, 29 Giugno 2021

Considerazioni sparse post Inghilterra-Germania (2-0)


It's coming home.


-L'ultima volta che Gareth Southgate si era trovato alle prese con i tedeschi sul prato di Wembley, il suo timido ed impaurito penalty era stato respinto da Kopke, mandando la Germania a giocarsi (e a vincere) la finale dell'europeo britannico. Era il 1996, in Inghilterra spopolava il Britpop, e i tifosi inglesi accompagnavano l'avanzata della loro Nazionale con un motivo diventato un inno per la squadra dei Tre Leoni. "Il Football sta tornando a casa". Non tornò, e Southgate probabilmente restò sveglio più di qualche notte a pensarci. Oggi il CT inglese si prende una rivincita contro gli odiati tedeschi e porta la sua Inghilterra ai quarti di un tabellone che potrebbe davvero restituirle quella finale a Wembley che gli inglesi aspettano da 25 anni;

-La partita non è sicuramente di quelle mozzafiato, ma nel suo tatticismo risulta anche gradevole, almeno nel primo tempo in cui i due schieramenti a specchio regalano scenari interessanti. L'Inghilterra ci arriva con 0 gol subiti ma sceglie un assetto ancora più coperto in segno di rispetto per un avversario sempre pericoloso: la morsa Rice-Phillips a protezione del terzetto difensivo blocca le velleità teutoniche e consegna agli inglesi le chiavi di un match che non si sblocca soprattutto per la scarsa vena dei suoi attaccanti;

-Solo un sussulto tedesco smanacciato da Pickford fa presagire una ripresa differente, ma la seconda frazione fa trasparire tutta l'importanza di una sfida che va ben oltre il calcio e piomba nel più statico degli equilibri impauriti almeno fino ad un quarto d'ora dalla fine. Deus ex machina di una partita a scacchi è Jack Grealish, uomo simbolo del più verace tifo britannico, che subentra a Saka ed entra in entrambi i gol degli inglesi, prima con la giocata che porta al gol di Sterling e poi con l'assist per il gol di Kane (e farlo segnare oggi è un merito più grande di quanto non si possa dire);

-Se Grealish è l'ingresso della svolta, non è l'unica prova degna di nota tra le fila dei Tre Leoni: Luke Shaw spacca la partita tanto quanto il talento dei Villans con l'assist per il primo gol e la giocata che dà il via al secondo. Impossibile poi non sottolineare la monumentale prova di un Harry Maguire che, non sempre scelto nelle prime partite, si prodiga da terzo di difesa con straordinaria efficacia. Pur nella sconfitta, tra i tedeschi spicca l'importanza della presenza di Leon Goretzka, l'uomo che ha salvato Low dal tracollo nei gironi, e che negli ottavi ha dato alla Germania l'equilibrio che mancava alla coppia Kroos-Gundogan;

-A contendersi la palma di peggiore è stata una serrata bagarre tra un irriconoscibile Thomas Muller ed un cadaverico Harry Kane: se quest'ultimo, dopo aver già fallito una grossa occasione nel primo tempo, non può esimersi dallo spinger dentro l'invito di Grealish, Muller corona una prova di inaudita inconsistenza fallendo clamorosamente la palla dell'1-1 a tu per tu con Pickford. Sulla sconfitta della Germania pesa come un macigno il suo errore, quanto quello di Low di non toglierlo prima. Si chiude così, con una bruciante sconfitta contro gli acerrimi rivali, il lungo regno di Joachim Low sulla panchina tedesca e, anche se poteva concludersi meglio, di certo in questi 15 anni non ha fatto mancare le soddisfazioni ai suoi tifosi.

  • Nato a Biella il 30/07/93, laureato in Matematica per motivi che non riesco a ricordare. Juventino di nascita, vivo malissimo anche guardando le partite dell’Arsenal, di Roger Federer e di qualunque squadra io scelga a Football Manager (unico sport che ho realmente praticato). Fanciullescamente infatuato di Thierry Henry, sedotto in età consapevole da Massimiliano Allegri, sempiternamente devoto a Noel Gallagher.

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