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3 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post Torino-Atalanta (1-2)


Vince Gasperini, ma il Torino di Juric, pur uscendo sconfitto dall'Olimpico, ha dimostrato organizzazione e idee. Il pareggio sarebbe stato addirittura stretto ai granata, poi ci ha pensato Piccoli al 92' a portare i primi 3 punti del campionato in direzione Bergamo.


- Allievo contro maestro, Juric contro Gasperini. Anche quest'anno, si ripete la più classica delle sfide tra due degli allenatori più simili del nostro campionato. A spuntarla è stato il più "anziano" dei due ma fino a 3 minuti dal fischio finale la vittoria ai punti sarebbe dovuta andare al Torino;

- L'intensità l'ha fatta da padrona, ed è proprio il Torino è sembrata la più in palla delle due squadre. La differenza l'hanno fatta la composizione della rosa e la disattenzione finale del trio di difesa granata. In buona sostanza, risultato bugiardo. A far gol, però, ci ha pensato Piccoli, un ragazzo classe 2001 che, dopo un anno in provincia a Spezia, vuole prendersi palcoscenici importanti;

Roberto Piccoli, autore del definitivo 1-2.

- Muriel, che giocatore sei? Pronti via, dopo 6 miunuti il colombiano mette in mostra tutto il repertorio: stop da manuale con il destro, si prende l'interno del campo saltando due giocatori con il sinistro e lasciando andare un missile all'incrocio proprio con il piede debole. Un gol da cineteca che conferma, a chi ancora avesse qualche dubbio, che Luis Muriel non ha intenzione di smettere di segnare;

Luis Muriel affrontato da Bremer durante Torino-Atalanta (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

- I titolari mancano e si vede: senza nulla togliere a Pessina, Pasalic e all'attuale Demiral, i titolari designati oggi sono mancati come l'aria a Gasperini. In particolare, negli ultimi 3 anni era successo veramente di rado di dover fare a meno sia di Freuler che di De Roon, la cerniera atalantina di centrocampo. L’azzurro campione d'Europa e il croato hanno caratteristiche e tempi diversi rispetto al duo più collaudato. L'intensità c'è ma le verticalizzazioni sono scarse o poco precise e a risentirne sono soprattutto gli esterni, già schiacciati dal canto loro dai dirimpettai Ola Aina e Singo, rivitalizzati da Juric. Se poi anche Ilicic e Malinovski non sono esattamente in giornata, costruire gioco per l'Atalanta diventa molto complicato;

- Bentornato Gallo. In settimana Juric aveva affermato che avremmo visto il vero Belotti dopo la sosta di settembre. In effetti l'allenatore granata inizialmente preferisce Toni Sanabria al centro dell'attacco e per la verità il paraguaiano si destreggia anche discretamente bene, con Pjaca sembra si parli la stessa lingua là davanti. A fine primo tempo Juric (dalla tribuna perchè squalificato) manda a scaldare il Gallo che farà poi il suo ingresso in campo al minuto 66'. Dopo un'incomprensione iniziale con l'arbitro su chi potesse indossare la fascia di capitano (Mandragora gliel'aveva consegnata ma Chiffi è stato fiscale nel non consentire lo scambio), Belotti comincia a fare a sportellate con tutti, guadagnando falli e campo. Dopo uno scambio col vivacissimo Pjaca al 79', è salito in cattedra, ricevendo il pallone sulla sinistra, accentrandosi e facendo partire un destro che, dopo la deviazione di Maehle diventa imprendibile per Musso. In questo momento particolarissimo per la carriera del numero 9 granata (osannato dalla curva Maratona), questo gol assume contorni romantici. Gallo, ci sei mancato!;

Andrea Belotti sigla in momentaneo 1-1 (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)Belotti

- Le grandi vincono così. Negli anni passati si è sempre rimpoverato all'Atalanta l'incapacità di vincere le partite sporche, quelle da 1-0 pur giocando male. Stasera, invece, la compagine di Gasperini porta a casa 3 punti di vitale importanza, pur essendo ancora soltanto alla prima di campionato. Il numero di parate di Milinkovic (zero) rispetto ai gol fatti (due) rappresentano una faccia (semi)nuova dell'Atalanta. Perchè questo cinismo l'avevamo già visto talvolta l'anno scorso ma le ambizioni (celate) di quest'anno spingono a pensare che l'attitudine a saper vincere soffrendo saranno importanti più di altre stagioni.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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