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4 min

- di Alessandro Ginelli

Pagelle Azzurre: Italia-Austria 2-1 d.t.s


I subentrati rivoltano la partita come un calzino. Cattivi segnali dal pianeta Berardi.


Donnarumma: 6,5

Dopo un girone avvolto nella naftalina, Gigio prende parte a un match in cui si ha la sensazione che il suo contributo possa essere decisivo. Nei 90 minuti l'Austria lo spaventa solo con qualche palla alta e in occasione del gol annullato ad Arnautovic. Nei tempi supplementari una parata splendida sul sinistro di Schaub ci permette di vivere 8 minuti in meno di tensione.

Di Lorenzo: 5,5

Spesso di un libro ci ricordiamo l'ultima pagina e nel caso della partita di Di Lorenzo questa coincide con una cavalcata commovente di 90 metri palla al piede. Prima di essa, però, nel suo match c'è tanta difficoltà nel gestire gli austriaci, che a sinistra attaccano bene grazie alla regia di quel fenomeno di Alaba, che nel gol annullato lo sovrasta anche fisicamente.

Bonucci: 5,5

Il leader emotivo di questa Nazionale e anche l'uomo che parla di più nel difficile secondo tempo degli Azzurri. Arnautovic si dimostra cliente scomodo e Leo se lo dimentica un paio di volte. Poi Arnautovic esce, ma entra Kalajdzic che per caratteristiche è ancora più scomodo e Leo di testa non ne prende più una. Insomma: non la sua miglior serata.

Acerbi: 6,5

In fase difensiva non dà la sicurezza di Chiellini e nemmeno quella sensazione di controllo che restituisce quando indossa la maglia della Lazio, ma porta a termine una gara senza sbavature, impreziosita da una funzionalità speciale in fase di possesso e dall'assist per il secondo gol in cui lavora un pallone dentro l'area piccola facendo un perno che fa invidia ad Abdul-Jabbar.

Spinazzola: 7

Ineluttabile. L'arma segreta della Nazionale di Mancini. Sulla sinistra è un moto perpetuo, anche perchè di Alaba l'Austria può averne solo uno e fortunatamente (per lui e per noi) gioca dall'altra parte. Corre, corre, corre e produce occasioni per i compagni. Per mettere a referto l'assist deve aspettare Chiesa, per entrare nei nostri cuori non deve aspettare proprio nessuno.

Jorginho: 6

L'unico realmente insostituibile dei 26 Azzurri. Un po' più impreciso in fase di costruzione rispetto alle prime 3 uscite romane, ma sempre presente con le sue grandi letture sulle linee di passaggio. Troppo prezioso nelle due fasi per pensare di potervici rinunciare, e infatti Mancini non ci rinuncia mai.

Barella: 5

Nicolino gioca una partita appannata e ci può stare in una stagione in cui è andato a mille all'ora anche nelle partitelle del mercoledì. Prende una bella botta dopo un minuto e sembra che la cosa incida sulla sua partita. Costantemente preso in mezzo dal palleggio austriaco si innervosisce e becca pure il giallo per proteste. Resta inequivocabilmente un titolare di questa Nazionale.

Verratti: 5,5

Mancini lo preferisce a Locatelli per provare a dominare l'Austria con il palleggio, ma la versione di Verratti non è la deluxe. Sempre un tocco in più rispetto a quello che sappiamo avere nella testa e nei piedi. Non riesce quasi mai a far passare la palla dove riescono lui e pochi altri al mondo. Il ginocchio fa ancora un po' male e il taping azzurro è lì a dimostrarlo.

Berardi: 4,5

Alaba non è un cliente scomodo. Alaba è il critico gastronomico che viene a mangiare da te con l'intento di farti chiudere il locale. Mimmo però non fa nulla per aiutarsi e gioca una partita fantasma in cui dà proprio l'impressione di non essere abituato a gestire certi tipi di pressioni. Speriamo ci smentisca e sappiamo che avrà l'occasione di farlo, perchè il Mancio gli darà un'altra chance.

Insigne: 5,5

Se giudicassimo solamente i 90 minuti il suo voto sarebbe decisamente più basso, ma nei supplementari sembra giovare lui più di tutti dei cambi e rientra improvvisamente in una partita che lo aveva visto fin lì come un semplice voyeur. Va vicino al gol su punizione e innesca la combinazione per il 2-0. Ai quarti di finale, anche da parte sua, servirà un altro genere di partita.

Immobile: 5,5

Dei tre davanti è decisamente il più attivo. Si sbatte e si strattona contro i due centraloni austriaci, ma quando la tocca spalle alla porta fa quasi sempre la cosa sbagliata. Con un lampo squarcia la notte di Wembley, ma il palo gli fa capire che non sarà la sua serata.

Locatelli: 6,5

Un bell'ingresso in campo, dopo una mezza bocciatura che avrebbe potuto pagare dal punto di vista psicologico. Ci mette il fisico e ci mette la tecnica, ridando linfa alla nostra catena di sinistra. Nel gioco sul medio-lungo è il miglior giocatore che abbiamo e uno che al calcio italiano mancava da parecchio tempo.

Pessina: 7,5

Il suo ingresso spacca la partita e ci indirizza verso Monaco di Baviera. Il controllo di suola con cui si libera di due austriaci è l'esempio più bello di cosa significhi "stop orientato". All'Italia servono i suoi inserimenti e lui lo sa. Sull'1-0 porta via Alaba dando il tempo a Chiesa di aggiustarsi il pallone due volte prima di calciare. Chiude la gara con un gol molto più complicato di quel che sembra e con il nostro personale titolo di MVP. E pensare che in questo momento poteva essere a Formentera...

Chiesa: 7

Lui sì che ha avuto modo di abituarsi a determinati palcoscenici e lo dimostra sul campo. Quando entra la partita assomiglia parecchio al doppio turno giocato dalla sua Juventus contro il Porto e nel deserto di idee Azzurre, così come in quello della stagione bianconera, Federico è un cammello che conosce sempre la direzione. Sblocca la partita con un gran bel gol e corre sempre come un forsennato. Aria di titolarità ai quarti di finale?

Belotti: 6,5

Ma che bella sorpresa! L'incontro con il Galles ci aveva in qualche modo spaventati, facendoci credere che in realtà Mancini un'alternativa a Immobile non l'avesse proprio. Invece il Gallo entra nel momento più difficile e fa tutto quello che deve fare: gioco di sponda, lotta serrata e anche un meraviglioso intervento in scivolata su Alaba nel finale. Applausi.

Cristante: 6

L'uomo ovunque di Mancini. Abbiamo la sensazione che giocherà almeno 5 minuti in tutte le partite che l'Italia riuscirà a giocare.

Mancini: 6

I cambi sono quelli giusti e le prestazioni dei subentranti ne sono la prova, ma qualche dubbio sulle tempistiche rimane. Con 15-20 minuti in più a Chiesa e Belotti la partita si poteva vincere nei 90 minuti? Non lo sapremo mai e alla fine ci importa anche poco, visto che il risultato è arrivato comunque. La sensazione è che la partita con l'Austria si sarebbe potuta preparare meglio, ma in conferenza ha detto che si aspettava che "questa sarebbe stata la partita più difficile". Gli diamo la sufficienza perchè da ieri sera è l'allenatore con la striscia di risultati utili più lunga della storia italiana e questo record sarà difficilmente battibile nei prossimi anni.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Nato a Cremona il 23/11/1996. Conserva nell'armadio i pantaloncini del suo esordio in Serie D allo Stadio Euganeo di Padova. Non sa scegliere tra la parte sinistra e quella destra del proprio cervello e nemmeno quale sia il suo sport preferito. È fermamente convinto che il Paradiso sia un'Olimpiade che dura in eterno.

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