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2 min

- di Luca Barbara

Considerazioni sparse post Gp d’Austria


Max Verstappen oggi ha fatto un altro mestiere, troppo superiore la Red Bull e troppo gasato lui dalla marea orange presente sugli spalti. Hamilton, oggi giù del podio, lontano in classifica generale. Ferrari da 7-, si impegna ma qui di potenziale ce n’era davvero poco.


- Un alieno olandese sbarca sul Red Bull ring. Terza vittoria consecutiva, 15 totali, 24 anni, 50 podi complessivi (uno come Schumacher alla sua età ne aveva 7), 182 punti in classifica contro i 150 di Hamilton. C’è altro da dire? Sì, perchè la Red Bull oggi era la monoposto più forte ma l’olandese ci ha messo del suo, innanzitutto nel conquistare la pole (non scontata visto che Norris si è piazzato secondo a meno di mezzo centesimo), poi nel rimanere freddo in partenza e pratico nel gestire la gara. In poche parole, è diventato un fenomeno;

- “You’re free to race with Lewis”. Novità assoluta in F1: la scuderia Mercedes ha dato il via libera a Bottas di poter battagliare con Hamilton (con evidenti problemi sul fondo). Giro 51 del 4 Luglio 2021, è una giornata da riportare negli annali. La prima metà di gara di Hamilton, per la verità, sembra anche promettente. Poi la macchina 44 subisce diversi danni al fondo e il carico va a farsi benedire, così come il podio. Adesso l’ottavo Mondiale è a rischio ma arriveranno tempi (e circuiti) migliori;

- Ferrari, la strategia ha pagato solo parzialmente. Si perdono punti su McLaren, ormai vero obiettivo dell’anno 2021/2022 ma qualcosa di buono c’è. Carlos Sainz, con la sua strategia di super save è riuscito ad addrizzare la gara dell’intero team di Maranello. Ultimo ad entrare ai box, ha giovato della freschezza delle sue gomme negli ultimi 10 giri. Il sorpasso su Ricciardo all’ultimo giro è un capolavoro, la posizione presa grazie alle penalità inflitte a Perez è il giusto premio ad un pilota che sta rendendo anche più del previsto al suo primo anno in Ferrari;

- Norris e Russell, la nuova generazione che avanza. Lando, che dire? Weekend da togliersi il cappello. Pole sfiorata, gara fatta di difese e sportellate con un certo Lewis Hamilton (che gli dedica un “such a good driver” via radio) ed ennesimo podio conquistato. Il motore Mercedes ha aiutato ma che pilota! Per George Russell, invece, bellissima qualifica (per la Williams conquistato il Q3 dopo quasi un lustro) e gara leggermente al di sotto delle aspettative. Il duello finale con Alonso per la decima posizione vale il prezzo del biglietto. In attesa dell’annuncio in Mercedes (chissà), bisogna accontentarsi dell’undicesima posizione;

- Direzione gara, vogliamo trovare uniformità? Ci rifermiamo alle penalità di 5 secondi inflitte a Lando Norris e Sergio Perez per aver “mandato” in ghiaia i piloti che contendevano loro la posizione. L’errore sta a monte: perchè penalizzare Norris (le penalità inflitte a Perez sono la logica conseguenza di quella inflitta all’inglese) se ultimamente tutti gli episodi simili (talvolta conditi anche da contatto, come nel caso di Verstappen e Leclerc nel 2018) sono stati definiti “contatto di gara”? Se si è deciso nel procedere con la policy del “let them race” allora bisognerebbe sempre consentire il duello maschio, ovviamente rimanendo nei limiti della sicurezza.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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