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, 6 Agosto 2021

Considerazioni sparse sull'eventuale cessione di Lukaku al Chelsea


Sembra una catastrofe e forse lo è davvero, ma dipende dalla prospettiva.


- Per i tifosi è sicuramente una tragedia. Non c'è il minimo dubbio. Come lo spieghi a chi ha il sangue nerazzurro nelle vene, che a due settimane dall'inizio del campionato hai perso il tuo attaccante di riferimento e uomo spogliatoio se ce n'è uno. Simbolo, insieme ad Antonio Conte, dell'Inter scudettata. Un omaccione che con un sorriso ti riempie il cuore. Un tifoso non riesce ad estrapolare niente di positivo dalla vendita di Lukaku. Quello che era il sole per la Milano nerazzurra, si è trasformata in una meteora di passaggio. Poi, a leggere i nomi dei sostituti viene solo voglia di imprecare;

- Dalla prospettiva della società, anzi della proprietà, i pro sono più d'uno: oltre 70 milioni di plusvalenza su un giocatore di ventinove anni, un risparmio che si aggira intorno ai 25 milioni a stagione (tra ammortamento e stipendio lordo). In poche parole, manna dal cielo per il bilancio della Beneamata, che in un sol colpo coniuga contenimento dei costi (in linea con la separazione da Conte e la cessione di Hakimi) e ossigeno finanziario che le permette di risolvere alcune pendenze passate. Certo, andranno poi considerati i costi relativi al rimpiazzo di Lukaku, ma il guadagno dall'operazione è evidente. Resta il fatto che la famiglia Zhang dovrà rendere conto su quello che sarà il destino dell'Inter, perché ad oggi non sembra esserci niente di definito che non sia ridurre i costi e limitare le perdite;

- La prospettiva di Romelu: stando a quanto si legge sui giornali, è lo stesso Lukaku che avrebbe richiesto la cessione, dopo la prima offerta giunta dal Chelsea. Si dice non più convinto dall'attuale progetto tecnico che, guardando alle scelte fatte nei mesi precedenti, rappresenta un netto passo indietro rispetto agli ultimi due anni. La proposta dei Blues appare sontuosa (12 milioni netti a stagione più eventuali bonus). Francamente, difficile biasimarlo all'alba dei trent'anni, a maggior ragione se l'offerta arriva dalla fresca vincitrice della Champions League. Gli fa onore non aver generato un teatrino su un eventuale rinnovo con incremento d'ingaggio, ma la situazione economica in casa Inter non permette sotterfugi;

- La prospettiva del Chelsea: poco da dire. Uno dei pochi difetti della creatura di Tuchel era la mancanza di un attaccante di peso, di un bomberone in grado di garantire almeno venti gol in una stagione. Werner, a parte l'opaca stagione appena trascorsa a Stamford Bridge, non sembra proprio in grado di ricoprire quel ruolo, e Kai Havertz, per quanto straordinario sia, non è un attaccante centrale, non il tipo che sgomita con i difensori avversari. Con Lukaku la rosa sarebbe completa. Poche storie: i Blues diventerebbero, inseme al Manchester City, la grande favorita per la Premier League 2021/2022;

- A Simone Inzaghi l'arduo compito di trovare una soluzione il più presto possibile per sopperire ai gol e, soprattutto, alla mole di gioco che l'attaccante di Anversa era in grado di generare. Oltre all'impatto emotivo che potrebbe avere sul gruppo la mancanza del belga. Se già l'Inter appariva fortemente ridimensionata dopo Conte ed Hakimi, ed una campagna acquisti fin qui quasi nulla, con l'eventuale cessione di Big Rom ad un battito di ciglia dall'inizio della Serie A tra i più pessimisti sorgono dubbi anche sulla qualificazione alla Champions League. Quella sì sarebbe una vera catastrofe.


  • Nato a Caltanissetta, classe ’94. Laureato in Economia Aziendale con un’ambiziosa ed utopistica tesi su una proposta d’introduzione del salary cap nel calcio europeo. Attualmente studente magistrale in Strategia, Management e Controllo. Nel frattempo, prova a scrivere di calcio e pallacanestro, visto che di pennellare come van Hooijdonk e tirare come Klay Thompson non se ne parla proprio. Sogna una conversazione a tavolino con Sarri, Bielsa e Popovich, meglio se accompagnata da una bottiglia di buon vino.

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