, 23 Giugno 2021

Considerazioni sparse post Portogallo-Francia (2-2)


Una bella partita, giocata in uno stadio che pensava ad altro.


- Francia e Portogallo si divertono tra gli olè del pubblico escandescente di Budapest, più interessato a capire cosa stesse succedendo a Monaco che a vedere le gesta di Pogba e Cr7. Alla fine passano tutte le più forti e che peccato per l’Ungheria, una nazionale che ha solo una cosa che non ci piace per niente. Il suo primo ministro;

- È stata una partita molto bella, non rovinata neppure dalla follia del signor Lahoz, che sul primo rigore per la Francia fa uno dei fischi più brutti della storia del calcio. Si parte a ritmi bassi ma più si avanti più si sgasa. La Francia tiene in mano le operazioni ma il Portgallo come suo solito si appoggia all’avversario e si incolla come una sanguisuiga al risultato. Nella ripresa poi il volante lo prende in mano Paul Pogba; vederlo disegnare calcio è soltanto una goduria per chi ama questo sport. Rui Patricio gli nega un gol meraviglioso;

- La Francia peró lascia sempre addosso un senso di imperfezione. Vero, il girone era difficilissimo e il primo posto è arrivato. Eppure per questa rosa vincere una partita su tre, è una mezza delusione. Le stelle di Griezmann (a tratti irriconoscibile) e Mbappè davanti non riescono ancora a brillare. Benzema intanto sembra sempre più a suo agio. Il movimento sul secondo gol è riconoscibile come un quadro di Dalì, un film di Fellini, un rovescio di Federer. È il gol alla Benzema, di Benzema. La brutta notizia per tutti è la sensazione che questa squadra abbia ancora margini, quasi all’infinito;

- Il Portogallo è una squadra brutta, senza un’identità di gioco, che vive di fiammate, quasi reazionaria nel suo modo di stare in campo e che non sembra in grado di far rendere al meglio tutta la qualità a disposizione. Detto questo, il Portogallo è fortissimo. Eliminarlo sarà una piccola impresa e noi lo vediamo favorito sul Belgio nel quarto di tabellone che dovrebbe incrociarsi con l’Italia. Oggi si tiene a galla grazie a due rigori. Non dà mai la sensazione di riuscire ad azzannare la partita, eppure rimane lì, aggrappato, incollato all’avversario, silenzioso, mortifero. Una squadra, a suo modo, spietata. Ci piacerebbe vederla esprimere un calcio più piacevole, ma i risultati danno ragione a Santos;

- Ronaldo intanto stasera ha battuto altri due record. È diventato il miglior marcatore della storia delle Nazionali ed è diventato il giocatore della storia a realizzare più gol tra Mondiali ed Europei. Puó stare più o meno simpatico, puó non essere quello di qualche anno fa, puó costringere le sue squadre a giocare male, puó essere chiamato scherzosamente Penaldo, per via di tutti i rigori che segna (e che non sbaglia mai). Eppure una cosa è certa. Uno come lui, per tanti motivi, non lo vedremo mai più.

  • È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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