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3 min

- di Luca Barbara

Azzurri, non è tutto oro quello che luccica


L'Italia è tra le migliori 8 squadre d'Europa. E si gode. Non tutto però è andato bene nella serata di Wembley. Proviamo ad approfondire.


- "Siamo 26 titolari". E' il grande tormentone azzurro di Euro 2020. Gruppo affiatato, rosa senza campioni ma compatta come non mai. Sostituti all'altezza in ogni parte del campo. Ma è davvero così? Se la fascia destra sembra blindatissima con Berardi e Chiesa, la partita di ieri ci ha messo di fronte ad una dura realtà, mai palesatasi nei primi 3 match, vuoi per le buone prestazioni collettive, vuoi per la leggerezza del Galles durante la gara del turnover totale: non c'è in rosa l'alternativa a Lorenzo Insigne. La prova del numero 10 è stata sicuramente la più anonima degli ultimi 2 anni di gestione Mancini e la questione non è affatto rassicurante. Nel primo match da dentro-fuori, Insigne è sembrato schiacciato dalla responsabilità di doverla risolvere nel momento difficile e non è mai riuscito veramente ad entrare in partita. L'unica alternativa è rappresentata da Federico Bernardeschi e, sinceramente, non ci fa venire l'acquilina in bocca. Il commissario tecnico aveva tenuto conto di questa eventualità, pre convocando sia Moise Kean che, soprattutto, Lorenzo Pellegrini, spesso utilizzato da esterno d'attacco ma ovviamente in grado di ricoprire ogni ruolo del centrocampo. Senza voler fare le vedove del centravanti del PSG, non convocato per scelta tecnica, l'infortunio dell'ultimo giorno accorso al 7 romanista, di cui si è parlato troppo poco, potrebbe rappresentare uno sfortunato handicap;

- Abbiamo terribilmente sofferto Arnautovic. E il prossimo avversario si chiamerà Lukaku o Cristiano Ronaldo. Non arrivano buone notizie neanche dal reparto storicamente più solido della Nazionale: la coppia Acerbi-Bonucci (soprattutto) ieri è sembrata meno puntuale del solito, soffrendo maledettamente l'atleticità dei giocatori austriaci, fisicamente imponenti e buoni anche sotto l'aspetto tecnico.
Nei quarti di finale dovrebbe rientrare tra i titolari Giorgio Chiellini, apparso fresco e pimpante nella prima apparizione degli azzurri contro la Turchia, poi infortunatosi nei primi minuti del match contro la Svizzera. Servirà tutta la sua esperienza da qui in avanti, sperando che il fisico regga fino alla fine;

- Barella, che succede? Criticare Barella oggi è profondamente ingeneroso, me ne rendo conto. Ma, proprio grazie alle prestazioni che offre da 3 anni a questa parte, oggi siamo qui a parlare di una gara sotto i suoi standard. A onor del vero, pronti-via, si parte con due bei calcioni sugli stinchi da parte degli avversari. Come sempre, il centrocampista sardo, si è rialzato ed ha continuato a lottare in mezzo al campo, non riuscendo, però, a risultare incisivo, nè dal punto di vista della quantità, nè degli inserimenti in area. Nel primo tempo è sua una delle due occasioni per gli azzurri, il resto è poca roba. Durante la ripresa, Mancini lo ha sostituito con Matteo Pessina, che, di fatto, ha deciso la partita. La titolarità di "N'golò" Barella non ci sembra sia in dubbio ma contro i prossimi avversari servirà sicuramente un altro tipo di prestazione.

- In campo il campione c'è, e si vede: tolto Bale (che ormai è un parente dello straripante giocatore dei tempi del Madrid), David Alaba è stato effettivamente il primo campionissimo affrontato dalla nostra nazionale in questi Europei. E la differenza si è vista tutta. Nella sua ultradecennale carriera il capitano austriaco ha ricoperto praticamente ogni ruolo del campo, riuscendo sempre a fare la differenza. Questa volta è stato impiegato da mister Foda come terzino sinistro e le sue scorribande sono state una spina nel fianco per Di Lorenzo, effettivamente mai in grado di contenerlo completamente, nè di creare reali opportunità offensive (eccezion fatta per il coast to coast del supplementare). Suo l'assist per Arnautovic del momentaneo 0-1, poi annullato per posizione irregolare, così come suo è stato il calcio di punizione dal limite dell'area finito di pochissimo alto sopra la traversa. All'alba dei 30 anni si appresterà ad affrontare la nuova avventura al Real Madrid. Siamo sicuri che sarà un successo;

- Immobile e Belotti, le caratteristiche sono simili. Prima o poi qualche difetto della nostra Nazionale sarebbe dovuto emergere ed è un bene che sia venuto fuori relativamente presto. Gli altisonanti 3-0 della prima fase non ci avevano mai messo di fronte al problema della sterilità degli attaccanti. Immobile e Belotti ieri hanno corso, lottato ed aiutato la squadra ma non sono mai stati messi in grado di essere serviti per sfruttare al meglio le loro caratteristiche, attacco alla profondità su tutte. L'incrocio dei pali colpito da Ciro nel primo tempo grida ancora vendetta ma è, di fatto, l'unica vera occasione da gol creata dai due amici centravanti. In panchina è rimasto Raspadori, l'unico davanti ad avere caratteristiche diverse. Il ragazzo del Sassuolo pecca in esperienza ma chissà che Mancini non possa concedergli qualche notte magica da qui in avanti.

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34 anni, pugliese di nascita, siciliano, ciociaro e ligure d'adozione. Ex pallanuotista, da sempre appassionato di sport in generale ma con una fissazione per il futbòl. Ho visto giocare Ronaldinho contro Romario al Maracanà di Rio de Janeiro nel 1999. Trasmissione sportiva preferita: Tutto il calcio minuto per minuto.

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