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2 min

- di Matteo Orlandi

Considerazioni sparse post Italia-Galles (1-0)


Una bella passerella azzurra.


- L’Italia mette in scena un’altra passerella e anche cambiando praticamente tutti gli interpreti suona la stessa sinfonia. Partita di gestione e controllo contro un avversario onesto, venuto a Roma solo per evitare la goleada. Ci riesce, portando a casa una meritata qualificazione. L’Italia ha chiuso l’undicesima (undicesima) partita consecutiva senza subire gol. Cosa aggiungere?;

- C’è stata un po’ di partita solo nel primo tempo, dove l’Italia ci mette un po’ ad ingranare la marcia, palleggiando a ritmi un po’ più bassi ma rischiando sempre zero. Si è vista un po’ di differenza qualitativa negli interpreti, soprattutto sui ricambi Belotti-Immobile e Palmieri-Spinazzola. Questa squadra peró attacca l’area sempre con tanti uomini e trova il gol con grande facilità. Pessina poteva farne due. Nel secondo tempo poi i gallesi rimangono in dieci e l’Italia giochicchia, portando in porto un risultato che va benissimo ad entrambe le nazionali. Bale si divora un estemporaneo 1-1 che sarebbe stato decisamente stonato nel contesto di questo pomeriggio di festa romana;

- La strategia di Mancini di puntare sul gruppo viene sublimata dai cambi finali, orchestrati con la precisa intenzione di far fare minuti a tutti, perfino a Sirigu. Non c’era secondo noi bisogno di conservare energie in maniera tanto massccia (torniamo a giocare tra una settimana) ma ci fidiamo ciecamente del mister. D’altronde, pur cambiando pelle, l’Italia mantiene sempre la stessa identità di gioco e di idee. Arriviamo agli ottavi a punteggio pieno, riposati e in piena fiducia;

- La prova assoluta della bontà del lavoro di Mancini è rappresentata da Federico Bernardeschi, un ragazzo che praticamente da due anni è ai confini dell’inutilizzabilità con la maglia della Juventus. Appena arrivato a Coverciano, Mancini aveva dimostrato di puntare molto su di lui. Negli anni la Nazionale è cresciuta e Bernardeschi si è rimpicciolito; eppure il ct non ha mai smesso di considerarlo un elemento del gruppo, a prescindere di quanto accadeva con la maglia del club. Oggi Bernardeschi ripaga il mister con una prova solida e concreta, che mette in mostra i suoi soliti pregi e i suoi soliti difetti. Una medaglia meritata al percorso, anche se speriamo di rivedere Berardi e Insigne;

- Davanti avremmo voluto vedere qualcosa in più da Belotti, un ragazzo che butta l’anima in campo ma delle volte ci fa venire dubbi sulle sue possibilità di comeptere ad altissimi livelli. Troppe volte in ritardo. Ottime notizie invece da Verratti, pienamente recuperato. Novanta minuti di solita classe, accompagnata da una tigna che ha a che fare con quella cattiveria di chi sa che non ha garantito il posto da titolare. A centrocampo abbondiamo di talento e che bellezza.

ULTIME CONSIDERAZIONI SPARSE

È nato pochi giorni dopo l’ultima Champions League vinta dalla Juventus. Ama gli sportivi fragili, gli 1-0 e i trequartisti con i calzettini abbassati. Sembra sia laureato in Giurisprudenza.

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