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Milinkovic-Savic esulta durante Empoli-Lazio 1-3
, 21 Agosto 2021

Considerazioni sparse post Empoli-Lazio (1-3)


La bellezza è imperfezione, ricerca, lavoro, fatica, rabbia. La Lazio di oggi ha iniziato un percorso che sarà complesso e denso di insidie ma che potrà essere di certo bellissimo.

- Attacco agli spazi e pressing alto. La Lazio parte immediatamente libera, troppo. Tanto che, allungatasi per entusiasmo, l'Empoli ne approfitta e, d'improvviso, riporta tutti e tutte sulla terra. Ma non c'è spazio per decantare frustrazione, c'è solo l'immediatezza del pareggio. La furia è senza freni, una Lazio in stile De Niro in Racing Bull non si controlla, sfoga, decide di voler abbattere l'avversario ora e subito. E così fa. Ma l'Empoli non è uno sparring partner e gioca, va veloce, fa tremare un reparto difensivo che non ha ancora compattezza e che non si muove come corpo unico;

- Se la storia è ciclica, è anche beffarda. Sarri ritrova il Castellani da dove nacque la sua storia. Chiudere un ciclo vitale per iniziarne uno nuovo. Giordano Bruno (no, non il n.9 la cui tecnica fece strabuzzare l'occhi tanto a Roma quanto a Napoli) ne sarebbe contento: Sarri sarebbe la concretizzazione del suo pensiero che lo costrinse al rogo da parte dei puritani e degli integralisti. Questo è un errore che non sarà da fare. Che l'entusiasmo non porti rabbia se il maledetto risultato non arrivi. Si aspetti e si goda, passo dopo passo;

- Cambiare il pensiero, rivoluzionare un'idea, rovesciare un sistema necessita di tempo, spazio e volontà. Ma il lampo che ne dá avvio è istantaneo, rapido e improvviso. L'impressione che si è avuta a guardare questa partita è proprio di aver visto la scintilla, il fuoco nelle vene che dà il là al cambiamento. Cinque anni di staticità mentale poteva creare atrofismo ma così non è stato. Sarri parrebbe essere entrato nelle menti e nel sangue di giocatori ormai stanchi e fiacchi di cuore;

- Savic diviene, anno dopo anno, essenziale. Assist, gol, carattere. Determina in ogni modo. Lazzari appare rinato, nonostante debba partire da parecchi metri indietro e, quindi, lavorare il doppio. Tanto che segna, cosa rara per lui. La difesa regge, nonostante un Empoli arrembante e tambureggiante. Immobile pone il sigillo, il primo. Felipe Anderson non lo si era mai visto lucido per 90', lo si considerava uomo da ultimi 20'. Maturo. Luis Alberto dimostra che deve calibrare il pensiero ma non la tecnica. Pedro dà la chiara impressione di non voler essere una ottima riserva o una chiocchia;

- Ottimo l'Empoli che non rinuncia mai a fare gioco, vuole far bene, fa e disfa. La cifra tecnica è naturalmente inferiore ma attraverso il collettivo non lo dà a vedere. Sarà una sicura sorpresa se arriverà ad acquisire contezza della serie nella quale gioca. Andreazzoli, che lo scrivente lega ad un bellissimo ricordo di fine Maggio, è in grado di dare un'impronta certa e forte alla sua squadra. Nonostante la sconfitta verrebbe da dire: buona la prima!


  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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