
Considerazioni sparse post Germania-Ungheria (2-2)
La Germania soffre, trema e annaspa, ma riemerge dal nubifragio di Monaco e ottiene il punto che vale gli ottavi.
- Nemmeno il più ottimista dei tifosi ungheresi avrebbe seriamente potuto ipotizzare di fare più di un punto, dopo aver letto il nefasto sorteggio riservato alla nazionale di Rossi. Figuriamoci chi, nel pieno delle sue facoltà mentali, avrebbe mai potuto immaginare che a 7 minuti dalla fine del girone la piccola Ungheria fosse qualificata e la grande Germania eliminata. Spiegare cosa sia davvero il football non è roba per gli umani, ma certamente la sua grandezza sta negli attimi: oggi gli attimi hanno sorriso ai tedeschi, in una partita in cui hanno rivisto tutti i fantasmi nascosti da 3 anni, ma l'Ungheria ha seriamente sfiorato un autentico miracolo sportivo;
- E la notizia, se vogliamo, non è nemmeno che l'Ungheria fosse in vantaggio contro la Germania fino ad una manciata di minuti dal termine, ma più che altro che questo vantaggio fosse ampiamente legittimato da quanto visto in campo. Reduce da un altro mezzo miracolo contro i francesi, la squadra di Marco Rossi conferma le impressioni già date al cospetto dei campioni del Mondo ma, per la verità, già contro il Portogallo. Affrontare l'Ungheria è difficile e il lavoro tattico del tecnico italiano è stato evidente nei tre confronti di questo Europeo: nessuna delle tre big è riuscita ad esprimersi al meglio contro gli ungheresi e questo non può proprio essere un caso;
- La Germania sembra seriamente naufragare nella tempesta di Monaco, incapace di trovare misure per mettere in difficoltà un'Ungheria agguerrita e straordinariamente ordinata. Le linee strette della squadra di Rossi tolgono il fiato ad una Germania già un po' confusa negli ultimi metri di campo e che, per l'occasione, non riceve supporto nemmeno da un centrocampo imbrigliato a meraviglia dalla morsa ungherese. Con affascinante solidità, la squadra ospite riesce a ridurre al minimo i pericoli e, grazie alla coppia Sallai-Szalai, fa ammattire i tedeschi in contropiede, rivelandosi decisamente più efficace dei padroni di casa e andando alla pausa con un legittimo vantaggio;
- Tutto funziona a meraviglia ma, quando la sciagurata uscita del portiere ungherese (non fatemi scrivere il nome, dai) regala il pari ai tedeschi, sono davvero in pochi a non pensare che sia stato tutto molto bello, ma che la bella favola sia ormai giunta a termine. Tra quei pochi, però, ci sono i calciatori ungheresi che non danno alla Germania nemmeno il tempo di riportare il pallone a centrocampo e tornano in vantaggio, ricordandoci ancora, fino all'ultimo, che da questo girone usciranno, sì, ma lo faranno con il coltello tra i denti. E' Leon Goretzka l'uomo del destino per la Germania: il centrocampista esce dalla panchina (ma perché ci stava seduto poi?) ed evita un tracollo che è stato davvero vicinissimo;
- Dopo aver guardato negli occhi un'eliminazione che, dopo il Mondiale 2018, sarebbe stata un'autentica catastrofe sportiva, i ragazzi di Low si lanciano verso una fase ad eliminazione diretta in cui sarà fondamentale capire chi vorranno essere tra l'inconcludente squadra sconfitta dalla Francia, la travolgente corazzata che ha annientato il Portogallo o la piatta e confusa formazione vista stasera. L'impressione è che ai tedeschi manchi davvero qualcosa dal punto di vista offensivo (stasera Sané e Gnabry desolanti, ma di Havertz si salva davvero solo il gol) per incutere il canonico timore reverenziale nelle avversarie ma, come questo sport insegna da tempo, la Germania finché è in corsa può sempre vincere.
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