, 21 Giugno 2021

Jack Greenwell, un eroe dei due mondi

"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito"

(Gabriel García Márquez, Cent'anni di solitudine)

Nella "Guida pratica per conoscere i tuoi santi", pubblicata settimana scorsa, si è cercato di presentare il continente più bello del mondo, il Sud America, le sue sanguinolente vene aperte che nutrono la terra ed i suoi semi ribelli e la più antica competizione per squadre nazionali del mondo, "La Copa América", che racchiude innumerevoli storie che simboleggiano l'essenza del calcio sudamericano.

Scavando nei polverosi archivi, tra le carte ingiallite è venuto fuori un nome, quello di Jack Greenwell, la cui storia calcistica lo fa compiutamente divenire un eroe dei due mondi perché, ad oggi, è l'unico allenatore nato nel 'vecchio continente' che conta nel suo palmares anche la Copa América, più precisamente quella dell'edizione del 1939 quando dirigeva la selezione peruviana.

La sua storia è anche quella del Gioco, per come lo conosciamo ora, perché, come si vedrà, ne è a tutti gli effetti un padre fondatore.

Circostanza nota è come il Barcelona sia diventato noto come l'epitome della squadra il cui stile di gioco si contraddistingue per fluidità dei passaggi e per il movimento costante del pallone a terra. Il c.d. tiki taka è diventato una componente chiave del modo in cui il club catalano gioca a calcio. Questo tipo di gioco è molto latino e molto lontano da quello che era il "tradizionale" approccio inglese. Chi potrebbe mai pensare che l'uomo che può vantare di aver aperto la "via del Barça" fosse un minatore della contea di Durham?

Come suo padre prima di lui, Jack Greenwell, nato nel 1884, ha lavorato nelle miniere e giocando, come di consuetudine per l'epoca, nei suoi momenti liberi come mediano-ala per la squadra locale Crook Town nella Lega Nord. Nel 1909 fu invitato dal West Auckland ad essere ospite per loro nella prima messa in scena del Sir Thomas Lipton Trophy a Torino, Italia. Quel nuovo (e primo) trofeo ha visto la partecipazione di squadre provenienti da Italia, Germania, Svizzera e Inghilterra. La F.A., per pura spocchia albionica, si era rifiutata di autorizzare una squadra a partecipare, ma il West Auckland accettò lo stesso dopo una richiesta personale di Sir Thomas Lipton.

Il West Auckland ha conquistato il trofeo, poi immortalato nel film televisivo 'The World Cup: A Captain's Tale' (in cui Greenwell è stato interpretato da Struan Rodger). Greenwell ha chiaramente impressionato il neonato movimento calcistico continentale tanto che tre anni dopo giocò la sua ultima partita per il Crook contro lo Stanley United, segnando entrambi i gol nella vittoria per 2-1 prima di trasferirsi in Spagna e firmare per il Barcellona. A lui si sono uniti altri tre inglesi, John Allack, S.Steel e J.E.Smith. I quattro non erano inizialmente autorizzati a giocare nelle partite del campionato catalano ma avrebbero fatto la loro apparizione nelle competizioni extra quale, ad esempio, la Coppa dei Pirenei. Il reclutamento dei quattro giocatori non è stato affatto il primo impegno inglese con il Barcellona. In effetti, gli inglesi Walter Wild e i fratelli John e William Parsons furono tra i fondatori del club.

Greenwell collezionerà 88 partenze con il club in cinque stagioni, organizzando anche la visita della sua ex squadra in Spagna nel 1913, quando ha giocato una serie di tre partite contro il Barcellona. Il Crook vinse una volta e pareggiando due volte, uscendo imbattuto dalla Catalunya.

Autorizzato a giocare nel campionato, Greenwell vincerà due titoli catalani durante il suo periodo come giocatore-allenatore con il club, ma il vero impatto si avrà quando ha appeso le scarpe al chiodo ed è stato nominato capo allenatore nel 1917.

Il presidente e fondatore del Barcellona Joan Gamper aveva originariamente nominato un altro inglese, John Barrow, come primo occupante a tempo pieno del club del ruolo, ma lo ha licenziato dopo quattro mesi tra le segnalazioni di alcolismo e impopolarità con i giocatori. Gamper aveva già mostrato la sua simpatia per gli allenatori inglesi, avendo nominato Jack Alderson, un amico di Greenwell, nel ruolo di allenatore del giocatore nel 1912. Quando Alderson è stato richiamato in Inghilterra dal Newcastle United, Greenwell è stato nominato allenatore-giocatore e il passaggio al ruolo di allenatore a tempo pieno è stato graduale. La sua prima stagione al timone, 1918, ha visto Greenwell ricevere moltissime critiche dai soci del club sino a portarlo a rassegnare le dimissioni a un certo punto. Gamper, però, si rifiutò di accettarlo e lo convinse a restare.

A capo di un gruppo di giocatori i cui nomi sarebbero rimasti impressi nella storia del club, Greenwell ha sviluppato il suo stile di gioco, basato sulla costruzione di attacchi dal profondo e sul possesso, molto in linea con quello che è diventato lo stile di gioco del Barcellona. La stagione 1921-22 fu quella in cui il Barcellona di Greenwell raggiunse il suo apice. Vinsero tutte le partite del campionato catalano ottenendo anche la Copa del Rey, battendo l'Athletic Bilbao 2-0 in finale.

Nel 1922 Crook Town tornò per una seconda visita. Ma questa volta il Barcellona vinse tre delle quattro partite giocate. La mano del minatore era ormai evidente. Ricardo Zamora, Josep Samitier e Sagibarba, insieme al fuoriclasse Paulinho Alcántara sono stati tra coloro che hanno formato il nucleo della prima grande squadra del Barcellona, ​​guidata da Greenwell ai vertici del calcio spagnolo con quattro titoli catalani e un paio di Copa del Rey durante il suo in carica sette anni. A quel tempo la Copa del Rey era vista come l'apice del gioco spagnolo e se la contendevano i vincitori di tutti i campionati regionali.

Merita, però, una breve digressione Alcántara. Il ragazzo era famoso per il suo tiro potente e nel 1919 fu l'autore del "gol della polizia": in una partita contro il Real Saragozza, un poliziotto aveva invaso il campo. Un tiro del giocatore ha colpito così forte il poliziotto che sia il poliziotto che la palla sono finiti nella parte posteriore della rete. Questo è stato un esempio del tiro fragoroso che gli è valso il soprannome di "Trecaxarxes" o "The Netbreaker".

Nel 1923 Greenwell, dopo continue dispute con il gruppo dirigente del club culè, lasciò il Barcellona e prese la guida di un altro club della città, l'Unió Esportiva Sants prima di trasferirsi a Valencia per prendere la direzione del Castellón per poi tornare nella capitale catalana e unirsi all'Espanyol.

La Copa Del Rey del 1929 - "La finale dell'acqua"

Ha guidato l'Espanyol nella stagione inaugurale della Liga e li ha portati fuori dall'ombra dei loro rivali cittadini, vincendo il campionato e la loro prima Copa Del Rey nel 1929, battendo il Barcellona in semifinale e il Real Madrid 2- 1 nel Mestalla di Valencia in una partita che è diventata nota come la "Finale dell'acqua" a causa del temporale torrenziale in cui è stata giocata.

Greenwell ha poi trascorso una stagione con l'RCD Mallorca prima di essere attirato di nuovo a Barcellona per due stagioni, portando la squadra a un altro campionato catalano, anche se non è riuscito a eclissare l'Athletic Bilbao, guidato dal collega inglese Fred Pentland, per la corona nazionale. Si è poi cimentato con il Valencia e poi con lo Sporting Gijón per una stagione ciascuno.

Con lo scoppio della guerra civile spagnola Greenwell tornò in Inghilterra dove, però, gli eccellenti risultati della sua carriera spagnola a nulla valsero tanto da non riuscire a trovare un impiego nel mondo del calcio inglese. Cercò lavoro a Parigi e trascorse un po' di tempo in Turchia. La svolta, però, la ebbe quando lavorò come assistente con la squadra del Perù alle Olimpiadi di Berlino che lo spinse a trasferirsi in Sud America. Nel 1939 Greenwell era in Perù dove assunse il duplice ruolo di allenatore dell'Universitario Deportes e della nazionale peruviana. Ha guidato la squadra di club al titolo nazionale e il paese alla vittoria nel campionato sudamericano, la Copa America. Tenutosi in patria, il campionato del 1942 divenne un torneo a cinque squadre dopo il ritiro di un certo numero di paesi, tra cui Argentina e Brasile.

Greenwell in Perù

Quella edizione della Copa venne gestita come una mini-campionato e il Perù vinse tutte e quattro le partite, battendo anche l'Uruguay in finale. Greenwell aveva conquistato l'ennesimo posto nella storia come primo, e tuttora unico, europeo a condurre una squadra alla vittoria nel prestigioso torneo.

La tappa successiva fu la Colombia dove ha lavorato con la nazionale e con l'Independiente Santa Fe.

Nel 1942, mentre veniva portato a casa da una sessione di allenamento a Bogotà, Jack Greenwell ebbe un attacco di cuore e morì. Aveva 58 anni e ha lasciato un'eredità calcistica che pochi potevano eguagliare.

La lista degli onori di Greenwell è a dir poco impressionante. Da giocatore ha vinto un Crook and District League, il già citato trofeo Sir Thomas Lipton e un paio di campionati catalani. Da allenatore ha vinto altri sei titoli catalani (cinque con il Barcellona e uno con l'Espanyol), tre Copa Del Rey. un campionato di Valencia, un titolo peruviano, il campionato sudamericano, i giochi bolivariani e il Torneo di Cundinamarca. Non male per un ragazzo di Crook!

Con 10 titoli, il timoniere britannico è il terzo allenatore di maggior successo nella storia del Barcellona dopo Pep Guardiola (14) e Johan Cruyff (11). Si dice che sia stato lui a lanciare l'idea del gioco di passaggio nella squadra dei 'culé'.

Ma c'era chiaramente molto di più in Jack Greenwell che vincere titoli. Ha effettivamente inventato un nuovo stile di gioco. Molte volte, come con Alcántara, trasformava i giocatori di palla in difensori, dando alla squadra un giocatore di palla sul retro, cosa inaudita all'epoca. A quel tempo le squadre erano schierate con due centrali, tre centrocampisti e cinque attaccanti; la strategia era basilare: lanciare lungo e cercare, disordinatamente, di fare goal. Ebbene, Greenwell ha cambiato questo e ha dato importanza allo scorrere della palla, cosa che nessuno praticava.

Un eroe dei due mondi, dunque. Un minatore che ha radicalmente cambiato la storia del Gioco applicando la disciplina britannica al talento latino. Un matrimonio che genererà un salto di mentalità per il Barcelona, per il Perù e per tutto il calcio moderno.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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