può offrire;

- Pronti via e il Napoli esordisce in questo campionato con una vittoria convincente: dopo le perplessità di questa lunghissima estate, specialmente sotto il profilo dei mancati arrivi e le querelle rinnovi, è un segnale incoraggiante. Si spera di una definitiva distensione.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie. Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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Un estratto dell'articolo su Maurizio Zamparini che trovate nel nostro magazine.
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