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- di Redazione Sportellate

Diario olimpico: giorno 9


Un breve diario olimpico aggiornato giorno dopo giorno dalla nostra redazione, senza la pretesa di improvvisarci esperti di sport che conosciamo poco ma con l’intenzione di raccontare la passione che ci muove nel seguire da casa la manifestazione sportiva più bella del mondo.


1 agosto 2021

E' stato un primo agosto che dovrebbe diventare festa nazionale. Quello che è successo infatti dalle 14.35 alle 15.00 di oggi pomeriggio, è stato un qualcosa che non si era mai visto nella storia delle nostre Olimpiadi e probabilmente mai più si vedrà. Marcell Jacobs ha semplicemente volato siglando un insensato tempo di 9 secondi e 80 centesimi e succedendo ad un certo Usain Bolt; Gianmarco Tamberi si è andato a prendere l’oro sognato tutte le notti per cinque anni in compagnia di un amico, Mutaz Barshim, che pronunciando quel "can we have two golds?" ha dato il via ad uno dei siparietti sportivi più teneri di tutti i tempi.

La storia dell'atletica italiana è stata completamente riscritta. Siamo onesti: la spedizione azzurra fino a questa domenica sembrava una buona spedizione, piena di tanti atleti validi e competitivi, ma come già sottolineavamo ieri nel nostro diario, probabilmente con pochi fuoriclasse in grado di portare portare a casa il massimo risultato. Ecco, oggi i fuoriclasse scesi in pista sono stati ben due. Quello che hanno fatto Jacobs e Tambieri ha una portata epocale, e proprio per ciò non potevamo esimerci dallo scrivere le nostre considerazioni sparse sul pomeriggio più incredibile nella storia della nostra atletica. Vi consigliamo di recuperarle cliccando qui.

Piccola osservazione extra: in manco due mesi abbiamo vinto l'Europeo di calcio, siamo tornati competitivi nel basket e stracompetitivi nel tennis, abbiamo scoperto di avere l'uomo più veloce del mondo e quello che salta più in alto. E ci sarebbe pure l'Eurovision. Ogni volta che accendiamo la TV, l'Italia vince qualcosa. Era un qualcosa di sinceramente impronosticabile, ma che abbiamo l'obbligo di goderci a fondo. Non è detto duri.

E' successo anche altro? Sì è successo anche altro ed è giusto renderne conto. Ceccon, Martinenghi, Burdisso e Miressi hanno conquistato uno splendido bronzo nella 4x100 mista maschile siglando il nuovo record italiano e chiudendo nel migliore dei modi l'ultima gara di nuoto di Tokyo 2020; l'Italvolley al maschile ha vinto in scioltezza contro la mediocre selezione venezuelana nell'ultima partita del girone; Luminosa Bogliolo ha centrato il nuovo record italiano dei 100 metri ostacoli con il tempo di 12''75 nella semifinale; Alexander Zverev ha sconfitto agilmente Karen Khachanov ed è diventato campione olimpico, mentre Tom Daley, che oro olimpico lo è stato, durante la finale femminile del trampolino da 3m è stato più volter ripreso mentre lavorava all'uncinetto siglando il flex definitivo.

E' un'estate sportiva che vorremmo non finisse mai.


31 luglio 2021

Un’altra scorpacciata di medaglie, l’ennesima, che porta il bottino italico a 24 medaglie complessive, solo 4 in meno rispetto a quelle di Rio, con ancora più di metà Olimpiade da vedere. Eppure il medagliere, in maniera beffarda, piange. Siamo quindicesimi, tristemente dietro a Croazia, Repubblica Ceca e Svizzera. E allora inizia ad arrivare il tempo della riflessione: cosa determina davvero il valore di un movimento sportivo nazionale? Il numero di medaglie (siamo settimi al mondo) o il numero di ori? Difficile dare una risposta da definirsi come corretta. Da un lato si pensa che l’oro detiene in sè una certa componente di episodicità e per questo, affidarsi al numero totale garantisce un parametro più veritiero. Eppure l’oro riporta l’eccellenza, il massimo risultato. Forse questa Olimpiade per ora ci sta dicendo che siamo competitivi e lavoriamo bene, ma mancano i fuoriclasse. In ogni caso aspettiamo a sparare sentenze definitive. Abbiamo tempo per recuperare.

Oggi l’oro è stato vicino. Mauro Nespoli è stato ad un passo, la finale nel tiro con l’arco è stata punto a punto. È andata male ma questo ragazzone lombardo di Voghera non smette di farci godere. Terza medaglia olimpica, la seconda d’argento, dopo l’oro di Londra. Un campione.

Sono poi arrivati altri tre bronzi che ci fanno diventare la nazione con più terzi posti a pari merito con l’Australia. Sono tre bronzi importanti e prestigiosi. Il peso specifico maggiore (sperando di non offendere) lo merita quello di Simona Quadarella che resetta la delusione dei 1500 stile libero e sforna una grande prestazione negli 800 stile libero, battuta solo dalla due nuotatrice più forte della sua generazione (forse di sempre) e dalla nuotatrice piú calda del momento. Katie Ledecky e Ariarne Titmus. Una reazione da campionessa che riscatta la grigia olimpiade rosa del nuoto, fin qui un po’ surclassata dai maschietti.

Ci credevamo in Irma Testa perchè conoscendola in questi giorni, lo ammettiamo, ci siamo un po’ innamorati di lei. La sua dolcezza e la sua lucidità di analisi ci ha conquistato, con parole e pensieri mai banali, sempre complessi e profondi. La sconfitta in semifinale contro la campionessa mondiale filippina (non fateci fare copia e incolla per cercare il nome, per favore) non toglie luce alla sua meravigliosa Olimpiade. È un bronzo memorabile, il primo femminile nel pugilato. Una pioniera.

Non lo sapeva forse nessuno a parte gli addetti ai lavori, ma a quanto pare siamo davvero molto forti nel sollevamento pesi. Un’altra medaglia, la terza, arriva da Antonino Pizzolato, un omone barbuto siciliano che pur di provare a raggiungere l’oro ha finito per perdere l’argento con l’ultimo strappo tentato. Va bene così.

Voliamo nel frattempo sia nel basket che nella pallanuoto. I ragazzi di Meo Sacchetti sono ai quarti dopo una vittoria pirotecnica contro la schizofrenica Nigeria. L’obiettivo minimo è stato raggiunto, ora sogniamo. Passeggia invece il Settebello contro il modesto Giappone. Adesso inizia la seconda settimana e vogliamo divertirci.

Uno che oggi si è sicuramente divertito è Marcell Jacobs. Italiani, popolo di navigatori, di santi, di poeti ma decisamente non di velocisti. Marcell, padre statutinense e madre veneta, puó ribaltare la nostra tradizione storica. Se prima di oggi ritenevamo il raggiungimento della finale 100 metri come una medaglia, oggi siamo autorizzati a sognare un po’. Il 9.94 ci ha fatto sobbalzare dalla sedia. Record italiano, secondo tempo assoluto nelle batterie, decimo tempo assoluto della stagione. Urca. 

Ci siamo divertiti anche noi dal divano a sentire disquisire quel mostro sacro di Franco Bragagna, un uomo che farà per sempre rima con Olimpiade. La partenza dell’atletica leggera coincide con il suo ingresso suadente nelle case degli italiani. Coincide con i suoi giochi di parole, con la sua conoscenza storico-geografica senza pari, con la sua enciclopedia su ogni atleta olimpico esistente ed esistito, il tutto accompagnato da una voce da crooner inconfondibile. Ci eri mancato Franco, e all’idea che tra una settimana ci separeremo di nuovo, ci manchi già.


30 luglio 2021

Non un grande venerdì per noi italiani, tutt'altro. La prima settimana olimpica si chiude con tanti rimpianti per la spedizione azzurra, in una giornata a cinque cerchi di per sé poco attraente.

Partiamo dall'unica grande gioia. Il ruolo di principale protagonista lo interpreta la ventiquattrenne Lucilla Boari, che si è piazzata in terza posizione nella gara di tiro con l’arco femminile diventando la prima donna azzurra a ottenere un podio olimpico nella disciplina. Sono emozioni che rimarranno indescrivibili per l'arciera classe 1997 che nella finale per il bronzo ha sconfitto magistralmente la statunitense Brown. Ora speriamo che diventi celebre per la sue innate doti all'arco, non perché ha ringraziato la sua fidanzata, nonché collega, Sanne de Laat per averla aiutata nel percorso che le ha permesso di scrivere un piccolo (grande) pezzo di storia.

Stop, per il resto ci potremmo fermare, poiché l'Italia oggi ha preso un solo metallo, Le note dolenti sono giunte dalla canoa slalom maschile nel K1 di De Gennaro, dal nuoto nei 200 dorso femminili, con la Panziera - campionessa europea in carica - che non ha staccato il pass per la finale e viene da chiederci se debba abbattere uno scoglio psicologico, e dalla scherma nella prova a squadre maschile di spada, uscita ai quarti con la Russia. Piccole (grandi delusioni) del venerdì, ma ci sono anche luci vivide. Tra le speranze in ottica futura troviamo il gigantesco Gregorio Paltrinieri, che dopo l'incredibile argento negli 800 stile libero di ieri, oggi ha staccato il pass per la finale dei 1500 metri con il terzo tempo migliore, e crediamo si sia tenuto per il gran finale. Ottime notizie anche dalla 4x100 mista femminile capitanata da Federica Pellegrini e che accede alla finale con record italiano. Pure la 4x100 mista maschile di Ceccon. Martinenghi, Burdisso e Misseri va in finale col miglior tempo. Domenica notte non prendete impegni. Buone nuove dall'Italia di pallavolo maschile che batte l'Iran e avanza ai quarti di finale. Insomma, le premesse per sorridere e incrociare le dita comunque ci sono.

Non ci siamo dimenticati dell'atletica. Oggi si aprivano le porte dell'Olympic Stadium e per l'Italia segnaliamo nel salto in alto un Tamberi in forma che salta 2.28 e che si guadagna la finale di domenica. Exploit pazzesco della giovane trentina Nadia Battocletti che nei 5'000 metri femminile vola in finale. In finale ci saranno anche due siepisti dalle belle speranze. Ahmed Abdelwahed e Ala Zoghlami hanno strappato la finale nei 3000m siepi. Per domani vi diamo un consiglio: sveglia presto che alle 6.40 l'Italbasket si gioca il passaggio del turno con la Nigeria, mentre alle 14.45 l'Italvolley femminile aspetta la Cina. Ricapitolando, dopo una settimana olimpica, per la seconda volta nella storia dopo l’edizione di Sidney 2000 i primi sette giorni di gara hanno portato in dote 20 podi azzurri, senza considerare quello già certo nel pugilato categoria 57 kg di Irma Testa. Ma l’Italia occupa solo la 15esima posizione del medagliere comunamente inteso a causa dei soli due ori, tuttavia è settima per somma di podi conquistati.

Chiudiamo con la grande bomba di giornata: Nole Djokovic ha perso in tre set in semifinale contro Alexander Zverev e vede sfumare il Golden Slam a pochi passi dal traguardo. Forse un'occasione irripetibile, ma diamo a Zverev quel che è di Zverev, con il tedesco che in finale aspetterà Khachanov...chissà cosa avrebbe potuto fare Berrettini.

P.s. per allietare la serata vi consigliamo di gustarvi il punto con cui Daniele Lupo e Paolo Nicolai si sono impossessati del primo set contro la Polonia. Uno spettacolo da palati fini e il punto olimpico di Tokyo nel beach volley. Ah, il duo ha vinto la gara per 2 set a 1 e andrà agli ottavi di finale.


29 luglio 2021

Gregorio Paltrinieri è un campione immenso. Quest'uomo qua, a giugno, poco più di un mese fa, aveva contratto la mononucleosi. Oggi ha vinto una medaglia d'argento alle Olimpiadi sugli 800 metri stile libero. Non ci sono parole.

Grazie a Paltrinieri - ma non solo, e adesso ci arriviamo - è stato un giovedì mattina col sorriso a 32 denti e dorato per noi italiani. Infatti, oltre all'impresa del 26enne di Carpi, è arrivato il secondo oro della nostra spedizione. Oro conquistato al termine di una gara sublime condotta da Federica Cesarini e Valentina Rodini nel canotaggio doppio pesi leggeri femminile. Nella stessa disciplina al maschile, Oppo e Ruta hanno poi preso il bronzo, dimostrando come il canotaggio italiano goda di ottima salute e sia ancora in grado di togliersi le sue soddisfazioni. Da sottolineare nella notte, anche la terza convincente vittoria consecutiva dell'Italvolley al femminile, dove una sontuosa Egonu (17 punti) ed una buona prestazione collettiva sono bastate per sconfiggere l'Argentina. Siamo ufficialmente ai quarti con due partite del girone ancora da giocare e va benissimo così.

Consumato un bel risveglio a base di Nesquik, vittorie e medaglie, sono state poche poi le soddisfazioni di giornata. L'unica riguardante il tricolore azzurro e degna di nota è stata quella toltasi dalla squadra di fioretto femminile, che battendo 45-23 gli Stati Uniti nella finale per il terzo posto, ha conquistato la medaglia di bronzo. E' la quinta medaglia italiana nella scherma a Tokyo, ma per come ci aveva sontuosamente abituato questa disciplina è molto difficile ritenersi soddisfatti.

Azzurri a parte, la notizia del giorno è che la Repubblica di San Marino ha festeggiato la prima medaglia olimpica della sua storia e l'ha fatto grazie al bronzo vinto nel tiro a volo da Alessandra Perilli, 32enne nata a Rimini come tanti della nostra redazione. Immaginiamo la gioia difficilmente quantificabile. Chapeau.

Nel tennis Djokovic disintegra l'idolo di casa Nishikori per 6-2 6-0 e conquista la sua terza semifinale olimpica. Fosse per noi gli si potrebbe direttamente consegnare la medaglia d'oro ed organizzare un triangolare tra Zverev, Carreno Busta e Kachanov per decretare il secondo e terzo posto. Nel torneo femminile invece, la finale sarà tra Bencic e Vondrousova. Passiamo al basket dove consigliamo a tutti gli appassionati di recuperare la bellissima sfida andata in scena alle 13.50 italiane tra Spagna e Argentina. Campazzo è una gioia per gli occhi, ma Ricky Rubio proprio non vale: il playmaker dei Timberwolves si è letteralmente preso il palcoscenico e ha dimostrato per l'ennesima volta che con le regole FIBA sia uno dei giocatori viventi più decisivi al mondo. Ora l'Argentina, sconfitta per 81 a 71 dagli spagnoli, è a rischio eliminazione: deve vincere con il Giappone, ma al momento ha una differenza canestri pessima.

In chiusura, prima di darci appuntamento a domani, un avviso: sabato alle 4.43 del mattino, Federica Pellegrini competerà nuovamente per vincere la sua ultima medaglia olimpica come ultima frazionista della 4x100 mista-mista. Valutate voi se vale la pena mettere la sveglia. Uomo avvisato, mezzo salvato.


28 luglio 2021

È ufficiale. L’Italia di Tokyo è bella, ma non balla. Piovono medaglie giorno dopo giorno; oggi altre tre per arrivare ad un complessivo di quindici medaglie, mai tante dopo appena cinque giorni di gare. Non avevamo peró così pochi ori dopo cinque giorni da Barcellona 1992 (dove eravamo addirittura a zero). Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? Aspettiamo ancora fiduciosi, basterà poco per fare un bel balzo nel medagliere, dove al momento galleggiamo tristi intorno la quindicesima posizione. Il tempo dei bilanci non è ancora arrivato. Attendiamo qualche colpo grosso soprattutto dal tiro, nostro serbatoio dorato a Rio, con quattro ori su otto provenienti da questa disciplina. Oggi è iniziato lo skeet e il nostro Mauro De Filippis è per ora in testa.

Intanto delle tre medaglie di oggi, la più prestigiosa arriva dai ragazzi della sciabola a squadre, fermati solo in finale dallo strapotere coreano, dopo un quarto e una semifinale vinti al cardiopalma. È un bel premio alla carriera di Aldo Montano, un uomo che ha vissuto una vita degna di una serie tv su Canale 5. A 42 anni suonati e a 17 anni da quell’oro di Atene che gli diede la popolarità, arriva la quinta medaglia olimpica da appendere al petto. Giù il cappello per un campione forse meno celebrato di altri, ma da considerare a pieno titolo come uno dei migliori sportivi italiani degli ultimi venti anni.

Altri due sussulti, di bronzo, arrivano dalle acque. Federico Burdisso è un nome che a noi non puó che volgarmente ricordare Nicolas, il difensore arcigno di Roma e Inter. Speriamo che Federico possa superare presto in popolarità l’argentino. Classe 2001 di Pavia, Burdisso ha trovato un prestigioso bronzo nei 200 farfalla, una specialità che profuma di Phelps anche ad anni di distanza. A fine gara non sembrava tanto contento quanto piuttosto sollevato, apparendo come tutto fuorchè un ragazzo di nemmeno vent’anni. “Questa Olimpiade è un po’ strana, faccio fatica ad accorgermi cosa sta succedendo in giro in questo periodo, ho avuto molto stress, non volevo neanche farla questa gara.” La sua medaglia conferma che il nuoto maschile, partito sotto traccia rispetto a quello femminile, sta al momento stravincendo il derby interno. Oggi delusione da parte di Simona Quadarella. Quinto tempo e niente medaglia nei suoi 1500 stile libero. Ci aspettavamo forse qualcosa di più dalla new age del nuoto, ma c’è tempo per rimediare, dalla staffetta fino ovviamente a Parigi.

Tornando alle medaglie, un altro bel bronzo lo portano a casa dal canotaggio i ragazzi del quattro senza, autori di una piccola impresa. Bruno Rosetti, uno dei compenenti del quartetto, è stato trovato positivo al Covid un’ora prima della gara. Bravissimi.

Tra le tante medaglie azzurre di poco sfumate di questi giorni, un rammarico particolare lo merita Pippo Ganna. L’indiscutibile miglior cronoman del mondo è stato evidentemente penalizzato da un percorso balordo, pieno di salite e discese, disegnato probabilmente da qualcuno che non ha idea di cosa sia e di come funzioni una prova a cronometro nel ciclismo. Il quinto posto finale (in ogni caso a pochissima distanza dalla medaglia) non rende onore alla classe del nostro campione piemontese. Peccato, adesso testa alla pista dove potrebbero arrivare comunque soddisfazioni. Ha stravinto la prova Primoz Roglic, e tutto sommato siamo contenti per lui. La sua forza meritava un suggello olimpico.

Sfumano i nostri sogni nel tennis (ma vi avevamo avvertito di non crederci troppo). Camila Giorgi cede ad un’avversaria più forte come Elina Monfils (sarebbe Svitolina, ma ha recentemente chiesto di cambiare nome in seguito alle nozze con il tennista francese Gael). Niente di strano e niente da dire. Camila aveva fatto abbastanza miracoli. Qualche rimpianto più del previsto per Fognini, che cede a Medvedev in una partita pazza, giocata sotto un sole illegale. Il russo rischia quasi di svenire un paio di volte. Fognini lotta e soffre, strappa un set, ma nel terzo capitola secco. Peccato.

Abbiamo nel frattempo già assicurata un’altra medaglia. Irma Testa da Castellamare di Stabia è la prima donna italiana a conquistare una medaglia olimpica nel pugilato, assicurata dal raggiungimento della semifinale nella categoria 57 kg. Non è prevista infatti alcuna finalina. Nei prossimi giorni scopriremo il colore della medaglia. Ci sentiamo fiduciosi.

Giornata agrodolce negli sport di squadra. I ragazzi del basket lottano come leoni ma cedono ad una squadra più forte (di poco) come l’Australia. La partita contro la Nigeria deciderà tutto, senza secondi appelli a disposizione. La pallavolo maschile invece vince e convince contro il Giappone, dopo gli schiaffoni polacchi. Per una medaglia (non d’oro) ci siamo.

Chiudiamo con un’annotazione di pura ignoranza e stupore. Abbiamo assistito alla finale di ginnastica artistica all around uomini, vinta dal giapponese Hashimoto. Pensare che questi ragazzi siano esseri umani come noi ci fa in qualche modo rabbrividire. Quanta bellezza. Evviva le Olimpiadi.


27 Luglio 2021

E' stato un martedì dal risveglio dolcissimo, ma dal proseguo un po' amaro. Ci siamo tutti svegliati stracolmi di gioia e con le lacrime trattenute a fatica nel vedere Federica Pellegrini raggiungere la sua quinta finale olimpica nei 200 stile libero e diventare la prima donna nella storia a poter vantare 5 finali olimpiche nella stessa specialità. A tal proposito, l'appello che ci sentiamo di fare è solo uno: stanotte qualsiasi appassionato di sport DEVE puntare la sveglia alle 3 e 41 (sì, la gara si disputerà alle 3.41 italiane non un minuto prima e non un minuto dopo) per rendere onore ad una delle più grandi atlete della storia italiana. E - in questo caso più di altri - chi se ne frega se non sarà medaglia.

Pellegrini a parte, siamo poi saliti sulle montagne russe. Perché se è vero che l'argento di Giorgia Bordignon (primo podio italiano femminile olimpico nel sollevamento pesi), il bronzo conquistato da Maria Centracchio nella categoria dei 63 kg del Judo e quello vinto da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Federica Isola e Alberta Santuccio nella spada, sono risultati eccezionali, le medaglie d'oro continuano a scarseggiare. Mentre fioccano quelle di legno.

Oggi ben tre quarti posti per i nostri azzurri, che in questa classifica speciale sono dietro solamente a Stati Uniti ed Olanda. E di un solo piazzamento. Chiaro, comunque i risultati vanno contestualizzati: ci sono quarti posti dal sapore amarissimo e quarti posti dolci e succosi come le fragole. Per esempio la medaglia di legno "vinta" dalle ragazze della ginnastica femminile non ha certamente il primo di sapore. Anzi, trattasi del miglior risultato della nostra Nazionale da Amsterdam 1928.

Nel tennis altra grande prestazione di Camila Giorgi che elimina in due set la ceca Karolína Plíšková e ora sfiderà l'ucraina Elina Svitolina, n. 4 del seeding. Non abbiamo idea di che partita sarà e non abbiamo nessuna intenzione di provare a prevedere come approccerà il match la tennista italiana. Nel bene e nel male, con Camila, abbiamo imparato ad aspettarci di tutto. Tifiamola, sosteniamola e incrociamo le dita.

Capitolo sport di squadra: abbiamo alternato vittorie convincenti (pallavolo femminile) a buoni risultati (pallanuoto maschile) e cocenti sconfitte (basket 3 vs 3 femminile), ma qui il meglio o il peggio devono ancora venire. Avremo modo e tempo di buttare giù qualche scritto più approfondito.

Chiudiamo con quella che, insieme al risultato della Pellegrini, è stata la notizia del giorno: Simone Biles si è infortunata ad un piede nell'esercizio al cavallo durante la prova a squadre e si è ritirata dalla gara. Il giallo è che la NBC ha raccolto la dichiarazione dell'allenatore secondo cui il ritiro sarebbe dovuto al fatto che l'atleta non è "mentalmente tranquilla". Essere la ginnasta migliore al mondo, se non della storia, è tanto gratificante quanto stressante, soprattutto se hai 24 anni e sei nata negli Stati Uniti d'America. Inoltre a questi livelli la ginnastica artistica è uno sport durissimo, di sacrifici che non possiamo neanche immaginare, e non può essere un caso che tante grandi ginnaste hanno sofferto di stress: da Korbut a Comaneci, che tentò addirittura il suicidio bevendo candeggina. Giusto ogni tanto ricordarci che siamo di fronte a persone che, per quanto straordinarie, non sono macchine (Djokovic a parte).


26 luglio 2021

Nove medaglie in tre giorni inziano a delineare un bottino assai succulento. Peccato solo una sia arrivata del colore più brillante, ponendoci in una posizione un po’ sgangherata del medagliere, noni dietro Kosovo (!) e Australia, ma davanti a nazioni storicamente nostre rivali quali Francia, cinque medaglie e Germania, ferma a tre miseri bronzi. È comunque ovviamente ancora troppo presto per fare dei conti (e tra pochi giorni inizia l’atletica, aiuto!)

Se ieri non ci siamo avvicinati a nessun oro, oggi c’è rammarico soprattutto per Daniele Garozzo e Diana Bacosi. Garozzo, un uomo che quando sente odore di cinque cerchi si infiamma, ci aveva illuso dopo una semifinale meravigliosa contro il giapponese Shikine. Nella finale del fioretto, da campione olimpico in carica, il siciliano parte forte, va avanti 4-1 ma poi crolla a poco a poco, per colpa anche di un attacco di crampi. Peccato, per la prima volta dal 1980 chiudiamo un’Olimpiade senza medaglie d’ oro nella scherma individuale. Domani iniziano le competizioni a squadre e speriamo di rimediare. È andata ancora piú vicina all’oro Diana Bacosi, che ha chiuso nello skeet femminile con 55/60 alle spalle dell'americana Amber English, capace di aggiudicarsi l'oro con un solo punto di distacco. Bacosi ha dedicato la medaglia a tutti gli italiani che resistono e a sentirla ci è entrata una bruschetta nell’occhio.

Le medaglie peró non si sommano sul medagliere e basta. Tante si pesano e il peso dell’argento dei ragazzoni della staffetta 4x100 stile libero è elevatissimo, conquistato in una delle competizioni olimpiche più prestigiose in assoluto. La notte giapponese (ma che peccato capitale piazzare tutte le finali in orario notturno europeo, solo per favorire il pubblico e le emittenti tv statunitensi) ha regalato all’Italia anche un’altra medaglia, di bronzo nei 100 rana conquistata da Niccoló Martinenghi, ragazzo che a 22 anni ha già subito un brutto infortunio che lo ha rallenatato molto. Si riprenderà tutto. Rimanendo sulle faccende italiche, avanza con affanno la Divina. Federica Pellegrini entra nella sua quinta (QUINTA) Olimpiade con una batteria soffertissima, chiusa al quinto posto. La semifinale è stata afferrata con il quindicesimo tempo assoluto su sedici. Stanotte, verso le 3.30, per centrare una leggendaria finale servirà un miracolo sportivo. Forza. La sorpresa più grande dalla piscina peró è arrivata dalla sconfitta di un’altra più che degna Regina quale è Katie Ledecky nei 400 stile libero, beffata dall’australiana Titmus. L’exploit è stato celebrato in tribuna dall’allenatore con un’esultanza spaventosamente bella e sincera, un Hulk pazzo di gioia e vestito di giallo in giro per le tribune vuote dell’impianto olimpico di Tokyo. Un cult.

Un altro Hulk lo abbiamo visto all’opera nel basket. Luka Doncic si è presentato alle Olimpiadi con 44 punti contro l’Argentina. Non male. Guardando anche allo stato di forma decisamente non ottimale degli Usa, le prospettive di una storica medaglia d’oro slovena sembrano tutt’altro che impronosticabili.

Abbiamo letto in giro che parlare di “delusione” in una competizione come le Olimpiadi è ingeneroso nei confronti degli atleti. Forse è vero, ma purtroppo non sapremmo trovare un’altra parola in grado di descrivere la spedizione olimpica di Fabio Basile, judoka oro a Rio. La sua eliminazione precoce, addirittura in primo turno (seppure con la complicità di un sorteggio infame, che lo ha visto subito fronteggiato al numero 4 al mondo) fa malissimo. 

Parliamo un po’ di tennis, fin qui ingiustamente assente nel nostro diario. Abbiamo ancora un portacolore, sia nel femminile che nel maschile. Camila Giorgi sembra in grandissima condizione, come non la vedevamo forse da anni. Sempre difficile fidarsi di Camila ma due vittorie rotonde contro due ottime avversarie come Brady e Vesnina ci fanno illudere un po’. La strada per la medaglia è lunga ma chissà. Fabio Fognini invece all’alba italiana ha domato Gerasimov; sulla sua strada ci sarà mercoledì notte Medvedev. Partita decisamente contropronostico ma un’impresa aprirebbe idee interessanti. Grande peccato nel doppio: la coppia Sonego-Musetti ha lottato alla pari contro Metkic-Pavic, la coppia più forte al mondo. La sconfitta per 10-7 al supertiebreak finale lascia l’amaro in bocca.

Chiudiamo con un vento di gioventù. Momiji Nishiya ha vinto l’oro nello skateboard street femminile a 13 anni. Il podio è stato il più giovane della storia olimpica. 42 anni in tre.


25 luglio 2021

Il bollettino olimpico azzurro odierno ricorda le previsioni del tempo della nostra penisola, in questa sonnacchiosa domenica di fine luglio. Qualche sprazzo di sole improvviso e pieno di calore, accompagnato da nuvole minacciose e addirittura, per i più sfortunati, qualche goccia di pioggia.

Portiamo a casa tre medaglie, tutte di bronzo, con il rammarico di altrettante medaglie sciupate in tre finali per il terzo posto perse su quattro. L’unica a centro nelle “finaline” è stata Odette Giuffrida, la judoka più famosa d’Italia (onestamente, non ne conosciamo altre perdonateci). Cede in extremis dalla formidabile Abe in semifinale (che poi vincerà l’oro), ma rispetta il pronostico nella finale per il bronzo. Se la medaglia di Odette era preventivata, decisamente più inaspettate sono state le altre due. In mattinata Elisa Longo Borghini si mette al collo il suo secondo bronzo olimpico nella gara in linea di ciclismo e ritocca un palmares quasi diabolico nella sua linearitá. Tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei questo è il sesto bronzo della piemontese, a cui si aggiunge un argento ai Mondiali 2020 e un secondo posto al Giro 2017. Un metronomo instancabile che ha saputo funzionare anche in una gara completamente pazza e priva di logica, vinta da un’atleta che non corre gare agonistiche dal 2017. Anna Kiesenhofer, austriaca trentenne, laureata in matematica e specializzata a Cambridge ha conquistato una medaglia d’oro memorabile dopo 100 km di fuga, uccellando le fortissime olandesi, presentate senza capitano e senza piano di squadra. Kiesenhofer dovrebbe forse fare qualche ripetizione di matematica a Van Vleuten, medaglia d’argento arrivata sul traguardo con le braccie al cielo convinta di aver vinto, ma circa due minuti dopo l’austriaca, che nel frattempo già festeggiava in lacrime. La radiolina non funzionava bene a quanto pare. Una di quelle figure che rimbalzeranno a lungo sulla rete, preda dei feticisti del cringe sportivo stile Gialappa.

Se la medaglia di Longo Borghini era inattesa soprattutto per il livello altissimo della competizione, la medaglia di bronzo di Mirko Zanni da Pordenone nel sollevamento pesi cat.67 kg è stata inattesa per chiunque, ad eccezione probabilmente dei suoi familiari e amici. Di sicuro è stata inattesa per la Rai, totalmente presa alla sprovvista e costretta a trasmettere le fasi finali in differita poco dopo. Erano 37 anni che non andavamo a podio in questa disciplina e Mirko lo ha fatto con il nuovo primato nazionale. Olè.

Sono arrivate anche delusioni, soprattutto dal nuoto. Nella notte, aspettavamo una medaglia da Gabriele Detti, inutile nasconderlo. Il sesto posto lascia l’amaro in bocca, soprattutto considerando il tempo finale molto alto e assolutamente alla portata del nostro nuotatore di punta nei 400 sl. Dispiace molto anche per Benedetta Pilato. La nostra enfant prodige si fa divorare dalla tensione. Nuota “la peggior gara degli ultimi due anni” (parole sue), chiude quinta in batteria e viene poi addiritura squalificata per infrazione. Oggettivamente un disastro, ma come ha ricordato con tono materno la piú esperta Martina Carraro (quinto tempo nelle batterie e semifinale domani nei 100 rana) “puó avere anche il record del mondo ma ha sempre 16 anni”. La aspettiamo a Parigi. Attenzione domani ai ragazzi della staffetta stile libero, in finale con il primo tempo assoluto e nuovo record italiano. Oggi sono andati come dei treni.

Male la scherma, dove non portiamo a casa nulla dal fioretto per la prima volta dopo 33 anni. Volpi e Santarelli cedono la finale per il terzo posto e rimaniamo, per un giorno, con le pive nel sacco. 

Negli sport di squadra vittoria durissima dell’Italbasket sulla Germania, un gruppo di ragazzi che per affiatamento ricordano l’Italia di Mancini. Non siamo i più forti ma sarà dura sbatterci fuori. Bello rivedere Lupo e Nicolai, due nomi che profumano di estate tanto quanto Takagi e Ketra. Bello vedere infine anche Paola Egonu dominare la Russia e invitare un’ avversaria che non ha accettato le sue scuse a prendersela proprio lì dove dovrebbero andare anche gli animali che non la ritengono degna di essere italiana. Il video è giá cult.  


24 luglio 2021

Ah la Puglia. Il tacco d’Italia dal mare incontaminato, con le sue masserie nelle campagne, con le friselle accompagnate da una bella Peroni ghiacciata (o magari da una Raffo se siete di Taranto), con la focaccia barese, con il pasticciotto di Lecce, con gli scorci di Polignano. Che terra meravigliosa. Una terra così meravigliosa che oggi, al debutto olimpico, decide di prendere per le spalle tutta la nazione e di portarla dritta verso i piani più alti del giovane medagliere che inizia timido a prendere forma. Oggi l’Italia dello sport è una Repubblica fondata sulla Puglia. Luigi Samele è di Foggia, domani compie 34 anni e aveva vinto un bronzo a squadre a Londra. Questa è la sua prima medaglia olimpica individuale, realisticamente all’ultimo appello a disposizione. Dopo una semifinale pulp contro il coreano Kim, dove ha incredibilmente recuperato uno svantaggio di 12-6, ha ceduto netto in finale da un fenomeno ungherese che risponde al nome di Adam Szilagyi, al terzo oro olimpico individuale nella sciabola. Intervistato dal mitologico Ettore Giovannelli (chi ama la Formula 1, sa) ha detto che la medaglia se la godrà domani. Oggi rosica per l’oro. Il triste destino degli argenti olimpici, spesso accolti con meno pathos ed entusiasmo di un bronzo. Domani cambierà idea, ne siamo certi.

Vito Dell’Aquila (vitooftheeagle su Instagram) invece è nato a Mesagne, un paesino di circa 25.000 anime in provincia di Brindisi che, credeteci o meno, nella storia delle Olimpiadi ha conquistato lo stesso numero di ori nel taekwondo di Usa e Russia. Quello di oggi, si aggiunge quello di Molfetta nel 2012. Miracoli della florida tradizione di palestre del Sud Italia e miracolo di questo ragazzino di 20 anni che fa suonare per la prima volta l’Inno di Mameli a Tokyo. Se vi dicessimo che nella finale, disputata contro un atleta tunisino clamorosamente simile a Bruno Fernandes, ci abbiamo davvero capito qualcosa, vi diremmo una menzogna bella e buona. Se peró noi, sportivi da divano, siamo giustificati, il telecronista Rai, spaesato come e quanto noi, lo era molto meno. Forza mamma Rai siamo nelle tue mani per due settimane, dacci di più. Abbiamo peró sicuramente capito che Vito ha vinto con due guizzi negli ultimissimi secondi, dopo essere stato sotto praticamente per tutto il tempo. Una bella goduria per un ragazzo che possiede una di quelle facce per cui non provare simpatia, è impossibile. Bravo Vito, la prima medaglia olimpica italiana del nuovo millennio. Evviva.

Due medaglie in un giorno dedicato più a batterie e semifinali in vista delle tante finali di domani che ad altro, sono un gran bel bottino. Altri brevi appunti olimpici sparsi, all’alba del cammino a cinque cerchi, arrivano dalla rimontona dei ragazzi del volley, dalle lacrime della Fiamingo, fuori ai quarti e dal capolavoro in solitaria di Carapaz, che trova una corsa memorabile e mette dietro i due favoritissimi Van Aert e Pogacar, nella gara del giorno.

Il primo impatto delle Olimpiadi senza pubblico non ha destabilizzato troppo la competizione, siamo sinceri, anche se temiamo che quando entrerá di mezzo l’atletica sarà dura digerire il boccone. Sappiamo che non saranno giochi olimpici come gli altri. Rassegniamoci a questa idea ma non disprezziamoli. Saranno i giochi degli atleti e non del pubblico. Rispettiamo il loro impegno e tifiamoli come sempre. Ne varrà la pena.

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