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2 min

- di Fausto Nardone

Considerazioni sparse post Ucraina-Austria (0-1)


L'Austria si regala gli Azzurri agli ottavi di finale, in quella che rappresenta la prima storica qualificazione alla fase ad eliminazione diretta di un Europeo.


- La terza e ultima giornata del gruppo C vede affrontarsi Austria e Ucraina, appaiate entrambe al secondo posto dietro alla già qualificata Olanda: i biancorossi sono costretti a vincere per assicurarsi il passaggio del turno, in quanto un pareggio non basterebbe per scavalcare gli ucraini, visto il numero di gol segnati dalle due squadre, parametro che entra in ballo quando scontri diretti e differenza reti sono in parità. Sul piano tattico, Foda ritrova Arnautovic dopo il turno di squalifica mentre Shevchenko si affida agli stessi uomini che hanno sconfitto la Macedonia, con il solo Sydorchuk al posto di Stepanenko;

- La prima frazione di gioco vede in campo una sola squadra. L'Austria dimostra sin dai primi minuti di voler conquistare quel traguardo mai raggiunto nella sua storia e annichilisce l'Ucraina più brutta delle tre partite disputate fino ad oggi. Il vantaggio austriaco è firmato da Baumgartner, che prima spinge in rete il corner perfetto di Alaba e poi abbandona il campo a causa di un colpo alla testa; la squadra di Shevchenko è in balia totale degli avversari e deve ringraziare prima il suo portiere Bushchan e poi un Arnautovic in giornata no se il risultato al duplice fischio non è più pesante dello 0-1;

- Nella ripresa, la tanto sperata reazione ucraina non arriva. La solidità austriaca abbinata alla pessima prestazione degli elementi chiave dell'Ucraina fanno sì che il secondo tempo scorra senza particolari sussulti. Se ciò che aveva lasciato dei dubbi nelle uscite precedenti era la tenuta difensiva della nazionale in giallo, oggi sono stati i suoi talenti a tradire più di tutti: Malinovsky (sostituito all'intervallo) e Zinchenko sono impalpabili, Yaremchuk si accende solo nel finale e il solo Yarmolenko non basta ad impensierire l'attenta e ordinata difesa austriaca. Ora, con soli 3 punti, le speranze di passaggio turno sono ridotte al lumicino;

- Al contrario, nell'Austria brillano praticamente tutti: Laimer corre per cinque, Schlanger smista e recupera palloni che è un piacere, Alaba e Lainer arano le rispettive corsie dal primo minuto al novantesimo, Arnautovic tiene da solo il fronte offensivo (e questo lo rende meno lucido in fase di finalizzazione). La squadra di Foda non bada sicuramente all'estetica, non è una macchina da gol e non sembra essere difensivamente imperforabile: nonostante ciò - in uno dei gironi più abbordabili di questo Europeo - si guadagna l'ottavo contro l'Italia, senza brillare nè patire.

- Cosa aspettarsi dunque dall'ottavo in programma sabato 26 nel leggendario scenario di Wembley? Olanda a parte (squadra che non viene comunque annoverata tra le potenziali vincitrici del torneo), le prove affrontate fino ad ora dalla compagine austriaca sono state tutt'altro che proibitive. I biancorossi possono contare su una buona fase offensiva, alimentata dalle giocate di Sabitzer e Baumgartner e supportata dalle continue discese dei fluidificanti Alaba e Lainer, e su due centrali difensivi molto fisici e strutturati; per il resto, l'Austria vista fino ad oggi non ha dimostrato di essere una squadra di alto livello. Attendiamo il weekend per non essere smentiti.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

Fausto Nardone, nato a Verona nel ’93, anno in cui il suo idolo Pinturicchio rinunciò alla tavolozza dei colori per iniziare a dipingere solo in bianco e nero. Tifoso juventino e avellinese grazie (o a causa) di suo padre, adora l’estetica concreta di Guardiola, la variante Ascari di Monza e il rovescio a una mano di Federer. Si guadagna la pagnotta occupandosi di comunicazione e marketing ed extra-sportivamente ama cucinare, viaggiare per ostelli, guardare Cinepanettoni e ascoltare i Red Hot Chili Peppers. Il suo ricordo sportivo più bello? Stagione 2002/2003, campionato di Serie C1, Stadio Partenio-Lombardi: Avellino 3 - Benevento 1.

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