, 24 Giugno 2021

Considerazioni sparse post "Social Football Cafè", settimo incontro


Il settimo incontro del Social Football Cafè, intitolato "Sponsorship and Value Proposition: quale futuro per il brand marketing nel calcio?", ha visto come ospiti Mariano Tredicini (Head of Social Platforms and Data Analysis di TIM), Lucio Napolitano (Head of directchannel di IOL) e Damiano Cori (Social Media Soccer).


- Mariano Tredicini ha aperto l'incontro sottolineando come la partnership tra TIM e Serie A sia ormai in vigore da 23 anni, periodo nel quale si è passati da "pura esposizione del brand ad una ricerca sempre più addentrata nell'esperienza del tifoso e con i club". Anche la posizione dei club nel tempo si è evoluta, nel senso che la maggior parte dei club oggi ha in casa una media house, che da quindi la possibilità di produrre contenuti e mettere a reddito dei prodotti a cui prima non davano peso. Uno degli esempi più attuali è rappresentato dai video di un allenamento o nello spogliatoio, contenuti che funzionano benissimo soprattutto sui social network. Per questo motivo, oggi ci sono richieste diverse dai partner ed esigenze che vanno oltre quella che prima era la tipica richiesta di sponsorizzazione, in cui si comprava la visibilità e gli spazi sui media: oggi si va oltre e si cerca un contenuto che possa agevolare il brand nella comunicazione;

- Lucio Napolitano ha raccontato, partendo dalla sua esperienza con Italiaonline, l’evoluzione di una partnership con i brand dal punto di vista degli editori e dei media, sottolineando come nel corso degli anni sia cambiato il paradigma con cui le sponsorship approcciano al mondo del calcio, a partire dagli stadi, che evocano uno sponsor già dal nome che gli viene attribuito, fino ad arrivare agli old media e ai new media, dove l'utente cambia il modo in cui fruisce dello spettacolo e diventa parte dell'esperienza (pre,durante e post match): mentre prima la sponsorizzazione rappresentava solo un richiamo, oggi invece si può considerare a tutti gli effetti un collante tra spettatore ed evento;

- L'Head of directchannel di IOL prosegue il dibattito affermando che una delle sfide che tutti gli operatori della comunicazione devono fronteggiare sia quella di trovare delle soluzioni che siano win-win, vincenti quindi sia per l’editore, sia per il brand. "Noi abbiamo delle esperienze che ci portano a pensare che il mondo del calcio si stia arricchendo di nuovi elementi. Se penso agli Europei penso a tutte quelle attività relative al gaming che stanno ruotando attorno al mondo del calcio e in particolare ora attorno alla Nazionale e per gaming intendo quelle soluzioni di gamification pensate per un brand. Le persone oggi sono piene del classico adv media ma apprezzano di più quando il brand che sponsorizza un progetto permette all’utente di vivere un’esperienza innovativa";

- Mariano Tredicini ha poi avuto modo di mettere in risalto l'importanza della lettura dei dati nel corso degli eventi sponsorizzati TIM (la Serie A e Sanremo su tutti), confermando come si tratti di "un contenuto sempre più di valore. Con TIM stiamo organizzando la prossima TIM Data Room per seguire il prossimo campionato dal punto di vista del dato, monitorando sia ciò che accade sugli spalti che in campo. Dalla realizzazione di questi contenuti, che è un qualcosa che abbiamo già fatto, dal primo fantacalcio basato sui dati che si chiamava il Fanta Serie A TIM, si svelano una serie di contenuti dal grandissimo tasso di engagement e che sui social volano benissimo. Contenuti che creano un livello di narrazione che oggi mi pare non esserci”.

- Per quanto riguarda i settori più presenti nella raccolta pubblicitaria, Lucio Napolitano spiega che "nell’anno della pandemia, quindi della stagione appena conclusa, la raccolta pubblicitari fatta sulle sponsorizzazioni di maglia ha raggiunto in Italia (Serie A e Coppa Italia) la cifra di 170 milioni €. Giusto per capire quanto questa industria sia scalabile e interessante. Tra le industrie maggiormente attive, storicamente il calcio riceve di più dall’automotive, proprio perché ci deve essere un collegamento tra la sponsorizzazione e il pubblico. Oggi ci sono anche piattaforme che 10 anni fa non consideravamo nemmeno, parlo ad esempio di realtà come Fantacalcio o il mondo degli esports; dovendo stilare una lista direi: automotive, food and beverage e poi gli operatori come TIM”.

  • Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.

Ti potrebbe interessare

Dallo stesso autore

Associati

Banner associazioni

Newsletter

Campagna Associazioni a Sportellate.it
Sportellate è ufficialmente un’associazione culturale.

Associati per supportarci e ottenere contenuti extra!
Associati ora!
pencilcrossmenu