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3 min

- di Eduardo Magarelli

Considerazioni sparse post Berrettini-Hurkacz (6-3, 6-0, 6-7, 6-4)


Matteo Berrettini diventa il primo italiano a raggiungere la finale di Wimbledon: 46 anni dopo l'ultima finale slam al maschile di Panatta. Una partita meravigliosa, soprattutto negli ultimi due set, che conferma lo status di campione del romano. Domenica la finale, in una delle giornate più epiche della storia dello sport italiano.


- E' stato un match bellissimo con sempre Matteo al comando delle azioni, tranne lo sfortunato tiebreak del terzo set. Noi tifosi abbiamo provato emozioni fortissime, ritratte in tribuna dal padre di Matteo, teso come una corda di violino da inizio match e gli occhi pieni di ansia e lacrime fuoriuscite nella commozione finale. Matteo invece ha avuto lo stesso sguardo dal primo all'ultimo punto: occhi da cannibale. Occhi di chi sa di essere diventato uno dei giocatori più forti del circuito e di non dover aver paura di nessuno;

- Nei primi due set la solidità di Matteo ha mandato in totale confusione Hurkacz, mai visto finora così innervosito e chiacchierone su un campo da tennis. Non trovando uno schema che gli regalasse punti facili e costanza, il polacco si è esibito in una serie di gratuiti impressionante, con Matteo che non è mai calato al servizio e nel pressing da fondo. Le risposte profonde e con il back stretto di rovescio hanno tolto tutte le sicurezze da fondo campo al polacco, che in un amen si è ritrovato due set sotto;

- Negli ultimi due set i semifinalisti hanno mostrato il loro miglior tennis, regalandoci un ora e mezza di puro e bellissimo tennis erbivoro. Servizi imprendibili, discese a rete continue e colpi di pura classe hanno fatto tornare il match in equilibrio. Hurcakz, senza niente da perdere, ha ossessivamente attaccato il rovescio di Berrettini scendendo a rete in ogni momento propizio. Matteo ha retto l'urto divinamente andando più volte vicino il break, per poi perdere il tiebreak per una risposta miracolosa dell'avversario e una facile voleè sbagliata. Unico momento, insieme al doppio fallo dell'ultimo game del match, in cui il braccio di Matteo ha tremato. Ha immediatamente cancellato dalla testa l'occasione persa, dimostrando gran forza mentale, conquistando il break decisivo a inizio quarto. Giocato un game meraviglioso, rigettando nell'oblio il malcapitato polacco;

- Per fortuna italiana nei primi due set ha giocato il doppelganger di Hubert Hurkacz. La prima del polacco, che così male aveva fatto a Medvedev e Federer nei turni precedenti, è stata la grande assente dell'intero match. In particolare il servizio da sinistra sul rovescio di Matteo, che mette sempre in difficoltà l'azzurro, non si è praticamente mai visto. Il nervosismo gli ha fatto perdere troppo facilmente il secondo set, una novità assoluta per un ragazzo che proprio nella mente fredda ha la sua maggior virtù. Solo nel terzo e nel quarto ha mostrato a tratti le grandi qualità tennistiche sulle superifici veloci, con un gioco classico ma tremendamente efficace. Esaltandosi sull'erba per un ottima propensione al gioco di volo, che ha messo in difficoltà Matteo nelle ultime due ore di gioco. Lo rivedremo sicuramente ancora a questi livelli nel proseguo della stagione sul cemento e nei prossimi anni: è ormai uno degli uomini da battere sul veloce;

- Quest'oggi non ha giocato con la racchetta Matteo, ma con il martello di Thor come nei giorni migliori della stagione. Il servizio è stato una sentenza per tutto il match, variandolo di continuo e lasciando solo la miseria di due palle break al polacco. Impressiona la capacità nei propri turni di servizio di mettere la prima in ogni momento complicato. Solo i fuoriclasse ne sono capaci. La pesantezza del diritto ha reso impossibile per il polacco giocare sull'angolo destro dell'italiano, capace di sfoderare vincenti in tutte le situazioni. I continui cambi di ritmo con il rovescio in slice per poi aprirsi il campo con il diritto hanno funzionato perfettamente, non dando scampo a Hurkacz. Un italiano non raggiungeva le finali di uno Slam dalla vittoria di Panatta a Parigi nel 1976: un'era geologica fa. A Londra vivremo uno dei giorni più incredibili della nostra vita: si potrebbe compiere una doppietta inimmaginabile, che renderebbe l'11 Luglio 2021 il giorno più importante della storia recente dello sport italiano.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

22 anni studente di Lettere - Cultura Teatrale a Bari e per hobby barman. Appassionato, se non ossessionato, dallo sport da quando lattante preferivo le repliche della Premier League ai Looney Tunes. Crescendo diventato poi insonne per godersi le partite NBA sulla west coast alle 4:30 o i primi turni dell'Australian Open. Il mio più grande desiderio sarebbe far diventare la mia grande passione il mio lavoro, la mia vita.

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