Article image
,
2 min

- di Alessandro Ginelli

Considerazioni sparse post Inghilterra-Danimarca (2-1 d.t.s)


Domenica 11 luglio a Wembley sarà l'Italia contro il sogno casalingo di una Nazione intera.


- In un Wembley Stadium che ribolle come un'enorme pentola a pressione, l'Inghilterra si prende non senza faticare la finale di questo pazzo Euro 2020, la prima della sua lunga storia. Lo fa meritatamente, eliminando ai tempi supplementari una Danimarca stoica, che ha dimostrato a più riprese di essere molto più che una semplice sorpresa in questa competizione. Alla fine, però, in un clima del genere conta la qualità e in quel campo l'Inghilterra ha dimostrato di averne molta di più

- C'è stato un momento nel primo tempo in cui abbiamo creduto che l'Europeo della Danimarca fosse uno spin off della serie Netflix "Dark" e il collegamento tra il 1992 e il 2021 stesse diventando concreto in un portale spazio-temporale dentro Wembley. A farcelo credere è stato il colpo di genio su punizione di uno che condivide pure il nome con uno dei protagonisti della serie: Mikkel Damsgaard. In campo per sostituire lo sfortunato Eriksen, sblocca il risultato con il pezzo forte del repertorio del suo capitano. Sembrava tutto apparecchiato per la realizzazione di un sogno, ma forse il 2021 è troppo moderno per i sogni.

- L'andamento della partita di stasera ci dice parecchie cose sull'Inghilterra. All'interno di questa competizione la squadra di Southgate è stata tante cose diverse con il rischio di non esserne nessuna. In molti, per esempio, si chiedevano come avrebbe reagito la formazione inglese alla prima vera difficoltà. La risposta è: molto bene. Da squadra matura che sa capire i momenti della partita. L'Inghilterra sembra avere ormai accettato di sacrificare buona parte dell'immenso talento della sua rosa in nome del pragmatismo e dell'equilibrio, ma in un'atmosfera tesa come quella di una finale, questo senso di irrisolto sottolineato dagli olè del pubblico agli ingressi di Grealish e Foden, potrebbe mostrare il rovescio della medaglia. Ma non è tempo del condizionale, è il tempo delle conferme: l'Inghilterra è una grande squadra.

- Capitolo singoli: nell'Inghilterra il grande protagonista del match è Harry Kane che illumina con il passaggio che ispira l'azione del primo gol e mette la firma sul 2-1. Partita immensa anche di Maguire, l'uomo a cui è affidata la fondamentale responsabilità di tenere corta questa squadra. Nella Danimarca Damsgaard si dimostra un giocatore destinato a palcoscenici europei anche nella squadra di club, Vestergaard gioca da eroe medievale, mentre i subentrati sono una grande delusione, Poulsen su tutti. Anche perchè i cambi onestamente si spiegano poco poco.

- "It's coming home" è un coro che ormai ci accompagna dal giorno 1 di questo Europeo, anzi, forse anche da qualche tempo prima. "It's coming home" è il sogno di una Nazione intera e tra questa Nazione e il suo sogno c'è solamente una squadra: l'Italia di Roberto Mancini. Oggi l'Inghilterra ha dimostrato di avere le armi e il ritmo per far male all'Italia, soprattutto nei mezzi spazi, ma la cosa vale anche al contrario e abbiamo la sensazione che Southgate preparerà la partita in modo meno minuzioso rispetto a Luis Enrique, lasciando più corda alla parte istintiva della gara. Potrebbe essere un vantaggio, ma anche uno svantaggio. Lo scopriremo solamente domenica 11 luglio alle ore 21. Non stiamo nella pelle.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

Cos’è sportellate.it

Dal 2012 Sportellate interviene a gamba tesa senza mai tirarsi indietro. Sport e cultura pop raccontati come piace a noi e come piace anche a te.

Newsletter
Canale YouTube
clockcrossmenu